L’anno della marmotta

Dopo la protesta di San Siro abbiamo assistito alla perfetta rappresentazione del Milan cardinalesco con più o meno tutti gli attori, protagonisti e non, recitare una parte coadiuvati dai dietro le quinte di vari giornalisti. Così quella che prima veniva derubricata a “bolla social” improvvisamente veniva certificata dagli “scoop” di vari giornalisti i quali non facevano altro che confermare quegli enormi dubbi dei semplici tifosi trasformatisi in certezze, anzi in alcuni casi si può parlare quasi di una vera e propria guerra tra bande. Se non fosse che si parla del nostro amato Milan sarebbe quasi divertente, una sorta di manuale pratico su come non gestire una società a qualsiasi livello, anche dilettantisco.
Il cinema però è appena iniziato e porta con sé tutti gli elementi tipici di una trama d’azione: un passato glorioso (la squadra), l’americano venuto a salvarci, promesse di grandi risultati, illusione, tradimenti, fallimenti, cambiamenti, disastri, ecc. Lo potremmo intitolare “fuga dalla vittoria” e parafrasando un po’ il celebre film diretto da John Huston, qui i tifosi invece di nascondere i giocatori con cappotti, cappelli e altro vorrebbero sommergere la dirigenza con le maglie di Maldini fino a farli sparire dalla vista sotto il peso del nostro passato.
Ormai siamo diventati cinema, una sorta di saga o sega a seconda di come la vediate, per alcuni una media company per altri una compagnia di me*da, ma credo che tutti siamo d’accordo sull’arrivare sempre in questo periodo dell’anno non sapendo minimamente cosa succederà. Absolute cinema appunto: suspence e giramento di sfere a nastro.
Come ogni anno non abbiamo idea di chi allenerà, di chi sarà il ds (spesso solo di facciata), ma sappiamo perfettamente di essere in ritardo con l’impostazione della nuova stagione perché come tutti sanno i ds già si muovono in primavera, se non prima, quando hanno alle spalle una struttura rodata, efficiente e rispettosa dei ruoli. Noi invece facciamo cinema con uno che si presenta solo quando l’olezzo oltrepassa l’atlantico, un altro che sembra il tipico spaccone da b-movie con la convinzione granitica di essere bravo, un altro che gioca a far napoleone e via discorrendo.

La nostra trama è sempre la stessa da diversi anni, una sorta di “anno della marmotta” ricordando la celebre pellicola di Harold Ramis con protagonista Bill Murray: ogni stramaledetto finale di stagione ci risvegliamo esattamente negli stessi casini dell’anno prima. Nessuna soluzione, sempre gli stessi dubbi e incazzature. I più positivi come il nostro marajà di Albaro ci provano sempre a vedere del positivo salvo poi soccombere sotto l’ennesimo anno della marmotta, gli altri si abbandonano alla fatalità dell’ennesimo anno perso. Nessuno dei due atteggiamenti è giusto o sbagliato a mio avviso perché tutto frutto del cinema creato da questa proprietà e da questa dirigenza.
Tra l’altro, sempre per restare nell’anno della marmotta, questo è il periodo in cui spuntano eventuali compratori o soci (sono già stati nominati gli Ellison) e quello in cui a breve spunteranno i nomi dei grandi attaccanti per sfatare la “maledezione della maglia numero 9”. Cinema, solo cinema, immancabilmente cinema. E’ per questo che a questa proprietà, a questa dirigenza, non va data tregua: bisogna interrompere questo maledetto anno della marmotta.

Sfruttiamo i social per far conoscere cosa sta succedendo, commentiamo per far capire che la famosa bolla è una realtà e non fantasia, cerchiamo per quanto possibile di dar visibilità o partecipare a forme di protesta civili in modo che abbiano risonanza nel mondo. L’anno della marmotta se lo tenesse Gerry nei suoi amati States, a noi non frega nulla dell’uno e dell’altro, anzi se facesse il piacere di sparire invece di venirci a raccontare le sue verità senza contraddittorio (manco fossimo in un regime) ci sentiremmo tutti più sollevati quantomeno dalla sua inutile e inconsistente presenza. Vuole fare una cosa da proprietario vero? Facesse sparire tutto il quarto piano di Casa Milan, mettesse i sigilli su quel livello come “zona contaminata” procedendo successivamente alla disinfestazione. Totale, senza tentennamenti. Non i “sto valutando”, “sono tutti in discussione” e minchiate varie: c’è ancora qualcosa da giudicare? Non bastano le evidenze dei fatti? Allora di fatto c’è qualcos’altro o qualcun altro.
Il Milan non è intrattenimento, il Milan non è cinema, il Milan non è una baracconata americana da giorno della marmotta. Se non si è in grado di gestire una squadra di calcio importante e ci si circonda di persone sbagliate ci si sta solo descrivendo come mediocri nella migliore delle ipotesi e la contestazione tramite azioni social o la maglia di Maldini, per fare un esempio, non potranno che ripetersi e quello sarà il nostro anno della marmotta contro questi abusivi della nostra passione perché è l’ora di restituire un po’ delle figure di me*da che ci hanno gentilmente concesso in questi anni.

Seal

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Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.