
E’ la seconda volta di fila che dedico titolo e articolo al patron Gerry Cardinale. Beh, inevitabile visti gli ultimi risvolti che lo hanno visto protagonista, seppur in breve e ancora ‘iperprovvisoria’ parte, in positivo. Poche settimane fa disquisivamo delle nuove figure dirigenziali poste all’interno del Milan, praticamente tutte interne, dopo la raffica di rifiuti arrivata da un ben nutrito gruppo di dirigenti europei. Italiani, a quanto pare, non li cerchiamo nemmeno. Oggi ci troviamo a commentare la chiusura di due importanti colpi di mercato, mentre sullo sfondo impazza la Coppa del Mondo in Usa, Messico e Canada. Dopo aver chiuso per Gonçalo Ramos (diventato l’acquisto più costoso della storia del club), abbiamo portato a casa anche Mario Gila dalla Lazio. Due innesti molto interessanti che, sicuramente, hanno dato un po’ di dinamismo e vitalità ad un popolo che ha chiuso nel peggiore dei modi l’ultima stagione. Non di meno, il macchinoso ed estenuante processo di ricambio che ha seguito il fallimento in campionato non ha fatto che gettare benzina sulle fiamme. Ecco che torna un po’ di ottimismo ma, ovviamente, non si può non restare guardinghi in attesa che si delinei in modo definitivo il nuovo piano di Gerry Cardinale.

Solo il tempo può dirci se, i due acquisti sopracitati e quelli che verranno, sono frutto dei soliti vecchi algoritmi o un’espressa volontà del neo-allenatore Ruben Amorim e, soprattutto, se sono operazioni portate avanti in prima persona dal nuovo amministratore delegato Calvelli. Qualcuno di voi probabilmente sente di avere già la risposta certa in mano, e magari ha pure ragione. Io guardo e attendo perché di sorprese amare, negli ultimi anni, ne abbiamo viste pure troppe. La sessione di mercato è ancora lunga, così come le mosse che andranno portate avanti. In questo senso il grande questito, neanche a dirlo, riguarda il mercato dei partenti. Quanti e quali giocatori lasceranno il Diavolo e, in tal caso, andranno via per pure questioni tecnico/ambientali o per il solito ritrito gioco del mercato a saldo zero? In ogni caso, per coerenza e concretezza, va detto che la strategia per una volta è stata corretta a prescindere nelle basi perché, qualora perdessi dei giocatori importanti, hai speso prima di incassare. Rinforzato prima di indebolire. In parole povere: se è vero che vuoi cedere Tomori come si vocifera, hai fatto bene intanto a strappare Gila alle concorrenti. Così come, sebbene si possa discutere ampiamente sulle cifre investite (principalmente Ramos), non si può negare che è un piacere vedere trattative rapide e senza tira e molla di un mese e mezzo per chiudere poi alla cifra richiesta fin dal principio.

Alea iacta est, il dado è tratto e lo ha lanciato Gerry Cardinale con molte azioni forti e di cui è pronto a rispondere o a fregiarsi i meriti. Molti più poteri al nuovo ad Calvelli, centralità totale (almeno nelle intenzioni e nelle dichiarazioni) per Amorim, l’imposizione di una presenza ormai costante nella comunicazione e nel simbolismo che si vuole creare ad hoc attorno alla prossima stagione. Il patron rossonero ha presenziato anche alla conferenza stampa tenutatsi ieri per presentare il nuovo allenatore Amorim. Il solito tono spaccone da ‘real amrerican’ ma, almeno nelle premesse e nel body language, tanta voglia di zittire uno per uno i componenti della vasta platea che ne sta chiedendo la testa da due anni, me compreso. Cardinale tira qualche frecciatina ad Allegri, invocando un calcio votato a vincere e convincere e non solo volto ad evitare una sconfitta. Amorim ha espresso parole di grande entusiasmo e fascino nei confronti dei colori rossoneri, dando l’idea di essere ben conscio della complessa sfida che lo attende. Insomma. Cardinale ci ha nuovamente riunito attorno ad un tavolo e, da tipico businessman a stelle e strisce, ha rilanciato sull’ultima mano sfortunata. I tifosi del Milan continuano ad attendere risposte e sperare che la proverbiale luce in fondo al tunnel sia vicina. Il patron muove di nuovo le fiches e prova prima di tutto a darsi una rinnovata credibilità, dopdichè mostrerà le sue carte e, stavolta, sa che devono essere buone o sarà veramente dura convivere con un ambiente esasperato dagli innumerevoli fallimenti sportivi. Forza Milan.
Joker
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