Unici, diversi, immortali: perché non ha senso scegliere tra Franco e Paolo

​Mettere Baresi e Maldini su una bilancia per decidere chi sia “più bandiera” è un esercizio sterile, oltre che un filino polemico. Non ha senso cercare un vincitore quando si parla di due icone che hanno plasmato la storia del Milan. Sono due giganti profondamente diversi, cresciuti in epoche differenti. io li ho vissuti con una maturità diversa ed immersi in un calcio in continua evoluzione, ma entrambi uniti dallo stesso viscerale e indissolubile DNA rossonero.

​Franco Baresi è il Capitano che accetta il buio senza mai voltare le spalle. È l’uomo che vive gli anni complessi del “Piccolo Diavolo” e non esita a scendere nell’inferno della Serie B per ben due volte. La vera grandezza di Franco sta proprio nell’aver difeso la maglia quando l’unico obiettivo reale era la semplice sopravvivenza, ancor prima di alzare quelle Coppe dei Campioni al cielo, scusate ma non riesco a chiamarle Champions League.

​Paolo Maldini, al contrario, fiorisce in un Milan che sta rialzando la testa a testa alta. Nasce sportivamente in un club che comincia a ragionare in maniera diversa, dove l’asticella si alza e i traguardi diventano la conquista della vetta del mondo. Se Franco rappresenta la pietra angolare e la resistenza della ricostruzione, Paolo è la consacrazione perfetta dell’eccellenza e del dominio internazionale.

Due storie parallele ma differenti nella loro genesi ma non per questo giudicabili.

Entrambi hanno incarnato fino in fondo i valori fondamentali del Milan: l’educazione, la lealtà e il rispetto profondo verso i compagni e verso ogni avversario affrontato sul campo.
​Eppure, al di là di qualsiasi analisi storica o tattica, c’è un’immagine scolpita nel tempo che supera ogni possibile dibattito e stringe il cuore di tutti noi: le lacrime di Paolo Maldini nel momento del triste distacco dal suo capitano.

​In quel pianto vero, sincero e disperato c’è racchiusa l’essenza stessa di una vita spesa insieme. C’è il dolore di chi perde un amico fidato, un fratello maggiore, un compagno con cui ha condiviso ben tredici stagioni indimenticabili in rossonero e sei anni d’intesa d’acciaio con la maglia della Nazionale azzurra. Franco per Paolo è stato l’ancora e il faro nei rari momenti di tempesta. Lo ha accolto sotto la sua ala protettiva quando era un bambino, lo ha guidato con fermezza da ragazzo e lo ha ispirato a diventare l’uomo che tutti conosciamo. Si sono protetti le spalle a vicenda indossando gli unici due colori che abbiano mai contato nella loro carriera: il rossonero del Milan e l’azzurro dell’Italia. Baresi ha insegnato a Maldini cosa significhi essere davvero bandiera, trasmettendogli il valore sacro della fedeltà assoluta a una sola maglia.

​Quelle lacrime che hanno rigato il volto di Paolo raccontano la profonda solitudine di chi si ritrova a essere l’ultimo custode del milanismo. È il pianto di un campione che si scopre un po’ più solo, come tutti Noi, perchè Paolo le tue lacrime sono anche le nostre.

Ma in questo momento di sconforto c’è una certezza che ci unisce: così come Maldini si sente solo senza la sua guida, allo stesso modo ci sentiamo soli anche noi, stretti al suo fianco nello stesso identico dolore.

W Milan
Harlock

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"Quando il Milan ti entra nelle vene avrai sempre sangue rossonero" Ho visto la serie B, ho visto Milan Cavese, ho toccato il tetto del Mondo con un dito e sono ricaduto ma sempre rialzato. Ho un papà Casciavit....Grazie per avermi fatto milanista.