Miracolo a Milano

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Faccio ancora fatica a crederci, ma la serata di martedì è stata veramente fantastica: alzi la mano chi avrebbe scommesso un euro su un simile epilogo dopo il raddoppio della ronalda, ma direi anche prima. Scorrendo i commenti del live qui nel blog (me compreso) direi nessuno, ma è stato bellissimo vivere in diretta con voi il passaggio dal disfattismo più totale all’apoteosi dei quattro schiaffi rifilati nel giro di pochi minuti alla Banda Cavallero, vittima di un vero e proprio blackout francamente inedito per loro.
Una vittoria contro quelli là è sempre un toccasana, ma ottenerla in questo modo, con una rimonta partita addirittura da un rigore concesso con controllo al VAR dopo aver clamorosamente toppato la prima valutazione, supera ogni perversa fantasia. Davanti al televisore non potevo fare a meno di osservare come il mio ribrezzo per i galeotti a piede libero non sia andato minimamente attenuandosi negli anni; anzi, è un mostro che si alimenta ogni giorno grazie alla loro arroganza, al loro senso di impunità, e, ultimamente, anche alle loro pettinature ai limiti della decenza. 

A giudicare dalle prestazioni e dai risultati dell’ultimo mese, la squadra non è rimasta con le mani in mano durante il lockdown e di questo va dato atto a tutti senza distinzioni, soprattutto considerando che allenatore, direttore tecnico e diversi giocatori sono praticamente certi di non tornare a Milanello per la prossima stagione. Certo, è il loro dovere e non stiamo parlando di minatori, ma sappiamo che nella realtà la professionalità e la dedizione alla causa non è affatto scontata, vista poi la condizione di assoluta eccezionalità di questa strana coda di stagione a porte chiuse; la squadra da l’impressione di essere molto unita, compatta e vogliosa di portare a casa il risultato.
I numeri dimostrano in maniera inequivocabile come l’arrivo di Ibra abbia rappresentato ben più dei 5 gol e 3 assist che lo svedese ha portato in dote: la media punti della squadra pre-Ibra era poco più della metà e il rapporto gol fatti-gol subiti era disastroso. La sua capacità di pungolare costantemente i compagni e di caricarsi sulle spalle tutto il peso della squadra, pur gestendosi dal punto di vista fisico, è probabilmente il fattore essenziale per la crescita che abbiamo visto da gennaio ad oggi, ma non l’unico. Ante Rebic, per dire, è arrivato in doppia cifra nella classifica marcatori giocando praticamente solo il girone di ritorno dopo un inizio da fantasma sovrappeso, e la cattiveria con cui ha scaraventato in porta il 4-2 martedì sera mi ha fatto godere particolarmente. Peccato per la follia da reparto psichiatrico in semifinale di Coppa Italia, ma è un giocatore vero e quella faccia perennemente incazzosa rappresenta un plus per chi scrive. Anche Kjaer, nonostante lo svarione in tandem con il compagno di reparto in occasione del raddoppio bianconero, si sta dimostrando un giocatore molto affidabile e non gli avrei dato due lire. Se aggiungiamo Theo, Bennacer, e la crescita di Leao dell’ultimo periodo, possiamo salvare qualcosa del mercato di Paolino e Zvone? Possiamo dire che hanno azzeccato qualche acquisto con risorse economiche limitate? Io dico di sì, e quando c’è da criticare sono il primo a non fare sconti.
Ma ormai la strada è segnata ed è stata imboccata a Gennaio in direzione Rangnick, purtroppo perderemo Ibra e sarà una grossa perdita dal punto di vista umano e professionale, a fine partita ha lanciato bordate contro gli alti vertici solo con lo sguardo, annunciando praticamente di essere già al termine della sua seconda esperienza rossonera. Resta da capire cosa deciderà di fare Maldini anche se sono quasi sicuro che non accetterà mai di rispondere al tedesco; è convinto di aver fatto un buon lavoro e comunque, che abbia ragione o meno, mi ha fatto piacere vederlo così contento in tribuna al triplice fischio finale. 

Paradossalmente l’ottimo rendimento potrebbe non bastare per la qualificazione diretta all’Europa League, visto che il Napoli di Rino non perde un colpo e la Roma, pur tra mille difficoltà, sembra tenere il passo in qualche modo. Ma siamo lì e le possibilità ci sono, domani ci aspetta l’ultima tappa del trittico che sembrava proibitivo e che invece ci ha regalato due gioie rotonde e inaspettate. I partenopei danno l’impressione di essere molto più in palla delle altre due, della Lazio certamente, ma possiamo giocarcela alla pari anche a casa loro, perlopiù in uno stadio vuoto che sembra essere la nostra condizione ideale. Passatemi la battuta ma altro che stadio nuovo, il futuro è lo stadio vuoto!

Vedere Gullit e Donadoni fare polpette del Napoli a San Siro mi ha fatto innamorare del Milan, vedere Marco Van Basten segnare il gol più assurdo della storia mi ha fatto capire che il calcio può essere anche arte, vedere Buffon a gambe all'aria un attimo prima di trionfare in finale di Champions sui nemici di sempre ha dato un senso alla mia vita di tifoso rossonero