Che fretta c’è?

Non sono passate nemmeno 24 ore dalla debaclé contro il Cagliari, che il nostro proprietario ha voluto far sapere urbi et orbi di aver azzerato qualsiasi vertice dirigenziale riguardante l’AC Milan.

Certo, i licenziamenti hanno riguardato il management sportivo ed il ruolo dell’AD, mentre il nostro fantasmagorico presidente è rimasto assiso sulla sua comoda poltrona; effettivamente, sia mai che poi non si riesca a lubrificare determinati ingranaggi per la questione stadio, mandando a ramengo il vero obiettivo di questi squallidi personaggi.

La stessa premura, però, non è stata applicata alla scelta dei nuovi vertici che dovrebbero decidere le sorti della squadra per la stagione sportiva 2026-2027. Dopo 4 anni di sfaceli sarebbe lecito aspettarsi che l’anno prossimo si voglia competere per il titolo, soprattutto dopo le dichiarazioni altisonanti della proprietà.

Ad oggi, però, i fatti dicono ben altro. All’8 Giugno 2026 non ci sono ancora un AD, un DS, un DT ed un allenatore; a voler essere pignoli manca anche un capo dell’area scout. Si rincorrono le voci riguardanti questo o quel profilo, ma tutto questo non ha una logica.

Alla presentazione dei calendari della Serie A, stante l’impossibilità del nostro presidente di presenziare per via del traffico parmense, abbiamo mandato il nostro team manager, che tra l’altro è al Milan da appena 3 anni.

Se finora c’era il sentore che il peso politico di questo Milan rasentasse lo zero, adesso ne abbiamo la certezza.

L’impressione è che il Milan, per Jerry Perdomale, sia ormai come i panni da stirare nella lavanderia di casa. Entri nella stanza per prendere un paio di mutande e ti accorgi\ricordi che c’è una montagna di vestiti da stirare che ti aspetta. Ma tu oltre a non sapere nemmeno come si accende il ferro da stiro, non hai nemmeno la voglia di farlo. Meglio andare a spiaccicarsi sul divano con un sacchetto di patatine in mano per seguire la finale del Super Bowl.

Proprio perchè non sa nemmeno da dove iniziare per costruire qualcosa di competitivo nel calcio, ha decido di affidare l’ennesima rifondazione ad un uomo che è ormai la macchietta del campionato ammirato con la nostra casacca.

Inutile dire che anche nel caso dello svedese il credito si sia ormai trasformato in debito, anche alla luce dell’indiscrezione che lo vorrebbe come sabotatore, e quindi diretto responsabile, della manca qualificazione alla CL.

E l’impressione che si ha dall’esterno è che entrambi non sappiano che pesci pigliare, oltre a non avere la minima idea di quelle che sono le tempistiche per programmare una stagione.

Mentre i nostri competitor hanno iniziato a programmare la stagione a Marzo, e chi non ha potuto farlo per vari motivi si è fatto trovare pronto alla fine del campionato, noi stiamo proseguendo con i casting. Alla rinfusa, ça va sans dire.

A sentire i bene informati, si sentono a casaccio persone per il ruolo di AD ma allo stesso tempo si cerca un profilo che faccia da DS e DT e che scelga quindi anche l’allenatore.

Poi però, colpo di scena: si libera un personaggio che nell’ultima Premier League ha subito la bellezza di una 50ina di goal, e quindi magari si pensa a lui che poi a scegliere DS e AD c’è sempre tempo.

Qualche giornalista parla anche di colloqui fiume, che per durata somigliano più ad un interrogatorio che ad un colloquio di lavoro, senza però che ne sia nato niente di concreto.

A prendere per buone le indiscrezioni, oltre a non sapere che pesci pigliare, che direzione prendere e quale progetto preferire (un tecnico pronto subito o uno da aspettare almeno 2 anni per costruire qualcosa?) sembrerebbe che i veri professionisti vogliano stare il più lontano possibile dalla cloaca che è ormai diventato l’ambiente rossonero.

E cosa non da poco, tutto questo si sta riflettendo anche sui giocatori. In una società azzerata e senza ormai ambizioni, dei pochi buoni presenti nella rosa chi vorrà rimanere per affondare definitivamente l’anno prossimo?

Modric se ne guarda bene e quindi non rinnoverà il contratto. Leao ha probabilmente capito che sarà il prossimo caprio espiatorio e non ha esitato a chiarire come immagini il suo futuro lontano da Milano.

A tutto questo si aggiunga che entro il 30 Giugno servirà almeno una plusvalenza importate e per il prossimo bilancio probabilmente non basteranno 70 milioni di plusvalenze.

Grazie all’azione del prode nano da giardino, che ha prontamente svenduto l’argenteria per coprire i danni fatti con la sua incompetenza, è rimasto ben poco da vendere a caro prezzo.

Forse Pavlovic, visto il campionato fatto. Forse Pulisic, qualora dovesse disputare un ottimo Mondiale. A voler andare oltre, anche Maignan parrebbe essere sul piede di partenza.

Ma poi, chi scenderebbe in campo? Inoltre, dover fare questi numeri senza magheggi, sarà sicuramente un’impresa proibitiva. E chi verrebbe da noi a bruciarsi la carriera per effettuarla?

Purtroppo, da qualunque lato la si giri, le nubi che si addensano sul futuro del nostro Milan sono nere, anzi nerissime. In mezzo a tutti i dubbi che circondano squadra e società, c’è però un’unica certezza: la nostra salvezza passa dalla scomparsa dei personaggi che ad oggi hanno il Milan nelle loro grinfie.

ANDATEVENE MALEDETTI!

Seguiteci anche su

WhatsApp

Telegram

YouTube

Ho scoperto il calcio e il Milan forse un po' troppo tardi rispetto alla media dei miei coetanei, ma questo non mi ha impedito di vedere fior fiori di campioni indossare la nostra maglia e di godermi le vittorie, in Italia e nel Mondo, del nostro amato Milan.