Io non ho paura

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Io non ho paura. E’ il coraggio che mi manca. Vero, Rino? Piatek capitalizza l’unica palla avuta a disposizione. Gigio confeziona una prestazione mostruosa. E così strappiamo un importante pareggio, che va stretto alla Roma. Il gioco, come sempre, è il grande assente tra le nostre fila. Non sarà colpa dell’allenatore, ma di un rosa scarsa e mal assortita, per carità. Ciò non toglie che questo allenatore, ripetitivo, monotono, banale, mi abbia stancato. E non da ora. Suso può permettersi di fare ciò che vuole, di ostacolare a piacimento la manovra, assecondando il suo estro. Noi abbiamo bisogno della sua tecnica. Quindi dobbiamo essere bravi a capire quando vuole sterzare. Così parlò Gattuso. Non ho apprezzato, per usare un eufemismo, questa dichiarazione. Insomma, il Milan nella concezione di Rino è Suso più altri dieci. Il modulo è il 4-3-3 senza ali.Ossia il 4-5-1. Non può fare nient’altro, poverello. D’altra parte, se ritiene Suso il giocatore su cui fondare la squadra, la valutazione è sua. Fosse dipeso da me, avrei fatto di tutto per venderlo e per acquistare un’altra punta. Come non detto. Ce l’ho anche con voi, Paolo e Leo. E’ una colpa assecondare idee sbagliate. Ho voglia di un allenatore vero, con le sue belle e sensate concezioni tattiche. Francamente, di tutta questa lentezza, di tutti questi equilibri da preservare, arretrando compostamente per chiudere le linee di passaggio, non ne posso più. Ne ho proprio piene le scatole. Rino è contento perché ha trovato un centravanti che fa reparto da solo. Meno male, visto che l’idea di un gioco offensivo è molto labile. Movimenti, schemi. Cosa sono? Palla a Suso e speriamo bene. Occorre che il centravanti sia in grado di capire i suoi “ricami”. Ottimo! Jesus va, come sempre, in lunghissimo letargo? Pazienza. Che sarà mai? A me piacerebbe vedere Calha e Kessie in mano ad un allenatore vero.

Ti è piaciuta la nostra partita, Rino? A me no.

Il mio pre, angustiato da un’influenza con febbrone da cavallo, è rallegrato dal rocambolesco pareggio gobbo e dall’inopinata sconfitta casalinga degli Orrendi. Miha, al contrario di Pippo, è un allenatore. Il fatto di averne uno è una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per costruire un buon progetto di squadra. Cappero, dopo i tre fantastici giorni della merla, un bel Sabato e una Domenica che si presenta bene. Grazie, Miha. Ma, per rendere la Domenica meravigliosa, dovremmo vincere . Mi viene l’acquolina in bocca solo a pensarci. Consolideremmo il quarto posto e andremmo a due punti dagli Orrendi. La Roma ce la metterà tutta per riscattare i sette fischioni di Firenze. Non sarà facile. Io non ho paura. O forse sì. Mi preoccupano due cose. La nostra incapacità di imporre il marchio sulle partite e l’arbitro Maresca. Noi subiamo l’inerzia delle gare. Siamo soggetti passivi. Per approfittare del difficile momento psicologico della Roma, dovremmo cercare di aggredirla, di infilarla in velocità. Figuriamoci…. Quanto a Maresca, sono stanca delle sue angherie. Società, fatti valere! Spero in Piatek. Rino, mi raccomando, non inaridire anche lui con il tuo cappero di non gioco. Non si è mai visto un numero 10 scarso come Calha, si dice. Non si è neanche mai visto un numero 10 messo in campo a fare l’ala-terzino. Conti non gioca mai. Problemi fisici? Può essere. Io, però, sospetto che Gattuso lo ritenga un terzino troppo offensivo. E su quella fascia c’è Suso che di copertura difensiva non ne garantisce. Non ho paura della Roma. Temo il Milan e Maresca.

Sarà anche per il febbrone, ma non sono ottimista, nonostante gli splendidi risultati maturati in questa meravigliosa settimana. La formazione non mi piace per i soliti motivi. La punta, esterna o no, non l’abbiamo presa. Quindi mi ritroverò sempre con questo 4-5-1 che mi repelle. Sbuffo, smanio. Non solo per la febbre. Francamente sono stanca morta anche di RR. Ho fame e sete di velocità. Non mi va di fare la cronaca della partita. E’ stucchevole scrivere sul nostro tipo di irritante non gioco. Come fanno le squadre a rendersi pericolose? Tentano delle imbucate o vanno veloci sulle ali, per mettere cross dentro un’area che cercano di riempire. Noi? Bah! A dire il vero, Piatek con il Napoli ha sfruttato le verticalizzazioni di Laxalt e Paquetà. Giochiamo malissimo. Poi Paquetà ruba palla a Pellegrini sulla linea di fondo e la mette dentro. Kris brucia i difensori e insacca. E vai! Dai, premiamo sull’acceleratore adesso! Sfruttiamo il loro pessimo momento psicologico e chiudiamo i conti! Come non detto. Dobbiamo preservare gli equilibri difensivi, noi. Giochiamo lenti e bassi, mi raccomando. Non abbiamo un’ala veloce che possa ribaltare l’azione o, magari, due punte, verso le quali fare il lancio lungo? Pazienza. Gigio ci salva parecchie volte e chiudiamo il primo tempo in vantaggio. All’inizio della ripresa riesce anche a sventare il tentativo di autogol di un pessimo Musacchio. Nulla può, però, sulla ribattuta di Zaniolo. Ecco, adesso la perdiamo, penso. E in effetti ci andiamo vicino. Gigio si erge ancora a protagonista. Però…. Però c’è un rigore grosso come una casa non fischiato su Suso. Il Var? Bah! Però Pellegrini non si prende il secondo giallo dopo un fallo da dietro. Eccolo, il signor Maresca. La non espulsione è un atto di palese malafede. Senza se e senza ma. Non ho capito la sostituzione nel finale di Piatek con Cutrone. La colpa è mia. Sono una zuccona. Nel manuale del buon allenatore sta scritto che Kris e Patrick non possono giocare insieme. Suso e Calha, invece, sì. Per dare piglio e velocità alla manovra. Per riempire l’area e aiutare il centravanti.

Insomma, ragazzi, ho passato una serata meravigliosa. Ma non era questa. E non solo per la febbre e per la tosse. Io non ho paura. Mi disarma la mancanza di coraggio e di idee di chi guida la squadra. E lo dice una che non ha mai apprezzato Zeman per la sua mancanza di attenzione alla fase difensiva. Purtroppo il mio concetto di calcio è molto diverso da quello del mio allenatore. Che faccio? Niente. Però vedere il Milan giocare così mi mortifica. Mi abbatte l’entusiasmo. Mi avvizzisce l’anima. Piatek? E’ riuscito a timbrare l’unica palla avuta. Bravo! La doppietta di Higuain? Non ho mai pensato che il Pipita sia scarso. Calha? Gioca male. Suso? Lasciamo perdere. Gasperini, comunque, non lo faceva giocare da “ala”. Io? Devo ancora smaltire l’influenza. Sono fiacca come il Milan. Ragion per cui smetto di scrivere e me ne torno a letto. Se riesco ad addormentarmi, che stanotte la febbre mi ha fatto dormire poco, cosa sognerò? Un allenatore capace con il quale costruire un sensato canovaccio tattico. Salviamo il soldato Piatek! Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.