
La ripartenza del Milan in quest’estate rossonera è un’opera d’arte. Non una di quelle riconoscibili e immediate nella lettura della loro bellezza, ma astratta. Una di quelle opere d’arte moderne che per la maggior parte di noi sono incomprensibili e in cui tutti possono vedere ciò che vogliono. Per qualcuno un capolavoro, per altri, la maggior parte, una cagata pazzesca. Sì, è vero, il paragone non ci sta, è un po’ da ignorante e da bifolco, ma che volete che vi dica, questo mi è venuto in mente. Capire e interpretare i movimenti rossoneri è pressoché impossibile: sono comprensibili solo a chi prende certe decisioni, forse nemmeno a loro.
Può quindi capitare di leggere che la nuova organizzazione societaria sia per alcuni “geniale”, molto U.S.A., moderna e all’avanguardia. Per molti altri, me compreso, sembra invece piuttosto un ripiego necessario dopo rifiuti e figuracce. Se si fosse voluto puntare su queste figure, d’altronde, lo si sarebbe fatto dal giorno dopo i licenziamenti in massa di Cardinale, non a un mese di distanza. Sicuro però che chi si troverà al timone della società è senza una vera esperienza ad alti livelli, individui promossi per mancanza di alternative cercando di trovare per loro una collocazione coerente al loro percorso di carriera. Diversa la strada scelta invece anni fa dall’Inter (assunto l’esperto Marotta, e i risultati sono ahinoi sotto gli occhi di tutti) e Juventus (con “Big Data” Comolli silurato dopo pochi mesi e assunto al suo posto Carnevali).
Nel Milan esordirà invece a breve Amorim, allenatore-manager come non si vedevano da decenni in Italia. Questa scelta ha sicuramente dei pro, ma dei profili di rischio. Il pro più importante è senza dubbio che il portoghese potrà potenzialmente essere davvero coinvolto nelle scelte di mercato, partecipando attivamente alla scelta di giocatori adatti al suo stile di gioco. Il più grande contro è che se alla fine i risultati non dovessero arrivare, il fallimento non investirà solo l’allenatore, ma anche i calciatori selezionati e acquistati. Presa tuttavia la decisione, sarà inevitabile e auspicabile seguirla in toto, comunque vada. Amorim manager all’inglese? Perfetto, che sia davvero libero di scegliere e che sia davvero accontentato, sperando nel meglio, e soprattutto senza ingerenze esterne.
Intanto il primo colpo del mercato è arrivato. A sorpresa per la velocità della trattativa, ma soprattutto per la cifra sborsata dal Milan. Gonçalo Ramos si trasferirà all’ombra del Duomo per 70 milioni di Euro circa, il trasferimento più oneroso nella storia del club. Abbastanza clamorosa come notizia, che dà due segnali: il primo che Amorim, almeno in questa occasione, è stato ascoltato e accontentato; la seconda è che a breve dovremo aspettarci l’uscita di qualche elemento più o meno di spicco della rosa per finanziare il resto del mercato e per alleggerire il monte ingaggi (il portoghese, secondo i rumors, percepirà circa 7 milioni a stagione). Lascia spiazzati il prezzo pagato per la punta: si è forse voluto chiudere in fretta in quanto era uno dei primi indiziati a sostituire all’Atletico Madrid il partente Julian Alvarez. Rimane il fatto che difficilmente RedBird ci regalerà un prosieguo di mercato su questi livelli, quindi non abituiamoci troppo bene.
Fab
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