Adieu!

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Che tegola Calha agli Orrendi! Non me l’aspettavo. Intendiamoci, avevo capito che se ne sarebbe andato. E, pur apprezzandolo molto più della stragrande maggioranza dei tifosi, me ne ero fatta una ragione. Avessimo preso De Paul, sarei stata felice. Ma sapevo che non sarebbe successo. Questo tira e molla che ricordava l’altro mi aveva stancato. Hakan ha grandi doti tecniche, corre e si sacrifica per la squadra, mi dicevo. Però non è un fenomeno. Certo che dobbiamo colmare alcuni buchi nella rosa. Andando a creare anche quello del trequartista, sorgono problemi di carattere economico. Difficile ottenere la quadratura del cerchio finanziario, senza avere a disposizione adeguate risorse. Insomma, andando contro l’opinione comune, sarei stata contenta se avesse rinnovato. A me il ragazzo è sempre piaciuto. Percepivo in lui una certa fragilità caratteriale. A questa, oltre a un impiego tattico sbagliato, attribuivo la discontinuità del suo rendimento. E, come mi capitava con alcuni studenti dotati, ma con debolezze a livello psicologico, avrei gradito che venisse sostenuto. Che venisse messo nelle condizioni tattiche ed emotive adatte per farlo rendere al meglio. Alla faccia della fragilità psicologica, Hakan! Dagli Orrendi mi vai. Rimani nella stessa città, cambiando maglia. Devo aver sbagliato qualcosa nel valutarti. Una scelta del genere richiede, oltre che metri di peli sullo stomaco, anche palle cubiche. Non comprendi le difficoltà a cui andrai incontro, rimanendo sul luogo del delitto? Credevo che i fischi e gli insulti ti facessero male. Ti rendi conto di quanti ne riceverai non soltanto allo stadio? Evidentemente 500mila euro o un milione sono l’unica cosa che ti interessa. Bene. Ne prendo atto. Ti ho perdonato partite sotto tono. Ero felice quando giocavi da par tuo. Ti ho voluto bene. Come non detto. Non ti auguro certo successi professionali. Adieu, Hakan.

Facciamo in fretta!

Temo che Calha, uno non certo privo di qualità, giocando con gente come Lukaku, possa fare  grandi cose. Ci sono rimasta malissimo. E rosico. D’altra parte non ha senso piangere sul latte versato. Adesso il problema è uno solo. Con chi lo sostituiamo? Maignan nell’altro caso è stata una mossa tempestiva e mi è piaciuta. Ma ora? Non avere pronto un piano B, visto che quello A scricchiolava sinistramente, sarebbe da dilettanti allo sbaraglio. L’impressione, purtroppo, è che sia così. Ricordo che mancano due punte, uno o due centrocampisti, e , incaponendoci con quel modulo, pure un esterno destro. Per non parlare del vice Theo. Ma la priorità è una. Il rinnovo di Kessie. E anche quello di Calabria. O vogliamo ritrovarci a perdere due altri giocatori a zero l’anno prossimo? Diventerei una belva. Il monte ingaggi va alzato, se si vuole essere competitivi. Non occorre un’aquila per capirlo. Non si riesce a raggiungere un accordo economico? Allora i giocatori vanno venduti. Vogliono andarsene a zero? Bene. Un anno di tribuna o di panchina. Non credo possa essere questo il caso di Franck e Davide. Non metterei le mani sul fuoco per Romagnoli, considerando il rotondo mentore a cui si è affidato. Certo che Kessie e Calabria meritano un robustissimo aumento dell’ingaggio. Il tetto di 4 milioni non ha senso. Franck ne deve ricevere di più. Insomma, noi blateriamo delle difficoltà economiche degli Orrendi e loro si prendono Calha a zero, elargendogli un signor stipendio. Ottima mossa per sostituire Eriksen, a cui faccio tanti cari auguri. Vuoi vedere che faranno un Mercato migliore del nostro? Sono pieni di debiti. Non pagano gli stipendi. Eppure i giocatori sbavano per andare e restare da loro. Noi? Una diaspora. Qualcosa non torna. Com’è la storia, maledizione al secchio?

Sono inquieta e preoccupatissima. Questa è la verità. Non sopporterei un adieu a Kessie. E neppure a Calabria. Tonali? Si vedrà. Chiedere uno sconto va bene. Lo sconto sullo sconto, però, è una roba non da oculati. E’ da micragnosi. Giocando pervicacemente a 2, comunque, non si mettono in condizioni ideali né Sandro né Pobega, un ragazzo che mi sembra in gamba. In questo contesto tattico, secondo me, è più adatto Baka, che pure ha fatto un brutto campionato con il Napoli. Kamara? Non lo conosco. Occhio, che arrivare al raduno senza un centravanti sano in rosa sarebbe un segnale bruttissimo. Raggelante. Chi pensa che Brahim possa fare il trequartista, sobbarcandosi il lavoro in fase difensiva di Calha, vive in un universo parallelo. E si mette pure di traverso. La Champions ci aspetta. Nessuno pretende di vincerla. Però dobbiamo onorala. E la cosa vitale per noi è consolidare la presenza nelle prime 4. Altrimenti, ciao Peppina. E va’ a dar via i ciapp, Elliot! Dovrei essere contenta perché non abbiamo debiti, quando le altre, indebitate fino al collo, allestiscono squadre più forti della nostra con allenatori di prima fascia? In fronte non ho scritto Jo Condor.

Rinnovate Kessie! E in fretta, che comincio già ad imbestialirmi. La Nazionale? Cosa volete che mi interessi con la rabbia che ho in corpo? Calha agli Orrendi e noi che siamo rimasti con il cerino in mano. Ho avuto due momenti di gioia durante la scorsa settimana. Il riscatto di Tomori e i fischi a Zizzo. Li ho pagati duramente. Società, io non sono disposta, a causa della tua virtuosa oculatezza, a mettermi a scrivere “ Adieu Franck.” Mi farei da parte. Uscirei dalla mischia, dicendo “ Adieu Elliott” con profondo rancore. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.