Sassuolo-Milan presentazione

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Due punti in due partite. Potevano essere sei. Ne avremmo meritati zero (almeno a mio personalissimo e sindacabilissimo parere) per l’atteggiamento mostrato, l’incapacità di chiudere i match, la costanza nel concedere sistematicamente campo, minuti e coraggio ai nostri avversari, la scarsa personalità dimostrata nel farsi recuperare due volte dall’Atalanta domenica scorsa e una volta dal peggior Empoli dal 1999 giovedì. Una squadra senza spirito, pur producendo (brevissimi) sprazzi di gioco è decisamente peggio di una che si sbatte tanto ma non riesce a ottenere risultati. Del fantomatico carattere che Gattuso aveva trasmesso alla sua banda qualche mese fa non è rimasto più nulla, segno che il poco apporto dell’ex mister di Sion, Pisa, Palermo, Ofi Creta e Milan Primavera è già andato esaurendosi.
Non tutti i nostri problemi nascono dall’esperienza di Gattuso, anzi. Al buon Rino non si possono rimproverare impegno e dedizione, ma non bastano. Non abbiamo tempo per aspettarlo, per farlo crescere, ammesso che diventerà mai un grande allenatore. Dispiace, ma è così. Si è ritrovato in una situazione più grande di lui, nella quale il suo errore è stato accettare un rinnovo contrattuale rivelatosi scellerato e propostogli dai passati dirigenti rossoneri. Ecco, questo è ad esempio ciò che dovrebbe ricordare chi attacca Maldini per aver difeso Gattuso quando Leonardo voleva ingaggiare Conte (ammesso e non concesso sia vero): bisognerebbe tenere bene a mente che i primi colpevoli per l’ennesima bandiera bruciata sono gli uomini degli adorati cinesi…
Ma tornando a noi, il Milan oggi a ben vedere è lo stesso degli anni passati. Non come uomini dentro e fuori dal campo, non come organizzazione, non come situazione nel senso più lato possibile, ma come indole. La squadra ha ancora i vizi propri dei Milan di Inzaghi, Seedorf, Brocchi, Mihajlovic, Montella, fino a quello di Allegri. Da gennaio 2014 sono stati sei gli allenatori che si sono avvicendati, quattro dei quali inventati o quasi (tre promossi dalla primavera, uno pescato dal campionato brasiliano). Nessuno di loro è uno dei cosiddetti “top”, nessuno di loro è riuscito a creare un gruppo solido su cui contare, da valorizzare a pieno. Nessuno ha agito sulla mentalità di chi si è abituato a vivacchiare, a fare il minimo indispensabile per se stesso e non per la squadra. Una situazione che ancora oggi pesa, e molto, sulla nostra condizione psicologica. Se c’è un motivo per cui sono molti i tifosi rossoneri pronti a lasciar correre sul famigerato “siete la mafia del calcio” pur di avere Conte sulla nostra panchina, è proprio questo: il poter avere finalmente qualcuno in grado di dare una mentalità vincente (o presunta tale) a 25 e passa calciatori senz’anima.
Intanto oggi andiamo nella fatal Reggio Emilia per affrontare il Sassuolo di De Zerbi, squadra e allenatore sulla cresta dell’onda. I neroverdi producono bel calcio e ottengono risultati finora sorprendenti. Se dureranno lo dirà il futuro, intanto sono tra le squadre peggiori da affrontare. Un 433, quello emiliano, che rispetto a quello rossonero è interpretato bene, con giuste spaziature, il giusto equilibrio e una pericolosità offensiva ben rappresentata dai 14 gol segnati. Punto debole è la retroguardia, che ha perso l’esperienza di Acerbi e vede in Ferrari e Marlon due elementi non impeccabili. Mettendoli in difficoltà, pressandoli costantemente in fase di uscita del pallone, si potrebbero creare occasioni per i nostri avanti. Peserà tuttavia, e molto, l’assenza di Higuain, la cui aggressività è spesso letale per le retroguardie avversarie. Per questa ragione si dovrebbe a mio avviso rischiare Cutrone. Borini, anch’egli non al meglio, non garantisce quel peso offensivo essenziale per creare grattacapi alla retroguardia neroverde, specie considerando che gli stessi Calhanoglu e Suso non spiccano per capacità di portare il pressing sugli avversari (eufemismo).
Nel Milan, a parte la questione centravanti, dovrebbero esserci poche novità rispetto alla formazione tipo. Musacchio ancora preferito a Caldara, Rodriguez torna a essere il padrone della fascia sinistra, Biglia è in vantaggio su Bakayoko come mediano. A prescindere dagli uomini, vedremo se in qualche modo, per qualche inspiegabile miracolo, l’atteggiamento non sarà lo stesso delle ultime uscite. Se non sarà così, uscire da Reggio Emilia imbattuti sarà un’impresa. E in tal caso Gattuso difficilmente non pagherà con l’esonero i suoi errori.

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.