L’affaire Liberali

Quella che sta per finire è stata la settimana di Liberali. Prodotto del settore giovanile rossonero, il giovane fantasista, ora impegnata con l’Italia Under19 nell’Europeo di categoria, lo scorso anno era stato lasciato partire a costo zero verso il Catanzaro, che tanto lo aveva inseguito e voluto per puntare alla promozione in Serie A. Una prima parte di stagione interlocutoria per “il picco Foden”, esploso nel girone di ritorno complice anche un maggiore minutaggio guadagnato grazie all’infortunio di Cissè, fino a quel momento punta di diamante dei calabresi tanto da essere acquistato proprio dal Milan. I giallorossi alla fine la promozione non l’hanno guadagnata, Liberali invece sì.

Con Aquilani – l’allenatore del Catanzaro nella scorsa stagione – al Sassuolo, Liberali sapeva già di avere un estimatore nella massima serie. Forse non poteva immaginarsi che ce ne fossero altri due: Fabregas e Amorim. Dopo un corteggiamento serrato da parte di tutti e tre, protagonisti di un triello leoniano, Mattia ha scelto di spostarsi a Como, a livello sportivo e non solo forse l’opzione per lui più conveniente e intrigante. Il Milan, rimasto a bocca asciutta e scornato, si lecca ora le ferite. La mia sarà magari una voce fuori dal coro, ma abbastanza allineata a quella di Letizia (non so se esserne felice, ma tant’è). Posto che lo scorso anno lasciar partire Liberali, per giunta a zero, era stata secondo me una follia, a mio avviso concentrarsi solo sul suo rifiuto e non sul fatto che il Milan avesse già acquistato il “vero” titolare del Catanzaro in quel ruolo è abbastanza miope. Sometimes may be good, sometimes may be shit, per citare Gattuso. Se poi il Milan si fosse presentato ai blocchi di partenza della A con come trequartisti i due della quinta classificata in B dell’anno prima, magari qualcuno avrebbe ironizzato su quanto i rossoneri fossero caduti in basso. Senza Liberali si può giocare, l’importante ora è chi verrà acquistato al suo posto.

È piuttosto indicativo, più del rifiuto in sé del ragazzo, il perché sia arrivato: a quanto pare, per i rapporti tesi con parte della dirigenza rossonera, specialmente Ibrahimovic. Non c’è niente da fare, lo svedese si è ormai guadagnato (e continua a guadagnarsi) una reputazione che definire pessima è poco. Che Cardinale si stia spendendo in prima persona per le sorti del Milan è a mio avviso segnale positivo anche solo per la buona volontà che ci sta mettendo, al netto che tutto verrà poi giudicato dai risultati. Se però vuole davvero mostrare ai tifosi che la solfa è cambiata, Ibra deve essere messo definitivamente da parte. I rapporti ormai sono più che logori, non vedo margini per ricucirli.

Quindi… chi al posto di Liberali? Considerando che Amorim prediligerà probabilmente il 3421 al 343, e prendendo per buone le notizie che danno Leao in uscita e Pulisic e Nkunku rimanenti, potrebbe essere affascinante aggiungere sulla trequarti la classe e la freschezza di Franco Mastantuono. Argentino con passaporto italiano del 2007, quindi coetaneo di Liberali e anche lui mancino, nel curriculum ha River e Real. Nei Blancos è e forse continuerà a essere chiuso dai vari Vinicius, Mbappe, Rodrygo, Endrick, Arda Guler, Brahim, eccetera. Lo scorso anno ha giocato poco più di mille minuti, per dire, 11,5 partite intere spalmate su 23 comparsate. Provare un affare alla Nico Paz potrebbe essere conveniente tanto per i madrileni, quanto per il Milan. Perché non provarci?

Fab

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Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.