Sorbole!

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Due rondini non fanno primavera, ma rendono l’inverno un po’ meno gelido.

Solo io sapevo quanta paura mi facesse il Bologna! Nei miei incubi notturni vedevo la torre degli Asinelli ammiccare con libidinosa perfidia a quella della Garisenda. “ Sorbole! Il Duomo sarà anche più importante di noi. Ma che botta gli abbiamo dato!” Insomma, vedevo i sorci Verdi. Era un naturale retaggio di prestazioni gagliarde tipo Benevento e Rijeka. Quindi la vittoria mi gusta assai. Poco mi interessa del come si sia materializzata. Io volevo vincere. E basta! I tre punti sono un corroborante per il morale. E chissà che, migliorando la condizione fisica, non si riesca a risalire un po’ la china di questa ennesima stagione disastrata. Di giudizi sulla partita non ne posso dare. Mica vero che il segnale di Sky, intermittente nel primo tempo, è defunto nella ripresa, poco dopo la sostituzione di Abate con Cutrone? Il mio “ Bravo, Rino!” è stato l’ultimo commento in diretta. Quelli che avevo riservato a Musacchio non troverebbero spazio in citazioni oxfordiane e quindi neanche nel mio pezzo.

Il mio pre è inquieto. Guardo Gobbi e Orrendi, tifando per i primi. Inutile mettersi a cercare grandi spiegazioni sul perché si preferiscano (oddio, è una parola grossa) gli uni o gli altri. Ci sono emozioni che appartengono al vissuto di ognuno di noi. Io, per esempio, ero una bimba ai tempi di Rocco ed Herrera. Una bimba circondata da vicini spocchiosamente, insopportabilmente interisti. Andai al Martelli con gli juventini in quella storica partita del gol di Di Giacomo su micia di Sarti. E festeggiai alla grande. Certo, poi sono accadute tante cose. Tra il gol annullato all’Olimipco di Roma a Chiarugi e quello non “ visto” di Muntari c’è stato uno stillicidio di episodi arbitrali davvero “ sfortunati.” E la caccia all’uomo messa impunemente in atto dal Messina su ordini superiori ancora mi repelle. Ma, insomma, io non tifo Gobbi in 36 partite su 38. Sono un Condor al contrario. La mia situazione familiare è molto delicata, avendo in casa un piccolo mostro juventino e un Orrendo. Guardo la partita insieme alla prima, visto che il secondo si ritira discretamente nei suoi appartamenti. Che dire? A me l’Inter sembra una squadra buona, non certo eccezionale, allenata molto bene. D’accordo, Mandzukic si è mangiato di tutto. La buona sorte, però, è la fedele compagna di strada di chi è determinato e destinato a vincere. Scaccio il sinistro presagio e lascio i pensieri in libertà. Il duello De Sciglio Santon sulla fascia di competenza non è certo una lotta tra giganti. Archivio lo zero a zero e spero in due belle vittorie di Roma e Napoli. Come non detto. Forse sono io a portare scalogna. Toh, il Benevento le becca a Udine. Oggi Brignoli non era in forma.

In realtà quel che mi macera siamo noi. Non mi piace la formazione che si prospetta con il Bologna. Ok per la difesa a 4. Ma mi metti Abate, Rino? Le alternative latitano, è vero. Perchè non provi Borini, perbacco? E davanti inserisci André, dai. Ancora Montolivo? Se Biglia non sta proprio in piedi, dentro Loca. E poi uno tra Suso e Jack, che due son troppi. So perfettamente che non andrà così. Non perdo la mia ammirevole pacatezza solo perché in panchina c’è Rino. Io gli voglio molto bene. Ci fosse stato Montella, e questa è una formazione montelliana, avrei imprecato a più non posso. Non capisco come la dirigenza possa stare serena di fronte a scelte del genere. Facendolo, accetta la sconfessione del Mercato. Io, che del Mercato sono sempre stata una sostenitrice, ci rimango male. D’accordo, ci saranno anche situazioni contingenti a dettare certe decisioni. Si poteva, però, fare altro e non infliggermi una robusta dose di Giannino, che mi mortifica e mi lascia senza futuro. Va bene, dai. Mi sono ripromessa di stare con Rino, di sostenere la squadra, qualunque essa sia. C’è Montolivo, Chiara? Sopportalo con cristiana rassegnazione. E tifa anche per lui. E’ giunta l’ora che tu razzoli bene. Se sei brava, magari Biglia si riprende prima. E Rino ti lavora a modo suo, per recuperare ai livelli che loro competono Calha e Andrè. I due ragazzi non sono le schiappe che moltissimi credono. Ti ricordi la faccenda del bambino che pregava invano tutte le notti per avere una bicicletta nuova? Alla fine ne rubò una e poi chiese perdono al Signore. Lui aveva questa alternativa e la sfruttò. Ma tu che alternative hai? Mica puoi scaricare le vecchie bici del Giannino, se quelle nuove arrancano e non vengono oliate a dovere. Mica puoi rubare dei sogni che sono riottosi a diventare realtà. Riponi momentaneamente nel cassetto le due punte e guarda la partita senza bofonchiare. Sorbole, stasera è troppo importante vincere! Non importa come. Poi, magari, le cose si aggiustano.

Mi metto davanti alla Tv. La neve che imbianca Solferino è molto bella. Rende il paesaggio romantico e meraviglioso. Però deve creare qualche problema al segnale di Sky, che va e viene. Vedo il gol di Bonaventura. Mi scalda il cuore. A me sembra che la squadra sia più sciolta e più bella del solito. Mi ricordo di quella volta, credo fosse con il Rijeka, in cui mi sono addormentata. E feci il paragone con la donna brutta. Lo era a tal punto che davanti alla sua finestra c’era un guardone addormentato. No, stasera non induciamo al sonno. Peccato che questo maledetto segnale…. Mi torna all’improvviso e vedo Montolivo immolarsi su Destro davanti a Donnarumma. Sarebbe stato meglio non avessi visto Destro beffarsi di Musacchio sulla sinistra. Ma Abate dov’è? Tenta di uscire Kessié. Palla dentro per il libero Verdi. Ma Montolivo dov’è? Tiro all’incrocio e pareggio. Mannaggia ai miei incubi. Sorbole, son proprio sorci Verdi, eh! Asinelli e Garisenda, vi abbatterei ! Il segnale fa le bizze. Verdi salta Musacchio e va al tiro. Alto. Non ho parole. Che gatto di marmo Musacchio! Bella azione di Kessié. La mette dentro! Torosidis in angolo. Gli sviluppi del corner? Non li vedo. Testa di Bonucci su un altro corner. Alto. Finisce un primo che ho seguito a spizzichi e mozzichi. Mi sembra che siamo partiti bene. Poi il solito gol preso per eccesso di non legittima difesa ci ha fatto ripiombare nel vortice della paura. A me sembra che il regista della squadra sia Bonucci e non Montolivo. Stai tornando, Leo! Bene! Vediamo il secondo tempo, dai!

Vedere è una parola grossa. Il segnale si comporta bene all’inizio. Suso riparte centralmente con un bel piglio! Dentro per Bonaventura! Un difensore in angolo. Loro la spizzano due volte di testa e alla fine uno si lancia verso Donnarumma. Spazziamo in corner. Brrrrr!!!!! Cutrone sostituisce Abate. Borini diventa terzino destro. Bravo, Rino! Bellissimo passaggio lungo di Bonucci per Suso, che va sulla destra ed entra in area! La palla dentro ovviamente non trova l’impatto dei nostri. Qui per me scende il sipario. Il segnale defunge definitivamente. Mi rifiuto di sintonizzarmi su reti locali per avere notizie. Guardo il Barcellona e WhatsApp. Vengo a sapere del secondo gol di Jack! E vai! Poi, dopo un tempo interminabile, la fine. Deo gratia! Mi immagino la tensione e la gioia finale di Rino. Sono felice anche e soprattutto per lui. Questi tre punti sono davvero fondamentali per tenerci in vita. Chiedo scusa a Jack, per avermi costretto ad usare verso di lui parole brutte, derogando dalla mia naturale finezza. Io neanche l’avrei schierato , ma la faccia di bronzo non mi manca. E la sua doppietta mi ha regalato attimi di pura gioia. E adesso? Andiamo avanti un passo alla volta, sorbole! I voli pindarici ci sono preclusi. Sappiamo cosa ci diranno i parrucconi dell’Uefa e cosa ci aspetta a livello mediatico. Vediamo di concentrarci sul campo. Archiviati Asinelli e Garisenda, occupiamoci dell’Arena. Ci attendono due partite con quei simpaticoni del Verona. Vediamo di vincerle e il mondo ci apparirà un po’ più bello. Speriamo di migliorare pian piano con la condizione atletica. Non pretendo delle fuoriserie. Ho voglia di bici nuove tirate a lucido, per percorrere senza troppe ulteriori sofferenze le strade del campionato e della Uefa League. Sorbole, il vecchio cuore rossonero batte ancora. Fatti da parte, Ludo. Noi vogliamo pedalare forte sui sentieri dell’Europa. La nostra meta è la vetta. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.