Per assurdo

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La concentrazione del club deve essere unicamente indirizzata sulla prossima partita contro la Spal. E’ una partita che può valere la stagione, una serata da cui dipenderà il futuro ed è quindi ovvio che dalla società cerchino di spostare tutta l’attenzione sull’ultimo incontro di campionato: così da via Aldo Rossi filtra che tra il direttore tecnico Leonardo e l’a.d Gazidis ci sia armonia e unità d’intenti. L’obiettivo comune sono i tre punti a Ferrara ma il clima interno resta teso. La volontà di dimettersi di Leonardo resiste: il brasiliano ha capito la sfiducia della proprietà nei suoi riguardi e sta riflettendo se essere lui il primo a fare un passo indietro. Il suo raggio d’azione sarebbe sempre più limitato da quello del nuovo a.d., in modo tale da rendere incompatibili le due figure. Il malessere è oggettivo, proprio nelle ultime ore il d.t. avrebbe approfondito le proprie valutazioni. Leonardo è sotto contratto con il Milan ma non esiterebbe a rimettere il suo accordo nelle mani del club. Il futuro sembra dunque ormai scritto: il progetto del Milan sarà puntato sui giovani talenti da crescere in rossonero, servirebbe dunque un direttore-talent scout come Luis Campos, d.s. del Lille, società controllata da Elliott, che resta una valida ipotesi. Il cambiamento di rotta sarebbe in questo caso evidente e vanno prima definiti i ruoli dirigenziali per poi passare a riempire le altre caselle. Anche significative come quella dell’allenatore, su cui ovviamente inciderà anche il piazzamento finale della squadra. Il futuro di Maldini non è invece necessariamente legato ai risultati sportivi o al destino di Leonardo: Paolo ha buone chance di restare, con un ruolo operativo e di rappresentanza

La Gazzetta dello Sport

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Per assurdo possiamo ancora farcela. Dico per assurdo perché, nonostante l’assenza di gioco, nonostante le polemiche interne, nonostante una panorama societario preoccupante, il Milan domenica potrebbe ancora accedere alla massima competizione europea, raggiungendo quel tanto agognato quarto posto che da oltre un lustro sembra una chimera. Questo vorrebbe dire introiti, entusiasmo ritrovato intorno a questi colori e il ritorno nel nostro liquido amniotico. Io penso che l’Inter si suiciderà contro il disperato, ma ben organizzato, Empoli, lo scorso anno non meritavano il quarto posto e domenica la pagheranno. Se mi sbaglio amen. Certo che a bruttezza di gioco è una bella gara. Anche domenica, contro un retrocesso Frosinone, è andato in scena il solito ignobile spettacolo, fatto di impotenza iniziale, mancanze di trame offensive, lentezza bradipa ed esasperante e Frosinone più voglioso ed organizzato. Poi nella ripresa accade il fatto che cambia il nostro futuro, il solito sciagurato rigore alla Abate (a proposito…addio!) parato da Donnarumma. Ecco che allora Piatek, il centravanti sterminato, riesce a mettere in porta l’unico pallone, nemmeno decente, ricevuto. Niente di nuovo, la solita rancida minestra, resa più digeribile dal risultato e da un pubblico meraviglioso e generoso come non mai. Chiaramente, per l’esperto di editoria sportiva nei giusti toni, la colpa era dei giocatori del Frosinone, rei di impegnarsi troppo; eh si vede che la sua bassissima dose di sportività è finita quando scrisse il Piano Marshall…

Quando leggo che risalgono le quotazioni di Gattuso per un’opinabile riconferma…mi vengono i brividi ed inorridisco. Ma qui mi ricollego all’articolo della Gazzetta. Se tutto fosse ricollegato allora si profilerebbe la costruzione di una squadra che tiri a campare con un allenatore palesemente inadeguato e una rosa di giocatori di seconda fascia. Leonardo vorrebbe forse un altro Milan, ma la proprietà si è già stufata di immettere soldi in questo pozzo senza fine. Sono mesi che critico una tribuna con troppi dirigenti le cui funzioni non sono mai state chiare; qualcuno di voi sa cosa faccia di specifico Maldini? A Napoli sono in due, idem alla Lazio. A me l’ingaggio di Gazidis non è mai andato giù come il suo volto in tribuna nonché il suo stipendio. Uno che viene pagato in quel modo non può accettare di venire a fare il ragioniere. Vuole comandare. Leonardo non penso possa agire se non ha un’autonomia decisionale e di spesa. Chiaramente non può essere esente da critiche il suo operato; il mercato non è andato come ci si aspettava, ma a differenza del passato, non era nemmeno prevedibile. Tuttavia il mercato estivo non ha pagato, a differenza di quello invernale che ne ha mitigato gli effetti negativi. Anche e soprattutto la gestione dell’allenatore e della squadra.

Io non credo che Leonardo abbia ricevuto una telefonata la sera prima con la comunicazione che il giorno dopo avrebbe gestito il Milan, ma che sia stato pre allertato da Elliot di tenersi pronto a subentrare ai due sciagurati predecessori. Cosa voglio dire…, voglio dire che Leonardo avrebbe dovuto presentarsi con un altro tecnico, impossibile che uno che faccia il suo lavoro non ne abbia uno. Questo è l’errore a monte da cui deriva tutto il resto, il rapporto con l’allenatore non è stato mai idilliaco, e a ben ragione dico io, visto il calcio medievale e antico che propugna questo inadeguato. Da questo rapporto così nervoso è venuto a mancare il sostegno a Gattuso, mancanza che ha contribuito per rabbuiare un tecnico, già rabbuiato di suo. La gestione della squadra poi è andata peggiorando, ma qui per anni ho sempre sentito la stessa litania: serve una bandiera che spieghi i valori del milanismo allo spogliatoio, che trasmetta la voglia di vincere e altre scemenze dello stesso tenore. Risultato? Si menano in campo, sceneggiate di ogni tipo…, lasciamo perdere. Ecco…di sicuro Leonardo non è immune da critiche, ma non possiamo cambiare dirigenza ogni anno o vogliamo ricominciare con un mercato fatto all’ultimo momento? Non possiamo sempre arrivare all’ultimo momento, non possiamo sempre ricominciare da zero.

O forse Elliot non è poi questa potenza come ho letto; o meglio, ci da stabilità economica e sicurezza, cose fortemente messe a rischio dai cialtroni cinesi e dai loro compari italiani; qui l’iscrizione al campionato e il pagamento degli stipendi non è in discussione, ma purtroppo io non guardo le partite per il piacere di sapere che i fondamentali economici siano corretti. A questo aggiungasi che quei derelitti che infestano la sala stampa, un branco di ignoranti calcistici che si fa fatica a trovare altrove, stanno tirando la volata allo Sterminatore di Centravanti. Tutti presi da scrivere ogni bene di questo presunto tecnico, tutti bagnati nel lodare le gesta dell’impresentabile. Poi ci sono i circa 450.000 ex calciatori e dirigenti falliti intervistati da ogni testata, i quali si sperticano in giudizi al miele e ruffiani verso il nostro tecnico. Questo è l’andazzo, per tutti siamo davanti ad un miracolo, io continuo a pensare che questi calciatori scarsi e stupidi, hanno fatto il miracolo nonostante Gattuso. Ma aspettiamo la fine di questo ennesimo campionato, poi si scoprirà in mano a chi siamo.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.