Il valzer dell’imbarazzo mentre incombe l’ultimo ballo

E ancora rieccoci qua. La centrifuga di emozioni da capogiro non sembra arrestarsi in quel di Casa Milan. Aveva ragione Sandro Nesta anni fa in una live quando affermava che “sul Milan andrebbe fatta una serie Netflix”. Peccato che la mia idea di serie sarebbe un po’ diversa da quella che raffigurava il nostro caro ex centrale di difesa. Potremmo anche parlare di comicità se solo si riuscisse a ridere ma, a dirla tutta, da troppo tempo ormai se la ridono solo i nostri avversari. Nel mondo Milan, perlomeno inteso come mondo di persone che davvero tengono al Milan, non ride nessuno. Un sorriso, a dire il vero, ce l’ha strappato la squadra domenica scorsa con la vittoria a Genova. Sofferta come poche e in un clima infernale da Coppa Intercontinentale in Sudamerica. Con le reti di Nkunku (su rigore) e Atekhame, la banda di Max Allegri, si è tolta dall’orlo di un precipizio in cui stavamo per capicollare a piedi pari e, ora, ci attende ‘l’ultimo ballo’ in casa con il Cagliari per chiudere definitivamente una questione che, nell’ultimo mese e mezzo, ha messo a nudo senza filtri né scrupoli tutte le falle della pericolante barca chiamata Milan.

I sardi si presenteranno a San Siro con la fresca salvezza ottenuta grazie al recente successo sul Torino ma, neanche a dirlo, guai a sottovalutare le insidie di un impegno così delicato. Anche perché, e molti milanisti l’avranno già pensato, chi può dimenticare quello scialbo 0-0 con il Cagliari della stagione 2020/21 dove, un eventuale successo, avrebbe mandato i rossoneri in Champions League con una giornata d’anticipo. Addirittura, in quell’occasione, i rossoblu avevano ottenuto la salvezza cosiddetta ‘in albergo’ a poche ore dalla sfida serale con il Milan. Con le maglie – metaforicamente – ancora bagnate di birra per i festeggiamenti, i giocatori del Cagliari si limitarono ad osservare un floscio Milan che controllò il pallone per tutto il match senza mai provare davvero ad impensierire il portiere avversario. Riuscimmo ad andare in Champions grazie alla vittoria all’ultima giornata contro l’Atalanta ma, stavolta, l’epilogo va ancora scritto e, per una volta, va fatto a caratteri cubitali. Il Milan ha il destino nelle proprie mani e, ciò che manca a conquistare definitivamente l’accesso alla prossima massima rassegna continentale, dipende anche e soprattutto dai risultati delle avversarie. Dalla Roma di Gasperini alla Juve di Spalletti, passando per l”underdog’ Como di Cesc Fabregas. Per mettersi irrevocabilmente l’anima in pace, il Milan non deve stare a fare troppi calcoli e deve vincere senza se e senza ma. Ci sarà l’eterno Luka Modric, esempio di grandezza calcistica e di vera professionalità, così come rientreranno gli squalificati Alexis Saelemaekers e il discusso Rafael Leao. Sarà l’ultima occasione, per questo gruppo, di dimostrare appartenenza e senso di lealtà nei confronti di una tifoseria che è allo stremo delle proprie forze e al punto più basso delle aspettative. Un’ultima serata di soddisfazione e fugace serenità prima di rituffarci nel tritacarne di notizie e sconvolgimenti nell’avvenire del Milan.

Il valzer dell’imbarazzo è già iniziato da tempo e la pellicola delle delusioni ha raggiunto il suo spannung. Ora c’è da regalarsi il proverbiale premio di consolazione poi si vedrà. Il buon Furlani sembra finalmente essere arrivato al capolinea, almeno stando a quello che si vocifera negli ultimi giorni. Il futuro del tecnico Allegri, così come del direttore sportivo Tare invece, ad oggi è un enorme punto interrogativo. La figura di Zlatan Ibrahimovic passa ad intermittenza da futuro leader maximo del club a possibile ‘partente’. Insomma, il solito caos a tinte rossonere dove, la figura che sembra essere unanimemente pronta a spiccare, è quella di Massimo Calvelli, braccio destro di Gerry Cardinale per lo sviluppo delle strategie sportive in Italia dallo scorso novembre. Calvelli è indicato come papabile prossimo Amministratore Delegato ma, al tempo stesso, potrebbe ‘limitarsi’ ad essere quello che sceglierà il prossimo AD, così come la rimanente struttura dirigenziale del club rossonero. Insomma, ci aspetta l’ennesima estate di fanfare e rivoluzioni forti dopo la terza stagione consecutiva finita in contestazione.

La nuova estate rossonera della ripartenza, nella speranza che sia quella buona e non l’ennesima ‘sola’. Sono già state smentite le voci che paventavano il possibile ingresso di un investitore di minoranza. Quindi, ripetiamo per il terzo anno di fila che Gerry Cardinale è pronto a prendersi davvero il Milan. E magari questa è la volta che ci riesce davvero ma, senz’altro, è l’ultima chance. Inutile negare, però, che ogni possibile ambizione passa dall’accesso a quella agognata Champions League perché, un altro anno fuori – seppur con la partecipazione ad una competizione europea minore rispetto alla scorsa stagione – rappresenterebbe un danno non di poco conto che, senza dubbio, ridimensionerebbe il margine di manovra del nuovo timone manageriale. Non resta che respirare e prepararsi all’ultimo atto di questa ennesima stagione travagliata. Dopdiché, toccherà al patron rossonero dare una svolta alle proprie decantate ambizioni e trasformare in fatti quelle che, ad oggi, sono state solo parole e neppure di grande impatto. Non è una freddura sullo 0-5 dell’Inter a cambiare le cose, tantomeno un’intervista dai toni ‘prestampati’. E’ ora dei fatti, sul campo e fuori dal campo. Forza Milan.

Joker

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Un bisbiglio, un nuovo gioco. Una poesia da imparare, due colori che inebriano la mente ancor prima della vista. Uno spettro di emozioni da cui imparare a essere uomo. Questo è stato il Milan nella mia vita: il silenzio più profondo della passione, l'urlo più solenne e selvaggio dell'anima.