Questione di Stile ?

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Sembra sicuro. Il nostro prossimo allenatore sarà Gennaro Ivan Gattuso.  Quando fu promosso dalla primavera ricordo che tra la tifoseria, ed anche tra noi sul night, si scatenò la discussione.  Chi ne era felice e chi meno. Chi pensava che fosse una buona scelta e chi non lo riteneva pronto per una squadra importante come il Milan. Chi credeva fosse solo grinta sangue e sudore, chi lo vedeva come un traghettatore (forse il migliore possibile al momento visto che in giro non c’era granchè). Una certa parte di noi, me incluso, pensava che almeno avrebbe instillato un po di milanismo in ragazzi che in quel momento sembravano più scappati di casa che giocatori di seria A e, tutto sommato, pensavamo potesse essere sufficiente già così.  Insomma, tanti pareri diversi tra loro. Ero tra i contenti anche se, e mi sbagliavo di grosso, non credevo che il problema fosse solo nell’allenatore ed ero convinto che a fine stagione sarebbe arrivato qualcun altro. Temevo anche che la situazione, così complicata e difficile,  avrebbe bruciato Gattuso e mi  sarebbe dispiaciuto assai. Molto più di tutti gli altri uomini da “Milan ai milanisti” ripescati dalla primavera, o in giro per il mondo, che avevamo già gremato in passato, Seedorf incluso che non ha mai riscosso le mie simpatie. Inoltre anche se non lo confessai ma lo pensai, sembrava una mossa da “ancient regime”. Anche se ero convinto che le motivazioni fossero profondamente diverse da quelle di chi aveva preceduto l’attuale dirigenza il fatto aveva delle innegabili analogie. Che molti l’avrebbero scritto non potevo sopportarlo e, confesso, mi sono stato sui coglioni da solo per il solo fatto di averlo pensato anch’io.

Salvo cambi di rotta imprevedibili il nostro allenatore sarà lui  e mi sono chiesto se è, e sarà, una scelta vincente. Ho sempre amato Gattuso perché lo ritengo una persona tanto umile quanto sicura del fatto suo, due qualità rare a trovarsi in abbondanza nella stessa persona. Provo a spiegarmi meglio. Sono convinto che Ringhio fosse consapevole di essere uno dei migliori nel suo ruolo (forse all’epoca il migliore) ma allo stesso tempo sapesse “quale fosse” il suo ruolo. Non quello del fuoriclasse che risolve le partite, non il fine palleggiatore che manda in porta i compagni con una magia, non il cervello di centrocampo che fa girare la squadra, non l’uomo sotto i riflettori. Sapeva, con molta umiltà, di essere un comprimario (di lusso), che doveva correre e mordere le caviglie per permettere ai compagni più dotati di esprimere il loro talento. Non si vergognava certo ad ammetterlo ma sapeva di essere bravo nel suo ruolo, forse più di tutti. Oggi è un allenatore sicuro delle sue idee ma sa perfettamente di avere ancora molto da imparare. Per questo suo modo di essere e per il suo status di “casciavit” mi rendo conto che non riesco ad essere obiettivo. Sono di parte e per me andrà sempre bene qualunque cosa farà.

è cresciuto rimanendo sè stesso …

Per questo ho pensato fosse meglio chiedere ad alcuni amici milanisti più analitici ed obiettivi del sottoscritto. Mi colpisce come, pur con qualche diversa sfumatura, concordino tutti su molti concetti.
Primo:  la conferma se l’è guadagnata sul campo con i risultati e questo, di per sé, basterebbe a giustificare la scelta. Innegabile.
Come c’è riuscito ? anche qui i pareri sono concordi. Rino ha trasformato 25 individui in una squadra riuscendo ad azzerare fronde, correnti e partiti all’interno dello spogliatoio. Appare chiaro che in campo anche i più “anti” sono diventati “pro” e, nel limite delle loro possibilità, danno quello che hanno da dare. Ha puntato su una squadra titolare affiatandola ma riuscendo a coinvolgere anche quelli che giocano meno.  Basta guardare come festeggiano ogni fine partita. Incontestabile.

Fa giocare un calcio semplice e senza troppi fronzoli utilizzando i giocatori nei loro ruoli naturali per quanto rosa, infortuni e squalifiche permettono. Riesce (quasi sempre) a mantenere la squadra quadrata, corta e compatta. Insomma, giocare contro il Milan non è, e non sarà, facile per nessuno. Aggiungiamo, e questo è tipico suo, che ha saputo trasmettere un certo senso di appartenenza, di orgoglio milanista, di DNA rossonero a gente che non sapeva nemmeno cosa volesse dire condendo il tutto con  la voglia di lottare e non mollare mai. Una nostra vecchia conoscenza me la racconta così: “Gattuso è riuscito a motivare questi ragazzi a dar loro sicurezza nei propri mezzi e nelle loro capacità ottenendo il meglio da tutti. E non sono (“solo” aggiungo io) le urla o i calci in culo. Per quello ci sono i Mazzarri ed i Mihailovic di turno. Lui ha il carisma e la credibilità. Se li è conquistati”Lo testimonia l’andamento delle partite.

Ha stupito, sempre secondo i più, che sia anche un grande comunicatore e molto più sottile di quanto ci si aspetterebbe. In effetti ha la capacità di non essere mai banale dicendo sempre le cose come stanno con semplicità disarmante. Allo stesso tempo se deve mandare un messaggio a qualcuno lo manda con naturalezza ed il messaggio arriva puntualmente a chi deve arrivare. Si prende sempre le sue responsabilità e non cerca scuse neanche quando le avrebbe (vedi rigore contro l’Arsenal) ma sa anche essere ironico ed autoironico quando serve. Insomma piace alla gente che piace, cioè a noi tifosi milanisti, ai giocatori ed alla dirigenza e nemmeno i pennivendoli più incattiviti  riescono a dargli contro più di tanto. Basta risentire le interviste (a proposito, è doveroso l’ennesimo grazie a Lupin).

Tra i tanti un parere che mi ha colpito particolarmente e vi riporto paro paro. Esiste l’allenatore ideale ? Ovviamente No altrimenti lo avrebbero clonato. Alla domanda se esiste un buon allenatore si dovrebbe rispondere aggiungendo per chi, quando e come. La mia risposta è si, Gattuso al Milan oggi è l’uomo giusto, nel posto giusto al momento giusto”.

Sarà l’allenatore ideale ? Solo il futuro potrà dirlo e qualcuno mi fa notare che per carattere, per il giocatore che era e per come intende il calcio ha qualche dubbio sulla sua capacità di sviluppare il gioco offensivo. Notazione interessante. Un dubbio lecito e logico. Ci aggiungo che, se è vero che Gattuso è l’uomo giusto  al momento giusto potrebbe anche non esserlo in una stagione che deve gestire dall’inizio. In questa ha dovuto fronteggiare una situazione disperata che lo ha probabilmente caricato a molla e gli ha dato, paradossalmente, una certa sicurezza perché quando non hai niente da perdere ti giochi il tutto per tutto e vada come vada senza pensarci troppo. Situazione ideale per uno che come lui non molla mai niente. Su una cosa però sono, anzi siamo, tutti concordi. Gattuso ha dimostrato di essere molto più di quanto non avessimo immaginato. Mentre sto per chiudere il post un altro amico mi invia questo …

Potremmo raccontarci un sacco di fregnacce. Ci piace come mette giù la difesa, come sa leggere il momento di girare gli esterni o di come cambi modulo quando serve, che Rino ama questa squadra o che è una gloria del passato rossonero ma la verità è una sola, semplice ed incontrovertibile… Rino è la quinta essenza del casciavit.

Rino è come ognuno di noi, lui salta impazzito nell’area tecnica, noi sul divano o sul parterre…
Rino smoccola quando Biglia la allarga molle e noi dietro di lui in coro…
Rino salterebbe in campo a prendere a calci in culo Crisantemo quando sbaglia ad un metro dalla porta e noi gli andremmo dietro col bastone…
Rino si incazza quando giochiamo di merda come noi e gode come un animale quando tiriamo fuori le palle e la portiamo a casa con la cattiveria che solo un casciavit sa mettere… come noi…
Rino è uno che se incontrassimo per strada non gli chiederemmo un autografo… ma lo abbracceremmo come un fratello…
Rino è uno che non deve imparare a fare il milanista. lo è di suo… e lo può insegnare a tutti quelli che arriveranno in squadra…
Rino è uno che se ci penso mi fa venire in mente Nereo… e questo ci fa venire i lacrimoni …
Rino è uno che se dovesse mai fallire con noi andrebbe in analisi e si ritirerebbe dal mondo del calcio…
Rino è Rino … e un Rino che vince non si cambia per nessun motivo al mondo!”

Si, ora sono convinto. E’ questione di stile; Il suo !

FORZA MILAN, FORZA RINGHIO

Axel and Nighters

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.