Via i Mercanti dal Tempio

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In questi giorni non si fa altro che parlare del possibile successore di Pioli, cosa che mi trova molto d’accordo, anche perché ritengo che il ciclo del buon Stefano sia finito non da adesso ma da un bel po’ e ci stiamo trascinando questo problema da molto tempo. Ma andiamo con ordine.

Il 22 maggio 2022 il Milan vince uno dei più bei scudetti della sua storia, personalmente lo colloco al secondo posto dopo quello del 1988. Un tricolore che ci ha fatto esultare e festeggiare moltissimo perché vincerlo in rimonta sui cugini è un qualcosa di impagabile. In quei giorni di festa tutto sembrava andare per il meglio, Elliott aveva raddrizzato la barca a livello economico, garantiva una solidità economica che ci faceva sperare in orizzonti tranquilli e si sperava di aprire un ciclo vincente. La squadra malgrado qualche perdita a parametro zero era buona e andava semplicemente perfezionata. Onestamente credo che questo è un pensiero che abbiamo fatto in molti.

“Oggi il Milan con una visione strategica di alto livello può andare a competere il prossimo anno con le più grandi. Se invece si scegliesse una visione di mantenimento, senza investimenti, senza un’idea da Milan rimarremo nel limbo tra le migliori sei o sette squadre in Italia per tentare di rivincere lo scudetto e qualificarci per la Champions. Per questo è il momento che la proprietà Elliott o quella che potrebbe arrivare, chiuda il triennio e capisca che strategia vuole per il futuro. Con due o tre acquisti importanti e il consolidamento dei giocatori che abbiamo possiamo competere per qualcosa di più grande in Champions”. (Paolo Maldini)

Poi come un fulmine a ciel sereno Maldini rilascia la famosa intervista alla Gazzetta il 27 maggio 2022, in piena festa rossonera. In molti hanno criticato i tempi e i modi, io non entro in questo contesto, ma rileggendole a distanza di due anni a me mettono i brividi. Allora non capivo cosa, o forse non volevo capire inebriato dalla vittoria, cosa volesse dire ma ora si, e in maniera molto netta.
Di fatto il ciclo di Pioli si doveva chiudere lì, perché il Mister è stato l’allenatore giusto per ripartire da una situazione al quanto difficile, quello scudetto rimane un’opera incredibile ma soprattutto grazie a Ibra, che in quella stagione ha veramente spostato gli equilibri, e di Paolo Maldini. E lì si consuma il primo strappo. Perché ci sarà il lungo rinnovo a Maldini, anche per l’avvento di Cardinale, e il mercato che è stato quello che è stato. Ma in quel preciso momento bisognava cambiare Mister, bisognava avere il coraggio, perché un conto era giocare liberi e spensierati, un conto è giocare per riconfermarsi e pretendere sempre di più.
E lì ci siamo scontrati veramente con il volere americano che è quello conservativo. E poi ci sono state tutte le situazioni dell’estate scorsa e di questa stagione.
Io non sono pro Maldini, seppur per me rappresenti molto, ma sono contrariato con il fatto che non sia stato sostituito a livello tecnico, e gestito come capro espiatorio perché non voleva lavorare in team. Chissà se è vero poi.
Di fatto in questo Milan manca tutta l’area tecnica, manca o mancano delle persone che di calcio capiscano, ma questo è il nostro modo di pensare. Resto altrettanto convinto che loro non vogliono nessuno in società che capisca di calcio perché non gli converrebbe. La loro è una scelta consapevole e razionale, a loro basta vivacchiare nella mediocrità, qualificazione Champions ottenuta è il loro Masterclass.

Mi direte e hanno preso Ibra, si vero ma non si capisce effettivamente il suo ruolo. Nell’organigramma rossonero non è presente e soprattutto non parla mai. Sarebbe interessante capire quello che pensa, si va sempre per ipotesi, ma non essendo uomo di Milan ma di RedBird molto probabilmente non è autorizzato a parlare. In lui il tifoso rossonero disorientato si aggrappa.
Attualmente il problema non è Julen Lopetegui, un onesto allenatore nulla di più, ma resta il fatto che lui è semplicemente la foto della mediocrità in cui ci vogliono tenere. Con l’allenatore spagnolo facciamo il salto di qualità rispetto a Pioli? Dal mio punto di vista non credo, e rimango convinto che se Pioli non falliva con la Roma in Europa League e non consegnava lo scudetto all’Inter nel derby, sesto di fila perso tra l’altro, sarebbe rimasto in sella per portare a termine il suo contratto, e quel maledettissimo rinnovo è stato il vero grande errore di Maldini.
Perché secondo me avrebbero tenuto Pioli? Primo ha ancora un anno di contratto, secondo ha colto l’obiettivo stagionale: comoda qualificazione Champions, facendo anche più punti dello scorso anno. Non importa se siamo arrivati a venti punti dalla prima.

Benché con due anni di ritardo si procede al cambiamento, ma di fatto è un cambiamento dettato più dalle situazioni che da una vera e chiara esigenza della società che, come detto in precedenza, avrebbe continuato beatamente con il tecnico parmense. Il board rossonero ha capito che non può più tenere Pioli, anche perchè per loro sarebbe un clamoroso autogol, ma comunque proseguono per la loro strada, non curanti del pensiero del tifoso. Che invece gli chiede un segnale, vuole un qualcosa di più né di più né di meno chiedeva e si auspicava Maldini due anni fa. Per questo molti vogliono Conte, un po’ perché è libero e perché sicuramente in molti aspetti ci sarebbe un salto in alto. Un qualcosa a cui aggrapparsi e un qualcuno di cui avere fiducia, perchè in questo momento il tifoso rossonero non nutre fiducia nei confronti della società.

Ma gli americani perché non vogliono Conte? Solo perché è uno esigente e vuole molti soldi? Credo fermamente che sia tutto fumo negli occhi, è quello che loro vogliono farci credere. Vogliono scaricare le responsabilità come hanno sempre fatto. Non vogliono Conte o Klopp perché andrebbero a cozzare con i loro reali obiettivi. E questa è la battaglia da fare.

Sicuramente con il Conte della situazione non c’è la sicurezza di vincere, però con lui ritorneresti competitivo e certi spettacoli tecnici e certe sceneggiate sparirebbero dal campo. Ritornerebbe il sacro fuoco. Il tecnico salentino potrebbe mettere quelle basi anche per vittorie successive, vedi l’Inter.
Perché alla fine si chiede di ritornare a competere e avere la possibilità di giocarsela fino in fondo.
Può essere che Ibra abbia caldeggiato l’amico Conte ma si deve scontrare con i paletti finanziari e soprattutto ideologici imposti dalla società. Per quanto mi riguarda se lui avalla certe scelte si rende complice degli americani. E mi aspetterei le dimissioni.
Personalmente mi accontenterei anche di Motta, la meno scommessa di tanti nomi che si stanno susseguendo in questi giorni, ma molto probabilmente andrà alla Juventus con Conte al Napoli e così due dirette rivali si rinforzeranno.
Guardate il problema non è tornare a vincere immediatamente, ma tornare a competere, e sarei anche disposto ad aspettare cinque anni prima di vincere, ma nel frattempo vorrei  vedere fare le cose con una certa logica e prigrammazione competente.
Ma state sereni che questo non succederà perché manca completamente tutta l’impalcatura tecnica e continuerà a mancare perché come già detto tantissime volte anche da me, a loro non interessa la parte tecnica ma solo quella economico finanziario. E state certi che gli stanno girando a mille gli ammennicoli perché la questione stadio sta andando troppo per le lunghe per i loro gusti.
Quindi mettetevi comodi che questa estate ne vedremmo delle belle, almeno un big sarà venduto perché con quello devono fare mercato oltre a qualche euro raccattato da De Kateleare e Saelemakers. Ma non per prendere giocatori di sostanza ma giovani di belle speranze scovati da qualche parte dal super talent scout Moncada, che vive ancora di rendita per aver scoperto Mbappè.
Che piaccia a no, siamo schiavi di questi personaggi, dove sono più preoccupati a decidere il colore della quarta maglia e vedere i numeri delle vendite invece di guardare se un giocatore è valido o no. Ed in tutto questo scientificamente hanno azzerato la nostra passione ed il nostro orgoglio.

Finché i mercanti non verranno cacciati dal tempio, la nostra situazione è e sarà sempre questa.

Come sempre

W Milan, quello vero.

Harlock

"Quando il Milan ti entra nelle vene avrai sempre sangue rossonero" Ho visto la serie B, ho visto Milan Cavese, ho toccato il tetto del Mondo con un dito e sono ricaduto ma sempre rialzato. Ho un papà Casciavit....Grazie per avermi fatto milanista.