Le Chatelier

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Sia data una miscela di reazione all’equilibrio. I parametri che determinano la condizione di equilibrio sono T, P e le concentrazioni delle varie specie. Quando si cambia uno di questi parametri, il sistema evolverà per raggiungere un nuovo stato di equilibrio che si oppone alla modifica apportata.

Che settimana di m…armellata. Tradita dal Cholo. E poi un derby così. Una doppietta micidiale, capace di stroncare anche le donne più forti. L’Atletico a Torino ha giocato come il Milan. Contestavo vivacemente chi paragonava Simeone a Gattuso. Col cappero!Loro pressano e sanno ripartire. Loro fanno giocare male le squadre che incontrano. Noi, invece, le facciamo giocare bene. Tutte. Nessuna pressione sul portatore di palla. Retrocediamo per interporci sulle linee di passaggio. E niente ripartenze. Dobbiamo costruire con calma il gioco dal basso. Chi trova una logica in una filosofia del genere è bravo. Però al momento siamo terzi… Poi la partita dello Stadium. Una delusione tremenda. Mi erano bastati i primi 5 minuti per capire come sarebbe andata a finire. D’accordo, i Gobbi hanno giocato benissimo ed è sempre difficile capire dove finiscono i meriti dell’uno e dove iniziano i demeriti dell’altro. Ok, Cr7 è un fenomeno. Però…….La Cholite mi è passata fulmineamente. A causa della presenza domestica del mio piccolo mostro juventino, sono emigrata nel nido dei gufi. Be’, abbiamo gufato davvero male. Dovremo andare a lezione di gufaggio. Anche se mi sa che, lezioni o non lezioni, stavolta, purtroppo, la alzano.

Molti pensano che tu sia una pippa. Io no.

Non piango certo per la sconfitta degli Orrendi con L’Eintracht. D’accordo, fossero andati avanti, si sarebbero potuti stancare. Ma come si fa ad essere scontenti per una loro eliminazione? Non seguo i sorteggi Champions. Un amico mi dice dell’Ajax. Meno male che non si sono scontrate City e Barça. E’ su loro che ripongo le mie residue speranzielle. Mi costringo a pensare al derby. La sconfitta della Roma ovviamente mi fa piacere. Ma sono abulica, apatica. So perfettamente quale sarà la nostra formazione. La solita. E a me non piace. Ormai sono sfinita. Io metterei Biglia. Lascerei in panchina Suso e schiererei Calha, Casti e Kessie a far da supporto a Piatek. Farei entrare Paquetà, in chiaro debito di ossigeno, nel secondo tempo, ad avversari stanchi. Mi attizza anche il 4-3-1-2 con Calha trequartista. Figuriamoci. Un cambiamento di modulo presuppone che ci sia sotto un importante lavoro in allenamento. Il nostro mister, invece, ha un comandamento. “ Io, 4-3-3 con Suso e Chala “ali”, sono il modulo tuo. Non avrai altro modulo all’ infuori di me.” E’ così e mi devo rassegnare. Non credere nelle concezioni tattiche e tecniche di Rino, però, mi porta una frustrazione e una mortificazione che mi rovinano l’attesa della partite. “ Dai, un po’ di sprint”, mi dico.” In fondo siamo terzi. Gattuso, probabilmente, è più bravo di quel che pensi. Lo dicono i risultati e fior fiori di commentatori sportivi.” Per carità, i risultati mi interessano. E come! Però l’inquietudine per un’impostazione di gioco che ritengo sbagliata mi fa temere che alla fine non centreremo il quarto posto. E questa sarebbe una catastrofe. Ho paura del derby. Noi siamo specialisti nel far resuscitare i morti. Li affrontiamo impacciati, timorosi, rattrappiti, infondendo loro coraggio e linfa vitale. Subiamo le partite. Non andiamo a contrastare il portatore di palla, come fanno gli altri. La nostra preoccupazione è quella di retrocedere, per interporci sulle linee di passaggio. Cerco di scacciare le brutte sensazioni che mi pervadono. Spero in Piatek. Ma dovremo pur fornire qualche munizione al Pistolero. Francamente non capisco perché mi venga sempre inflitto Suso. Insomma, è in una condizione fisica pietosa. Quale contributo può offrire non solo alla fase offensiva, ma anche a quegli equilibri difensivi tanto cari al nostro tecnico? Possibile che Leo e Maldini non capiscano certe cose? Bah! Forse sono io ad essere negata e a non capire nulla di calcio. Vuoi vedere che ha ragione Collovati?

Mi viene in mente Le Chatelier. Il suo Principio dice che un sistema chimico all’equilibrio, quando viene perturbato da una sollecitazione esterna, si arrabbia un po’. Allora fa in modo di diminuire o eliminare gli effetti di questa azione di disturbo. Ecco, magari Paolo e Leo, qualche consiglio teso a produrre variazioni nel gioco lo danno. Rino permane irriducibilmente fissato sui suoi amati equilibri. A dire il vero, nel caso di Le Chatelier gli equilibri sono variabili. Se si aumenta la quantità di un reagente, per esempio, l’equilbrio si sposta verso una maggior creazione di prodotto, in modo che il reagente tenda a tornare ai suoi valori iniziali. Rino, invece, se ne sbatte di spostare gli equilibri. Rimane fisso nella sua idea e se ne frega di poter disporre di più reagenti. Prima c’era Biglia e stava al palo Baka. Poi Baka, grazie all’infortunio di Lucas, si è conquistato il suo posto a suon di belle prestazioni. Ora sono disponibili tutti e due, ma non possono giocare insieme. Perchè? La mia risposta è una. Suso. E’ facile dire a una di rassegnarsi. Anche lei, per carità, sa che lo deve fare. Però è dura. Durissima. Solo i risultati possono rasserenarla e tenerla un po’ calma. Ma la tapina pensa che sia difficile continuare a raggiungerli, usando male le risorse a disposizione. La disgraziata spera di sbagliarsi. Bah! Chi vivrà, vedrà. Come sarebbe bello vincere stasera. Vorrebbe dire dare una mazzata tremenda agli Orrendi e allungare in maniera quasi decisiva sul quinto posto. L’obiettivo sarebbe molto più vicino. Ma siamo sempre lì. Se diamo loro coraggio con la solita partenza alla camomilla, le becchiamo. Insomma, non temo l’Inter. Io temo il Milan.

Non ci siamo, Rino.

Be’, avevo paura del nostro approccio. Non mi aspettavo, però, che segnassero subito. L’apatia che mi aveva avvolto a lungo nel mio pre ha lasciato il posto alla rabbia. Nel primo tempo ci hanno dominato e il vantaggio di un gol gli è andato pure stretto. Nella ripresa Casti sostituisce Paquetà. Suso sempre in campo. De Vrij segna di testa su corner. Io sbarello. Altro che apatia! Poi l’incornata vincente di Baka, sulla punizione dalla trequarti di Calha. Una boccata di ossigeno, mentre mi stavo soffocando. Cutrone a bordo campo. Dai, togli Suso e andiamo a pareggiarla. Invece esce RR, che, peraltro, aveva giocato molto male. Ma come? Insomma, non cambi mai niente e adesso mi metti Calabria a sinistra e Kessie a destra, stravolgendo difesa e centrocampo? Sono basita e furiosa. Casti fa un fallo inutile e ingenuo. Rigore trasformato da Lautaro. Entra Conti al posto di Kessie, retrocesso a terzino e immediatamente sostituito. Siamo alla Corte dei Miracoli? Segna Musacchio e riprendo un po’ di colore. Ma non ci siamo, maledizione al secchio. Kessie litiga furiosamente con qualcuno dei nostri in panchina. Io litigo con Gattuso. Le Chatelier, tienimi calma tu, perché qui ti frantumo ogni genere di equilibrio. Mi gira tutto vorticosamente, eh! Per poco non ci fa secchi Lautaro. Un colpo di tacco di Piatek va a lato non di molto. La partita diventa una pura questione di nervi. Meglio, che tanto noi di gioco non ne abbiamo. Brutto fallo di Conti. Rosso diretto. Ma diventa giallo, dopo che l’arbitro rivede l’azione. Un colpo di testa da pochi passi di Casti va sul petto di Handanovic. Il tiro a colpo sicuro da un paio di metri di Cutrone, su cui si immola D’Ambrosio in una scivolata disperata, porta alla conclusione della partita. E io rimango lì con una rabbia e una frustrazione che mi divorano. Il mio Orrendo si era ritirato per tempo nei suoi appartamenti. Ora non si fa vedere. Capisce che è meglio girare al largo.

E adesso? Ci hanno superato, ma la Roma resta 4 punti e mezzo dietro. Rino, ti preoccupavi di eventuali contraccolpi psicologici in caso di sconfitta. Faresti meglio ad occuparti di soluzioni tecniche e tattiche. Sei sicuro di esserne capace? Questo è il punto. Kessie ha sclerato con Biglia. Tu fai sclerare anche me. E guarda che tra un po’ sclera pure Piatek. Ma il peggio per me deve ancora venire. Mi rifiuto di sentire le interviste del post. Però vado su Milan News e mi imbufalisco. Dunque, abbiamo perso perché siamo stati troppo scoperti. Non abbiamo le caratteristiche per saper pressare alto e dobbiamo tornare a far partire il gioco dal basso. Sono basita. Io ho visto un’altra partita. A pressare alto per gran parte della gara è stata l’Inter. Vecino sembrava Pelè. Bastava togliere Suso e mettere Biglia per risolvere il problema. Loro sono più forti? Non certo nelle condizioni in cui ci hanno affrontato. Erano sull’orlo del burrone. D’ Ambrosio, Vecino, Gagliardini ti sembrano dei campioni? Che fiducia volete possa avere io in un allenatore che fa questo tipo di analisi sulla sconfitta? Noi non siamo capaci di pressare perché non abbiamo giocatori in grado di poterlo fare. Baka e Kessie non sono adatti? Calha e Paquetà, che fai spompare con continui rientri in difesa, non sono adatti? Come lo stesso Piatek, che corre sempre come un matto? E sei tu che ti incaponisci su Suso. Non sono adatti loro o non sei capace tu ? Perchè il pressing non si racchiude in iniziative individuali. Deve essere insegnato ed organizzato da un allenatore preparato dal punto di vista tattico. Quell’allenatore non sei tu, Rino. In campo non avevi timore di nulla e la tua grinta era pazzesca. Mi sa che ora tu trasmetta solo paura, ansia, tensione alla squadra. Paolo e Leo, fate qualcosa, per favore. O siete d’accordo anche voi con la lucida analisi di Gattuso? A me è parsa allucinante. Se tanto mi dà tanto, a Genova giocheremo tutti raccolti al limite della nostra area. Guardate che in pratica ha scaricato le colpe sulla squadra. O è pazzo lui o sono pazza io. Entrambe le opzioni sono per me sgradevoli. Spero, comunque, che sia corretta la seconda. Perchè altrimenti, se nessuno interviene a spostare i suoi maledetti equilibri, la Champions ce la sogniamo. E non per colpa della rosa scarsa. Se un cobra mi morsica, muore lui. Le Chatelier, aiutami tu. Rino non è esperto di Chimica. Leggendo in fretta, ha interpretato male il tuo Principio. E nemmeno conosce bene la differenza tra il calcio e lo stronzio, due metalli alcalini molto diversi tra di loro. Nonostante tutto, comunque, dobbiamo credere nel quarto posto. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.