
Sarebbe stupendo se anche in Italia fosse possibile avere un’azionariato popolare che possa dare finalmente “voce in capitolo” anche ai tifosi.
La Germania prevede, dal 1999, che ai tifosi venga garantito il controllo del club con il 50% + 1 delle quote.
Una percentuale del genere mette veramente al centro del villaggio i supporters, permettendogli di partecipare attivamente alla gestione del club, vista la possibilità di avere diritto di voto all’interno del CdA e di poter supervisionare la gestione sportiva del club (è il caso del Borussia Dortmund, dove nonostante la quota esigua detenuta dall’azionariato, il veicolo che detenie le quote gestisce interamente la divisione calcistica).
In una vision del genere ogni professionista si occuperebbe della sua area di competenza, e forse, dico forse, avrebbe anche il suo perchè avere un nano da giardino a gestire i conti.
Purtroppo per il nostro Milan non è così. Defenestrato Maldini, che era l’unico a parlare solo quando serviva, abbiamo assistito a intere stagione fatte di silenzi, salvo belare quattro minchiate quando ormai i buoi erano scappati e si rimandavano puntualmente le promesse alla prossima stagione.
L’esatta replica in chiave calcistica del\della partner fedifrago\a. Tradimenti continui, salvo poi piangere lacrime di coccodrillo e promette il mondo fino al prossimo tradimento.
E cara grazia che nei deliri di onnipotenza il diversamente alto ha deciso di selezionare Allegri come coach, perchè altrimenti saremmo davanti all’ennesimo fallimento.
Non mi dilungo su meriti e demeriti dell’allenatore, anche in fase di scelta dei calciatori da acquistare, perchè tornerei su temi già ampiamente discussi.
Tornando al silenzio del titolo, quando la squadra ha subito palesi torti arbitrali non si è presentato nessuno davanti ai microfoni per alzare, quanto meno, la voce.
Quando invece abbiamo cannato mercati su mercati, bruciando letteramente centinaia di milioni di euro, nessuno è stato chiamato a renderne conto, tanto alla fine di riffa o di raffa, con qualche pezzo di argenteria venduto e qualche magheggio il bilancio è sempre in attivo. Peccato però che l’argenteria ad una certa finisca, e a quel punto non ci saranno più scuse che reggeranno; ma siamo sicuri che anche in caso di cambio al vertice le cose per il Milan cambieranno? O il diktat della proprietà sarà sempre quello di avere il bilancio in ordine e chi se ne fotte della squadra?
Non che quando abbiano parlato poi sia stato meglio, perchè alla fine si è sempre trattato delle solite cazzate da propaganda per cui non c’è stato nessun seguito, anzi, si è sempre fatto il contrario di quello che si è detto.
Quando puntualmente il malcontento è iniziato a salire e ha avuto un po’ di scena della ribalta, chi doveva dare risposte ha puntualmente mandato l’agnello sacrificale di turno al suo posto. Tanto che nemmeno qualche giorno per la solita propaganda è stato rispolverato addirittura Cocirio. Che non parlava con i giornalisti dal lontano Ottobre del 2024, quando aveva dichiarato che l’obiettivo del Milan era quello di trattenere i giocatori di maggior talento, salvo cedere Reijnders dopo qualche mese, avendo già venduto Tonali circa un anno prima.
E il bello è che non ci sarebbe niente di male a vendere per reinvestire e rinforzare la rosa, basti ricordare cosa fece la Juventus con Zidane nel 2001.
Il vero problema rimane quello che il board decide di fare con quanto incassato dalle cessioni e soprattutto dai ricavi della parte sportiva. Perchè se Cocirio dichiara che entrare in Champions cambia la progettualità, poi però dovrebbe anche spiegare come intendono farla la progettualità!
Perchè, come ho già scritto in un altro mio pezzo, a Marzo devi già iniziare a sondare il mercato di calciatori e allenatori (qualora volessi cambiare). Non puoi aspettare Maggio, con la certezza della CL, per muoverti e cercare il Vlahovic della situazione che va a scadenza. Sicuramente saranno arrivati altri prima di te!
Davanti ad un azionariato popolare, un AD sarebbe chiamato a rispondere della scellerata gestione sia della parte economica che della parte sportiva. Perchè ad oggi, se per la parte sportiva Igli Tare può fare da agnello sacrificale, per la parte economica urlano vendetta gli speperi fatti in tutti i mercati post-scudetto portati avanti dall’attuale board.
Sarebbe troppo bello se l’AD dovesse rispondere, messo alle strette e costretto a rendere conto del suo operato, a qualche domanda come le seguenti:
Come si inserisce nella vision del mantenimento della competitività la cessione di Sandro Tonali?
Come mai si è scelto, sempre la vision di cui sopra, di cedere Theo Hernandez proprio nella stagione in cui avrebbe potuto giocare nel suo ruolo naturale?
Come mai si è scelto deliberatamente di acquistare un calciatore come Nkunku, costato la bellezza di 37 milioni di euro + 5 di eventuali bonus, sapendo che mal si sarebbe sposato con le idee calcistiche dell’allenatore?
Come mai si è scelto di acquistare Emerson Royal, cedendo al contempo Saelemakers, ed essendo consci che il calciatore brasiliano non avrebbe portato nessun upgrade alla rosa?
Come mai si è scelto di investire su un allenatore inserendo nel suo contratto una clausola per liberarsi di lui a zero entro Natale 2024? Si sapeva già che sarebbe stato un fallimento?
Come mai, a Gennaio 2026, si è scelto deliberatamente di lasciare l’allenatore senza un 9 di ruolo, ripiegando sul prestito di un calciatore che veniva da più di una stagione fallimentare e che non aveva mai giocato in serie A?
Sinceramente le domande a cui dovrebbe rispondere il nostro AD sarebbero veramente infinite, non sto nemmeno qui a scriverle tutte.
E voi, a che domanda pretendereste una risposta?
P.S.: il nostro presidente, quello che va via prima dallo stadio per paura del traffico, ha paura anche del traffico padovano (questa non è mia, per gentile concessione di R. Duke), visto che dopo aver espletato la sua presenza ad un evento ha preferito dileguarsi il prima possibile onde dover rispondere a qualche domanda scomoda.
P.P.S.: anche se non è possibile acquistare le azioni per un eventuale azionariato popolare, la voce del tifo si sta facendo sentire. Al momento della stesura di questo pezzo, le firme per stracciare il contratto di Giorgio Furlani all’AC Milan sono diventate circa 40000.
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