
Il meglio – del peggio – sembra che debba ancora venire. Il grande potere della ‘governance’ (quel poco che c’è) del Milan attuale è che sembri che, nonostante si tocchi continuamente un nuovo fondo, si continui alacremente a cercare nuovi record negativi di imbarazzo. E se ormai ci eravamo abituati alle grandi estati del calciomercato gattopardiano in salsa rossonera, ora ci aspetta addirittura la stagione del rinnovamento dirigenziale dove, esattamente come accade ultimamente per il mercato dei calciatori, volano centinaia di nomi improvvisati che non riesci neanche a cogliere la logica che ci stia dietro. Posto che ci sia, ovviamente. Intanto ad oggi, 5 giugno 2026, non sappiamo ancora neppure chi sarà l’amministratore delegato del club (vedremo se nel corso della giornata salterà fuori qualche nome da stracciarsi le vesti), il direttore sportivo né l’allenatore. Si continua nell’imperterrito giochino delle guerre interne, con le indicrezioni che danno Ibrahimovic in contrasto con il patron Gerry Cardinale che vuole questo e quello ma Zlatan vuole quell’altro e quell’altro ancora.

Un ottimo modo per dimostrare di non aver capito ancora nulla dei problemi che hanno devatstato il club portandolo alla situazione attuale. Che dire poi dell’ultima trovata, quella degli head-hunters assoldati dalla nostra superba proprietà per trovare il profilo giusto a prendere l”eredità’ del magico Giorgio Furlani. Quindi accorrete a proporre il vostro curriculum al super team di cervelloni incaricato, chissà che il prossimo AD non possa essere proprio uno di voi. Almeno saremmo sicuri sul milanismo, poi sulle competenze amen. Tanto peggio di chi c’è stato (e c’è ancora) finora non si può fare. Learning by doing. Se Cardinale dimostra di essere il solito americano che fa l’americano, Zlatan Ibrahimovic ha decisamente varcato la soglia del minimo rispetto. Ci eravamo abituati alle uscite infelici, è decisamente complicato provare ad abituarsi a queste nuove comparsate social a ridosso del Mondiale di Calcio. Siamo passati dalle lacrime, per il ritiro dal calcio giocato la sera di Milan-Verona, alle lacrime di tutti noi tifosi nel vederlo ancora ai vertici del club, più nello specifico del fondo. Nel complesso, si è da tempo andati oltre il mero concetto di incompetenza, arrivismo, ecc, e si è scaduti in quello più irritante e fastidioso della presa in giro alla luce del sole.
Questa gente, non solo ha distrutto in 3 anni un progetto che era arrivato a vincere lo Scudetto e diventare un gioiello economico-finanziario ben presente nel panorama europeo, ha pure l’ardire di sbeffeggiarti e alloggiare nelle stanze di quelli convinti di essere nati con un genio incompreso. E figuratevi se questi head-hunters non sono in grado di trovare un altro genio da mettere in mezzo ai geni. Cacciatori di teste di… calcio. Occorre buttarla sul ridere per quanto sia complicato. Le nubi all’orizzonte continuano ad essere nero pece. Non avremo neppure un dirigente da mandare in rappresentanza a Parma, quest’oggi, in occasione del ‘sorteggio’ del calendario della prossima Serie A 2026/27. L’allenatore forte pare essere Glasner, nome gradito a Rangnick che però non è ancora sicuro arrivi. I dialoghi con l’ex uomo Red Bull potrebbero protrarsi fino al termine del Mondiale, quindi ti troveresti eventualmente con l’allenatore preferito dal mentore, senza il mentore. Dopo le dichiarazioni d’addio di Leao, le indiscrezioni parlano di mezza squadra con la valigia in mano e l’ex tecnico Allegri pronto a provare a prenderti quei pochi buoni che avevi come Rabiot. Un bell’esercizio di pazienza e sopportazione, in attesa della prossima mossa. In attesa del prossimo lampo di genio di uno dei nostri cervelloni.

Un disastro senza fine che sembra quasi essere figlio di qualche anatema. Onestamente, non si ricorda un punto più basso toccato dal Milan nella propria storia recente, e anche in quella meno recente. Non si tratta tanto del piazzamento in classifica, l’Europa League e quant’altro, bensì della disaffezione totale che questa caotica e scellerata proprietà hanno causato al proprio popolo. Mai si era vista tanta disorganizzazione e rappresentazione quanto più egocentrica della gestione di un club come il Milan. Cosa aspettarci ad oggi? Un colpo di scena. Ad essere onesti, ormai, tutti i giorni sono colpi di scena per il Diavolo. Il vero pericolo è che ci possa toccare l’ennesima umilazione di doverci abituare anche a questo. Abituarsi a queste sparate di Ibrahimovic, a questo stallo, a questi rifiuti e trattative fantasiose, a questo cinema dell’orrore. Basta.
Joker
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