Indifendibile

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Ho difeso più volte in passato Rino Gattuso, spesso a ragione, qualche volta, probabilmente, a torto magari lasciandomi influenzare dal suo passato, dal fatto che ha sempre indossato i nostri colori da uomo vero e calciatore encomiabile.
La prestazione dell’altra sera è però indifendibile.
Una partita giocata con mentalità da provinciale sapendo di essere inferiore all’avversario senza tra l’altro troppo ardore agonistico perdendo meritatamente contro una squadra superiore, di poco, che ha vinto grazie ad un allenatore che è palesemente più bravo del nostro.
Nel primo tempo abbiamo fatto quattro passaggi, lo ripeto, QUATTRO passaggi nella loro area ed il nostro primo tiro in porta è arrivato dopo ottanta minuti, lo ripeto OTTANTA minuti. In mezzo al campo facevamo persino fatica a farne due di passaggi di fila. Di fronte avevamo una buona squadra, non certo il Barcellona di Leo Messi al Camp Nou.
Inammissibile giocare così.
Credo che il nostro allenatore abbia in testa un calcio da provinciale che puoi fare altrove ma non a San Siro, perdere ci sta ma c’è modo e modo di perdere: se devo scegliere preferisco uscire sconfitto avendo però cercato di vincere.
Si può anche dire che il goal sia stato colpa di Musacchio e Donnarumma, ed è sacrosanto però fino a quel punto non avevamo fatto nulla. Niente.
Proponiamo il 433 meno offensivo del mondo, non passiamo mai per vie centrali(ditemi da quando non ci fischiano una punizione dal limite dell’area nella zona centrale in nostro favore, non ne ricordo), giochiamo con due esterni che non cambiano mai passo e quando troviamo il contropiede non riusciamo a fare cinquanta metri di campo palla al piede perché non abbiamo la velocità sufficiente. Suso almeno ci ha provato, dall’altro lato, invece, la prova di Calha è stata un pianto, non uno spunto, non un dribbling ed i soliti tiri alle stelle.
In mezzo si è salvato Biglia, il migliore, ai suoi lati il solito Jack Bonaventura capace di farti il golletto a Chievo, Bologna e Udinese ma che sparisce sempre in questo tipo di partite.
A mio parere se si vuole tornare in alto bisogna avere il coraggio di “panchinare” questo tipo di giocatori e non considerarli imprescindibili per il futuro. Jack è un buon giocatore che farebbe però la riserva in qualunque grande squadra. Se vogliamo arrivare sesti teniamolo, se vogliamo arrivare in Champions panchinamolo o cediamolo.
Ho preso come esempio Bonaventura ma la nostra rosa abbonda di giocatori del medesimo livello.
Franck Kessie non ha vinto un contrasto che sia uno, e con quel fisico che si ritrova è ancora più grave, molle e pasticcione, altro giocatore difficile da decifrare ma che da quando è arrivato non ha dato grossi segni di miglioramento.
Il solito Musacchio, ovvero che gioca con grinta e cuore ma che lascia sempre un’occasione al suo avversario, quasi sempre un goal. Questo è, e per questo motivo non può essere un titolare. Ricordo che è stato pagato diciotto milioni da Mirabelli, in quella che è per distacco la peggior sessione di mercato di sempre, considerata la cifra a disposizione.
Detto di Gattuso, detto della squadra, parliamo un po’ del nostro portiere. Credo sia giusto che Gigio Donnarumma si “riposi” un po’ in panchina, non do importanza al suo valore, non la do al suo stipendio né al suo procuratore né tantomeno al pensiero che tra otto anni potrà essere uno dei migliori al mondo, a parte che anche su questo ho dei dubbi, ma i punti che ci sta costando iniziano ad essere molti senza dimenticare la finale di Coppa Italia di maggio. In panchina abbiamo un professionista serio ed un buon portiere: Pepe Reina va lanciato titolare.
La squadra è a mio parere da sesto posto con un allenatore in linea con la nostra rosa, ora sta a Leo e Paolo decidere se continuare così, lottando ogni anno per il sesto posto o decidere di tornare grandi scegliendo giocatori forti avendo il coraggio di vendere quelli discreti.
Per giocare questo calcio bastava Kalinic, avere Higuain e non servirlo mai non ha senso.

MattLeTiss

"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione". Per questo ho amato alla follia Dejan Savicevic e Matt Le Tissier. Milanista da generazioni, cuore Saints grazie a "Le God". Sacchi mi ha aperto un mondo, Allegri me lo ha chiuso. Sono cresciuto col Milan di Arrigo, quello per me era il gioco del calcio, tutti gli altri prendono a calci un pallone.