
Quella contro l’Udinese è stata sì la peggior partita della stagione rossonera, ma alzi la mano chi si è sorpreso di come è finito il match di San Siro. Ecco, appunto, nessuno. Sicuramente lo 0-3 non era facilmente pronosticabile, ma che il Milan potesse chiudere lo scorso turno con zero punti non era così peregrina, come opzione. Una squadra svuotata, che davanti al portiere non riesce a finalizzare e che fragilissimamente subisce goal con troppa facilità. Il fatto che l’Udinese abbia poi perso contro il Parma in casa rafforza l’idea dell’enorme difficoltà che la squadra di Allegri fa nell’imporsi. La buona notizia è che il Como ha frenato bruscamente, altrimenti la Champions sarebbe stata anche più in pericolo di quanto non sia già.
Tema fischi a Leao. Il mio è il pulpito di chi più volte ha criticato il portoghese. Credo che diverse di queste critiche le abbia meritate, altre meno. Rafa viene da una stagione a singhiozzo, costellata da problemi fisici, in cui si è messo in gioco in un ruolo diverso, (quasi) inedito, per cui non è adatto per caratteristiche e indole. È sull’indole, soprattutto, che si basano le critiche. Pulisic non segna da mesi, ma di fischi a Captain America non sono arrivati, nonostante il bottino di gol e assist annuale sia molto simile a quello di Leao. Perché? Perché, pur tra difficoltà e ambiguità, lo statunitense ci prova e non riesce, mentre Leao dà la impressione di non provarci nemmeno. L’idea di venderlo a fine stagione può non essere peregrina, ma solo ed esclusivamente se si ha un’idea precisa di chi acquistare al posto suo, e soprattutto se si reinveste almeno la cifra eventualmente ottenuta. Certamente questa squadra ha la necessità di una punta vera, da 20, 25 gol. Senza improvvisazioni o esperimenti. Un Sesko, se lo United se ne volesse privare, per esempio.
Il match di oggi ci vede contrapposti a un Hellas Verona virtualmente retrocesso. A -9 dalla salvezza, la compagine scaligera si gioca alla disperata le ultime cartucce per una impronosticabile rimonta, obiettivamente complessa da immaginare. Peggior attacco della A e seconda peggior difesa, la stagione gialloblù era cominciata discretamente, per poi arenarsi drammaticamente tra le secche di una squadra senza personalità e con pochi punti fermi, tra cui un Giovane ceduto a metà stagione. Poche le individualità di spicco, forse il solo Orban (tra alti e bassi) e Belghali (tra un infortunio e l’altro). Poco altro. Rimangono solo alcune prestazioni di grinta e nervi tra i veneti e la matematica retrocessione: l’occasione di pungere il Milan è una di quelle, quindi in guardia. Probabile formazione (352): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Frese; Oyegoke, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede, Belghali; Harraoui, Orban.
Dopo il fallimentare esperimento del 433 Allegri torna al 352. Formazione tipo, di fatto, senza sorprese e con il rientro di Gabbia in mezzo alla difesa. Leao in dubbio: ballottaggio con Fullkrug. Probabile formazione (352): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Leao.
Vincere per difendersi dalla beffa di una qualificazione Champions soffiata da sotto il naso. Solo questo. Forza Milan!
Fab
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