Milan Wars Ep. I – Mission accomplished

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Non era impossibile ma nemmeno scontato. Tre vittorie su tre in campionato ed il passaggio ai gironi di EL. Gli avversari erano abbordabili ma giocare sei partite in tre settimane, specie ad inizio stagione, implicava qualche rischio dovuto alla presumibile stanchezza che sarebbe montata partita dopo partita e relativi cali di concentrazione. Se ci aggiungiamo la rosa risicata, qualche giocatore infortunato (come Romagnoli ed il lungo degente Conti) e alcuni in ritardo di condizione (vuoi perché appena arrivati, vuoi perché reduci dall’isolamento COVID), il mercato, che nel frattempo aveva portato il solo Tonali (disponibile col contagocce causa condizione precaria e reduce pure lui dall’isolamento volontario), la potenziale frittata era dietro l’angolo. Per non farci mancare nulla abbiamo perso per strada IbraOne kenobi che ha deciso di sfidare il COVID (poteva esimersi?) e Rebic che invece si è spetasciato da solo lussandosi un gomito. Eppure alla fine del primo episodio possiamo dire con soddisfazione: Mission Accomplished!

Continuo a chiedermi cosa sia avvenuto in questa squadra, cosa ne abbia causato la trasformazione da quella compagine tremebonda che si sfaldava alla prima difficoltà e faticava contro chiunque alla favola calcistica che abbiamo visto dal post lockdown fino ad oggi capace di vincere, a volte dominando, spesso giocando un calcio brillante e piacevole e, quando il caso come nelle ultime partite, anche con un po (ehm… parecchia…) di fortuna, magari soffrendo come cani ma giocando da squadra senza mollare mai (e si sa che la fortuna aiuta gli audaci). L’avvento di Pioli, il cambio modulo, l’effetto Ibra, una società più coesa e presente, l’unità di intenti? Può essere, probabilmente un mix di tutte queste cose, ma non ricordo una squadra che abbia subito una trasformazione così profonda in così poco tempo. Pure in società il cambio di passo è palpabile dalla comunicazione (finalmente degna di questo nome), con un Maldini sempre più autorevole nel suo ruolo dirigenziale, con il fido scudiero Chewbecca Massara (parla poco ma è parecchio efficace) in perfetta sintonia e, almeno così pare, finalmente d’amore e d’accordo con l’AD, cioè con la proprietà. Sono arrivato a teorizzare che siamo in realtà il frutto di un esperimento. Durante il lockdown sono stati tutti rapiti dagli alieni e sottoposti a modificazioni genetiche. Volete qualche esempio? Comincio da Calha trasformato da pippa in calciatore e capace, udite udite, di prendersi finalmente la responsabilità della squadra sulle spalle anche in assenza di Ibra (anche contro lo Spezia l’ha cambiata lui). A conferma della mia teoria, per quanto possa sembrare strampalata, ho raccolto alcune testimonianze nell’ambiente. Sussurri, spifferi, perché nessuno ha il coraggio di esporsi in maniera palese, ma comincio a mettere insieme le tessere del mosaico. Si dice addirittura che durante il processo di trasformazione, iniziando a sentire gli effetti benefici del trattamento, abbia chiesto al venusiano che stava operando di completare l’opera pregando che gli ricreassero le palle sul modello di quelle di Ibra (ottogonali in pieno di corindone) e, già che c’era, pure lo zizì di Kessie. Pare che sui maroni siano stati in grado di fare un upgrade (anche se quelle di Ibra sono una sua esclusiva irriproducibile) ma che per l’ammennicolo l’attuale tecnologia, per quanto avanzatissima, non fosse in grado di fare nulla. Fatto stà che ce l’hanno restituito nella nuova versione 2.0 perfettamente funzionante per quanto un po dispiaciuto (ed anche la compagna per la verità). Per Kessie è stato più facile. A maroni stava già benino (dello zizì è inutile parlarne) e nel suo caso è stato sufficiente mettere in connessione i due emisferi del cervello, tanto che adesso sa contro chi giochiamo, dov’è la porta avversaria e che posizione deve tenere in campo, il resto c’era già, era solo un problema di comunicazione interna. Concludo con Calabria. L’hanno rapito ancora nella culla col biberon in bocca, ne hanno accelerato lo sviluppo e ce l’hanno restituito come un maturo ventitreenne. Per Leao pareva neanche i vesuviani potessero fare molto ma si mormora che il trattamento sia ancora in fase di sviluppo e che i frutti li vedremo nel tempo se attecchirà. Mi fermo qua perché le prove sembrano sufficienti a suffragare la teoria anche perché non riesco a trovare altre spiegazioni.

A qualcosa il trattamento è servito… attecchirà?

Scherzi a parte; godiamoci il momento, il passaggio del turno ed il primo posto in classifica in coabitazione con gli orodopatici. Abbiamo davanti due settimane tranquille poi si riprenderà col botto. Ci aspetta un derby tostissimo contro l’Inter, sulla carta, più forte degli ultimi dieci anni e non sarà una passeggiata. Per quanto arrivarci da primi in classifica ed a punteggio pieno dia morale e la consapevolezza che anche una sconfitta (Dio non voglia) non sarebbe la fine del mondo, pagherei di tasca per una buona prova contro il lato oscuro del naviglio (il caragno scorre potente in loro…), anche solo per un pareggino ma giocandocela alla pari senza paure e sbandamenti. Temo che molto dipenderà dal possibile recupero di Ibra, Rebic e Romagnoli perché l’allegra banda di ragazzini potrebbe soffrire la sfida ad alto livello anche oltre i lori limiti fisiologici.  Poi, vada come vada nel derby, un’altra serie terribile tra campionato e coppa al termine della quale avremo le idee un po più chiare sulle reali potenzialità di questa rosa.

Resta un po di delusione dal mercato con la preoccupazione che si possa pagare nel tempo la mancanza di sostituti di livello ai quei 13/14 buoni i quali non possono tirare la carretta tutto l’anno. Tra infortuni, espulsioni e squalifiche (a proposito, rosso per Romagna…), il COVID in agguato e la necessità di rifiatare ogni tanto, ci sarà bisogno di tutti ed al momento, inutile negarlo, siamo scoperti un po in tutti i reparti, per quanto i nostri dirigenti meritino un plauso ugualmente per quanto fatto. Ottime le operazioni Tonali e Rebic, interessanti gli innesti di Hauge e Diaz (Dalot non lo conosco) e qualche giovane di prospettiva per il momento buono per la primavera, addirittura incredibili alcune vendite (Paquetà un capolavoro che si aggiunge a Suso e Piatek ma anche tutti gli altri di cui ci siamo liberati), corretti i mancati rinnovi, mi sarei aspettato almeno un centrale (vedremo se arriverà oggi mentre sto scrivendo ma ci credo poco), un centrocampista ed una punta (anche un usato revisionato poteva andar bene) ma evidentemente le necessità del bilancio sono prioritarie.

Leggo giusto adesso che saremmo su tale Simakan che non conosco. Fino a stamattina era ballottaggio Kamak/Rudiger (e quest’ultimo mi sarebbe piaciuto parecchio),che possiamo farci? Sono le meraviglie della stampa sportiva Italica. Comunque, tanto per cambiare l’accordo col giocatore ci sarebbe, resta solo il trascurabile problema di trovare la quadra con lo Strasburgo. Se con ogni giocatore con il quale avevamo trovato l’accordo fosse arrivato in questo momento ne avremmo in rosa 359. Chissà che questa volta vada diversamente? Magari almeno per un centrale sarà… Mission accomplished?

PS: rapida incursione da dopo chiusura del mercato. Ahimè, i ribelli questa volta non sono riusciti a compiere la missione ma… nulla è ancora perduto. Ci hanno già dato per morti più e più volte ma siamo ancora vivi. Le battaglie si combattono, l’importante e non partire mai battuti (a parte una gentile signora, di cui preferisco non fare il nome, che pare abbia perso le speranze; mannaggia ai venusiani…) FVCR

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.