
Ieri c’è stato il raduno a Milanello e la versione faso tuto mi di Gerry Cardinale si è lanciata nella sua ultima trovata: l’arrivo in elicottero. Ora, nei tifosi rossoneri questo tipo di arrivo è un ricordo indelebile, qualcosa a cui è legato un periodo glorioso e di rinascita su cui non si può e non si deve giocare. Qualcuno si è affrettato a precisare come ciò sia avvenuto anche per un problema di traffico, ma torno a ripetermi che quel tipo di arrivo non può essere dettato dal caso o da elementi contingenti perché per quanto Cardinale non abbia contezza della storia del Milan, al museo c’è stato eccome e “l’elicottero” lo ha visto oltre a non essere stato io a dire di voler essere un Berlusconi 2.0. Allo stesso tempo nei precedenti quattro anni mai si è presentato in questo modo (quelle poche volte che lo si è visto) anzi spesso sono stati più degli incontri quasi in segreto, lontani dai riflettori.
Cardinale ha scelto di volersi mettere in bella mostra sfidando tutto le certezze che ci siamo costruiti su di lui, ma per quanto mi riguarda sta scherzando fin troppo con il fuoco della mia passione: se ha intenzione di fare il fenomeno lo faccia per davvero perché adesso se possibile la cosa si fa ancora più seria. Forse non ha capito che quell’arrivo in elicottero sarà quello su cui la sua figura troverà la gloria o, come la stragrande maggioranza dei tifosi pensa, diventerà il meme che meglio rappresenterà una spacconaggine del tutto fuoriluogo e che varrà perculate eterne. Scusate se mi ripeto, ma se fai un arrivo del genere sai a cosa vai incontro e se non lo sai sei ancora meno intelligente di quanto si possa pensare dopo questi disastrosi quattro anni.
Anche il pranzo con la squadra (seduto affianco a Matteo Gabbia) descrive appunto una persona che d’improvviso sente il bisogno di dimostrare il suo coinvolgimento anche emotivo (anche qui con ricordi berlusconiani) e tutto ciò va benissimo se a questa chiara ed evidente comunicazione per recuperare consensi tra tifosi e squadra fa seguire dei fatti ben precisi, un rafforzamento marcato della squadra e un impegno costante, altrimenti la presa per i fondelli che va avanti da quattro anni diventerebbe un incendio non domabile. Fuori dai suoi schemi anche l’abbraccio con Gonçalo Ramos: ha deciso di fare l’amicone rossonero dopo averci detto di non sapere delle sette champions league e averci raccontato del dollaro incrementale? Avanti, forza, lo dimostri perché prima quantomeno era coerente nel fregarsene del Milan e di noi, ora ha passato una soglia che va varcata solo se le cose le fai e ti butti anima e corpo. Prima i sentimenti erano in ostaggio, ora rischiano di essere scimmiottati e se così dovesse essere sarebbe inaccettabile. Fatti, solo fatti ora perché con la passione non si scherza per nessun motivo.
L’altro fatto notato da tutti in questo raduno a ranghi ridotti per via del mondiale è stato l’assenza della tifoseria organizzata, della curva, e la cosa mi lascia perplesso. Se da una parte era una delle scelte che mi aspettavo (preferibile a mio parere una contestazione), dall’altra non ne capisco il senso una volta comunicato il rinnovo degli abbonamenti. Cerco di chiarire: se rinnovi l’abbonamento per il Milan e per la squadra rimanendo “vigile” sulla proprietà, a mio avviso non ha senso non esserci il giorno del raduno vista la presenza della squadra a Milanello ossia la casa del Milan nella sua essenza vera: il calcio. Non riesco a cogliere logicità in ciò, non la trovo, ma credo che più avanti avremo un quadro più completo e comprensibile.
Adesso vediamo che squadra verrà allestita perché con la presentazione dell’allenatore ed il raduno finisce il periodo delle chiacchiere.
Seal
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