L’Omino di burro

Faccio fatica ad uscire dallo stato di prostrazione, di mortificazione in cui mi ha lasciato la partita di Verona. E meno male che, pur se ingloriosamente, abbiamo vinto. Altrimenti sarebbe stato peggio. Già, ma quante delle rimanenti 5 gare riusciremo a vincere giocando così male? Ben poche, credo. La squadra è svuotata, priva di energie. Il grande vantaggio sulle quinte è rassicurante. Però… Mica sono sicurissima della qualificazione Champions, eh! La voglio, naturalmente, perché penso che senza sarebbe ancora peggio. Ma, Champions o non Champions, con Furlani al posto di comando per noi non c’è futuro. Questo è il nostro dramma. Con questo schifo di Società non abbiamo nessuna prospettiva. Nessuna speranza. Nello stato di avvilimento per la nostra squallida partita ho avuto qualche scatto di rabbia furibonda. Non casualmente è coinciso con le inquadrature riservate a Furlanette. E lì, purtroppo, mi è venuto fuori di tutto. Parolacce a gogo, non vendemmiate dalla vigna del vocabolario ma raccattate dalle taverne dei bassifondi. Non perdonerò mai all’Ad dei miei stivali di costringermi ad usare espressioni non alate, derogando dalla mia naturale finezza. Mi ricorda il mellifluo Omino di burro che, guidando un carro trainato da asinelli, conduceva i bambini svogliati al Paese dei Balocchi. Ma il viscido Omino di burro creato da Collodi è più simpatico di Furlanette. E pure del suo odioso braccio destro, Moncada, che detesto con tutte le mie forze.

Ti perdono, Max.

Devo dirti, Max, che anche tu mi hai fatto innervosire. Leao sta giocando male. E chi lo nega? Pulisic fa peggio. Il suo inizio è stato ottimo. Da mesi, però, vaga senza costrutto per il campo. Perché hai sostituito Rafa, che qualcosina stava dando in un ruolo non suo e pure acciaccato, e non uno spento Christian? Giochiamo male e siamo fisicamente a terra. Ma io so bene in che condizioni costringono a lavorare te e i ragazzi gli esecrabili individui che devastano il Milan. So che, per fare dei risultati, dobbiamo pensare a difenderci. Alla faccia del duminiu e del pussessu. Le parole di Gabbia fanno capire la considerazione, pari alla mia, che la squadra ha dei capataz. Una Società forte, interessata ai risultati sportivi, come dovrebbe normalmente essere per un club di calcio, è la condizione indispensabile per avere una squadra forte. Cerca, però, di non farmi dubitare anche di te, Max. Quella sostituzione non aveva senso. Si dice che con i Fondi le cose vanno così. Per tutti. Mica vero. Noi abbiamo il peggiore dei Fondi possibili. Di gran lunga il peggiore. Gli altri terranno stretti i cordoni della borsa, ma affidano la parte tecnica a gente che capisce di calcio. Quell’intelligentone di Gerry no. Ci ha messo nelle mani di Furlani e Moncada, licenziando Maldini e Massara. Con Paolo, nonostante Pioli, abbiamo vinto uno scudetto, tenendo pure i conti in ordine. Avevamo una squadra giovane e forte che andava semplicemente integrata. C’erano i presupposti per poter sognare. I vandali hanno distrutto tutto. Nell’indifferenza o addirittura nella gioia di chi imputava a Maldini Origi e Cdk. Una parte della nostra tifoseria mi repelle. Non brilla per acume. E’ complice degli Indegni.

L’Omino di burro, laureato alla Bocconi con Master a Harvard, è un mago dei conti, secondo una vulgata comune. Col cappero! Mi viene in mente il più antico testo matematico, scritto in Volgare Veneto: “L’aritmetica di Treviso”. Fu pubblicato nel 1478 a Treviso. Per questo viene chiamato così anche se il suo titolo è “ Larte de labbacho”. Ehi, Omino di burro, la conosci l’arte dell’abaco, tu? Si tratta di un manuale scritto ad uso dei mercanti. Qui si espone la regola delle due cose che si congiungono. Moltiplicare le due cose e dividere per la loro somma. Un esempio chiarisce il senso della questione. Il Santo Padre manda un corriere da Roma a Venezia, ordinandogli di arrivare in 7 giorni. Un nobile manda un corriere da Venezia, dicendogli che deve giungere a Roma in nove giorni. Dopo quanto tempo si incroceranno i due corrieri, se partono contemporaneamente? Applicando la regola, si ottiene 7×9/ 16 = 63/16 di giorno. Io la regola non l’ho capita. Però ho fatto i miei calcoli e ho visto che funziona. Ora, invece di due cose, prendiamo due teste. Quali scegliamo? Quella di Furlanette si impone. L’altra? Ci sono almeno un paio di opzioni. Facciamo Scaroni, dai. Ecco la regola delle due teste che si congiungono, per offendere, mortificare, devastare il Milan. Moltiplicare gli insulti alle due teste di …. razzo e dividere le loro sciagurate strade dalle nostre.

Se non ci liberiamo degli squallidi personaggi che ci tengono in ostaggio, ragazzi, spegniamo ogni speranza. Cosa possiamo fare noi tifosi? Contestarli duramente. Ferocemente! Domenica, per chi potrà essere a S. Siro, c’è un’occasione fantastica. Svergognare in Mondovisione i nostri sicari. Fare cori, mostrare cartelli. Indossare la maglia di Maldini. Paolo per lorsignori è come la Kryptonite per Superman. Non servirebbe a nulla? Col cappero! Queste sono le argomentazioni degli imbelli disposti ad accettare tutto in nome di non so che cosa. Bisogna lottare per salvare chi si ama! Lo capite o no che questi maledetti stanno uccidendo il Milan? Dobbiamo impedirglielo, sbugiardandoli, sbeffeggiandoli, delegittimandoli agli occhi del mondo intero. Le proteste, gli insulti, gli sberleffi devono arrivare dall’altra parte dell’Atlantico. Questa gentaglia deve capire che non può fare tutto ciò che vuole sulla pelle di chi ama il Milan alla follia, senza correre alcun rischio. Bisogna ribellarsi, maledizione al secchio! Questi ci avvelenano il presente e il futuro. Come possiamo permettere che lo facciano impunemente? Come si fa a prendersela con Allegri e i giocatori? Puntiamo i fucili contro i veri colpevoli. E nessuno mi venga a dire che non bisogna destabilizzare l’ambiente in momenti delicati. Sono stupidaggini che ho sentito ripetere, con irritante aria pacata e pensierosa, nei riguardi di Maldini e Boban. Squadra e allenatore non sarebbero turbati da una contestazione contro una dirigenza e una proprietà che fanno schifo anche a loro. Ne sarebbero contenti. Non se ne deve andare Allegri. Gioco o non gioco, è per merito suo se abbiamo preso Rabiot e siamo al momento secondi. Se ne deve andare Furlani! Credo di non aver mai odiato una persona tanto quanto lui. Max non può rimanere con questa indegna dirigenza che trama contro lui e Tare per il male del Milan. Vi immaginate un Mercato nelle mani dell’Omino di Burro, coadiuvato dall’amichetto Busardò, con Italiano in panchina? Brrrr!!!! Sarebbe meglio dedicarci a qualche altro sport l’anno prossimo. Voglio scacciare questo orribile pensiero dalla mia testa, perché…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.

Chiara

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Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.