Scusate lo sfogo…

Ditemi Voi come un milanista può scrivere un post in questo momento senza scendere nel trivio, nell’insulto becero e gratuito ed evitando accuratamente le contumelie le quali, come ben sapete, sono assolutamente proibite (e poi, per quanto a spot sarei comunque un credente e sono contrario a prescindere anche se la tentazione sarebbe potente…). I turni di servizio sono dovuti e quindi proverò a fare del mio meglio rimanendo entro i canoni dell’accettabilità. Spero scuserete…

Partiamo dall’inizio. Non ho mai creduto alla possibilità dello scudetto. Nemmeno quando eravamo in cima alla classifica. Nemmeno quando, all’andata, avevamo battuto in sequenza Inter, Roma e Napoli. La sensazione che fossimo li più per caso (chiamatela fortuna se preferite) che per reale merito era costante. Poi, ammetto, le vittorie, per quanto strappate con le unghie e con i denti, contro Napoli e Roma mi avevano regalato qualche minuto di buon umore, quella nei derby (ed anche al ritorno) qualche ora. Che volete farci, non riesco a tifare contro anche quando so che dovrei, ed ogni vittoria mi regala qualche bella sensazione, quelle nei derby valgono il triplo ma rimane che non credo e non ho mai creduto in “questo Milan”.

Avrei preferito mille volte sbagliarmi, di grosso anche, che questa squadra, per quanto raccogliticcia e raffazzonata, andasse oltre ogni aspettativa e… almeno se la giocasse… Purtroppo però, pur non essendo un fine tecnico, ci avevo preso (non che ci volesse questo granchè) e la resa dei conti è arrivata. Le tre sconfitte, contro Lazio, Napoli e Udinese, ci hanno semplicemente rimesso al nostro posto, riportati alla realtà.

Faccio una digressione. Domenica non ho visto Como Inter ma dopo il primo tempo mi è sovvenuto un sospetto (di quelli tipici da terrapiattisti). Ho immaginato che in casa cartonati avessero inviato una sorta di messaggio. Niente di così palese, gusto quel mezzo sussurrato “vabbeh… se perdiamo coi Comaschi, alla fin dei conti, non è così grave…”. Nulla di esplicito, sia chiaro, ma come dire che se fosse accaduto, mettendo noi a ulteriore rischio di qualificazione CL, nessuno avrebbe versato troppe lacrime e non sarebbe successo nulla a nessuno. Poi, ho sempre immaginato, nell’intervallo anche ai cartonati, qualche pensiero deve essere sovvenuto e, memori di come lo scudetto se lo sono giocati l’anno scorso, e visto che dietro al sedere avevano un Napoli rognoso e mai domo e non questo Milan di carta velina, hanno preferito tagliare la testa al toro e chiuderla lì.  Ma non ho visto la partita e sono solo miei pensieri maligni… (so che con Voi posso essere sincero…).

Pur non credendo potessimo correre per lo scudetto, fino a qualche settimana fa, ero almeno tranquillo sulla qualificazione CL. In fondo eravamo 10 punti sopra il 5° posto ed apparentemente al sicuro. Invece, sono bastate tre sconfitte nelle ultime tre per rimetterci a rischio ritrovandoci, a 5 punti dal quinto posto (attualmente del Como) a 6 dalla fine. Mettiamola così… per scontato no do più nulla…

Non che l’eventuale qualificazione fosse di per se una soddisfazione, ma tocca essere pragmatici.

Provate ad immaginare. L’eventuale esclusione dalla CL, quindi senza i relativi introiti, avrebbero dato a questa pseudo-società, le scusa perfetta. Sintetizzo in modo un po brutale… “cari tifosi, purtroppo fuori dalla CL e senza i relativi guadagni, siamo costretti a fare sacrifici che preferiremmo non fare ma… non abbiamo alternative…”

Da lì vendere quei pochi che hanno un valore (Leao per primo, magari Maignan… e poi chi c’è c’è) sarebbe un attimo e, almeno formalmente, non contestabile (o non più di tanto), sostituendoli con qualche giovane di belle speranze proveniente dal campionato di serie C turco, dall’interregionale Moldavo, e qualche pensionato tipo Modric, magari nomi tanto per riempire la bocca dei vari cantori a pagamento per imbonire noi tifosi e via così, per un’altra stagione di sofferenze e senza reali aspettative.

Diverso darebbe se ci classificassimo per la CL. Almeno le scuse crollerebbero e, almeno lo spererei, di fronte all’ennesima campagna acquisti al risparmio, che i tifosi iniziassero a disertare San Siro. Un San Siro semideserto quantomeno sarebbe un segnale.  Non come quest’anno che, e lo dico con dolore, abbiamo tutti contestato, inveito, bestemmiato ma San Siro l’abbiamo sempre riempito. Mi spiace dirlo per chi a San Siro ci va regolarmente ma, se ci vai vuol dire che ti va bene così. Ed allora non lamentiamoci, ce la siamo voluta (almeno in parte) anche noi, forse non siamo colpevoli ma, quantomeno, conniventi. Vi prego di credermi, come l’anno scorso predicai alla morte di disertare lo stadio lo ripredico anche quest’anno. Se vogliamo liberarci da questa proprietà perniciosa non abbiamo altre arma se non lo sciopero del tifo, ma quello vero però, non solo a parole. Per quanto mi riguarda promisi che non avrei giocato a questo gioco e, i miei colleghi del night mi sono testimoni, quest’anno al Meazza non ho mai messo piede pur potendo. Possiamo dire tutto quello che vogliamo, possiamo arrabbiarci, incazzarci quanto vogliano, insultare e smoccolare ma se non diamo noi per primi l’esempio, se poi con le nostre presenze gli diamo ragione, beh… ce la siamo voluta… Almeno smettiamola con le ipocrisie…

Axel

 

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