Una vergogna infinita

Nulla accade mai per caso.

Sapete cosa faceva il Como il 5 giugno 2023?

Festeggiava una tranquilla salvezza in Serie B, campionato 2022/2023 chiuso al 13esimo posto come nella stagione precedente, quella del ritorno nella cadetteria dopo anni di sofferenza nelle serie inferiori.

Sapete cosa faceva il Milan il 5 giugno 2023?

Licenziava Paolo Maldini, reduce da uno scudetto meraviglioso nella stagione precedente e da una semifinale di Champions poche settimane prima: faceva a brandelli la propria storia, allontanando un’icona del Milanismo la cui unica colpa era quella di pretendere un progetto ambizioso in linea con la tradizione rossonera.

Meno di 3 anni dopo i risultati sono sotto gli occhi di tutti

Il Como con una proprietà munifica, una dirigenza seria, un progetto sportivo chiaro affidato ad un giovane allenatore visionario e un manipolo di giovani giocatori di talento va meritatamente in Champions League.

Il Milan con una proprietà di pezzenti, una dirigenza di inetti ed incapaci in malafede, un progetto basato sull’unico scopo della speculazione edilizia ed un allenatore sparagnino e superato dai tempi rimane meritatamente fuori.

Le responsabilità dell’ennesimo fallimento totale vanno spartite tra tutti, ma le fettine di questa torta al gusto merda non possono essere suddivise in parti uguali.

Ai giocatori riservo la fetta più piccola: pochi, male assortiti, poveri di tecnica e di temperamento, tenuti a lungo in piedi dalla classe di 2 o 3 campioni fino a che le energie hanno retto. Sapere che alla fine sarebbe bastato un misero pareggino con il Cagliari per raggiungere l’obiettivo minimo dovrebbe togliere loro il sonno, ma sono certo che a limite lo perderanno in qualche locale alla moda dietro alle mignotte di turno.

A Massimiliano Allegri un’altra bella fettina di torta marrone: è riuscito ad over-performare per l’intero girone d’andata serrando i ranghi aiutato anche da una discreta dose di culo, ma gli andava dato il merito di aver trattenuto Maignan e di aver propiziato l’arrivo di Rabiot, pensate cosa poteva essere questa stagione senza quei due. Resta il fatto però che la squadra ha giocato partite inguardabili per tutto il campionato, mascherando a lungo coi risultati una proposta di gioco inesistente, per poi squagliarsi dal punto di vista fisico e tattico da metà marzo in poi, 6 sconfitte nelle ultime 10 partite in una stagione senza coppe sono un ruolino di marcia indecoroso: sarebbe dignitoso presentasse le proprie dimissioni, ma spero vivamente non lo faccia per fare impazzire quei 4 pulciari e fargli tirar fuori minimo 7/8 milioni lordi di buonuscita.

Su Igli “the eagle” Tare non vale nemmeno la pena di spendere tante parole, era disoccupato da oltre 2 anni, è venuto al Milan a prendersi 800k per non contare un emerito cazzo, ci ha messo serenamente la faccia ed altrettanto serenamente sarà congedato con un bel calcio in culo.

Se finora abbiamo distribuito piccole dosi di sterco a fette, alzando (sigh) il tiro il giochino si fa più divertente: Geoffrey Moncada è la personificazione del nulla palestrato, un incapace totale portato a spasso dagli scout di una molteplicità di squadre che lavorano con mezzi infinitamente inferiori ai suoi, SHAME ON YOU!

Zlatan Ibrahimovic in poco più di due anni da dirigente è riuscito a demolire un’immagine da vincente costruita in tutta la sua lunga carriera da calciatore: un incapace totale divorato da un ego ipertrofico, disastroso nelle sue uscite pubbliche e probabilmente ancor di più in quelle private, se è vero che negli ultimi mesi ha tramato nell’ombra contro l’allenatore, SHAME ON YOU!

Paolo Scaroni è invece la perfetta personificazione di questo Paese caduto in rovina, un brontosauro della Prima Repubblica perennemente a caccia di poltrone, latitante in qualunque dei suoi doveri presidenziali, distributore di patenti di acrimonia e totalmente improntato anima e corpo alla speculazione edilizia su San Siro: conservo un sogno nel cuore, Stadioni a San Vittore.

Giorgio Furlani è un uomo piccolo piccolo, dalla statura morale direttamente proporzionale a quella fisica: ha tramato per mesi nell’ombra contro Paolo Maldini usando veline a mezzo stampa aiutato dai suoi amichetti interisti della Gazzetta, raggiunto il potere lo ha usato come peggio non si poteva, mettendo il naso in questioni tecniche di cui è totalmente a digiuno e facendo (malamente) quadrare i conti grazie a plusvalenze su giocatori lasciati per lo più in eredità da chi lo ha preceduto, impreziosendo il tutto con rapporti opachi con procuratori amici che sicuramente se hanno fatto il bene di qualcuno non è stato quello del Milan, SHAME ON YOU!

E infine Gerry La Cambiale, il proprietario peggiore che potesse capitarci, uno yankee sprovveduto e presuntuoso che non sa nulla della nostra storia e della nostra tradizione, un cazzaro di cui si era già capito tutto fin dal primo photoshop in Piazza Duomo, un vigliacco che in tre anni non ha mai trovato il coraggio di metterci la faccia in una vera conferenza stampa in contradditorio, un fanfarone che blatera di ecosistemi olistici e amenità similari mentre tutto intorno a lui sta andando a rotoli…e secondo i giornalai azzerbinati sarebbe la persona deputata a condurre la rivoluzione per ricostruire tutto?

MA ANDATEVENE TUTTI A FANCULO, MERDE

 

Max

 

 

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Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.