Unici

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Ci ho pensato su tanto prima di scrivere il post ma poi mi sono detto “ma sti cazzi, ognuno dice la sua e io devo stare zitto?”. Su Netflix sta spopolando la verità di Ilary Blasi sul suo matrimonio finito con Totti e non posso negare che settimana scorsa, dopo aver visto e letto certe cose, il mio primo pensiero è andato lì. Ho messo il titolo al plurale perchè se solo fosse stato al singolare avrei dovuto subire un fatwa dai Maldiniani più integralisti ma che ci crediate o no, per me è corretto il plurale perchè non c’è solo una prima donna in questa storia.

PUNTATA 1 – C’eravamo tanto amati 

Che sarebbe stata una stagione complicata, per certi versi, l’avevamo capito ancor prima che iniziasse e se qualche settimana fa ipotizzavo e speravo non si arrivasse agli stracci, purtroppo sono stato smentito dai fatti. Nel caos totale di una stagione che rischia di essere già compromessa pesantentemente, le ultime sfide a suon di interviste e dichiarazioni, sono la dimostrazione lampante di come gli eventi accaduti la scorsa estate non sono solo strettamente legati alla parte lavorativa ma stiamo vivendo un vero e proprio regolamento di conti dettato da orgoglio e giochi di potere.

La mia posizione su Maldini è chiara e limpida già dalla scorsa estate, non mi interessa ritornare sull’argomento visto che i fatti dimostrano chiaramente che in ballo non c’è il futuro e il bene del Milan ma bensì il proprio ego e la propria voglia si smerdare a sua volta coloro che ti hanno smerdato. Metterla sul piano del Milanismo con questi qua è equivalente del parlare di aria fritta, si vince facile. Ho letto e riletto l’intervista e non ne capisco ancora oggi il senso. Si è sono toccati talmente tanti argomenti che non trovo quale sia il punto di rottura. Godere del fatto che le abbia cantate a questi qui? Beh, penso che dormiranno la notte lo stesso e, se come dice lui stesso, a questi importa zero del Milan (sai che novità!) perchè dovrebbero affliggersi dopo questa intervista? Ma soprattutto (ringrazio un redattore per avermi illuminato sul fatto, non farò il nome per evitare che anche lui, dopo di me, venga insultato) se questo progetto è così senza soldi, senza idee e lasciato in mano a dei disperati, come mai hai dovuto aspettare non uno, ma due licenziamenti per abbandonarlo? Perchè anche il “buon” Gazidis l’aveva lasciato fuori post scudetto. Diciamo che questa squadra, questo momento, questo allenatore e questa società, oggi non avevano bisogno di creare l’ennesima, inutile spaccatura tra la tifoseria. La gente dentro e fuori lo stadio è già abbastanza perplessa per ciò che vede, il carico non serviva proprio, soprattutto se stiamo parlando di fare il bene del Milan (siamo sicuri?). Amen, è andata, aspettiamo la prossima puntata perchè tanto non finirà qui, figuratevi se un’altra prima donna come Furlani non troverà due minuti per sparare anche lui ad alzo zero. Lui che sta dimostrando di essere molto fuori fase e che il suo voler comandare cozzava con qualcun altro. In un loop infinito si scorneranno entrambi per il bene del Milan dando però l’impressione di essere entrambi due wannabe, ma forse uno dei due, per ciò che rappresenta ha un pò più di responsabilità.

C’eravamo tanto amati

E mentre ci saranno i fuochi incrociati e i tifosi godranno a turni alterni per le parole di uno o dell’altro, il Milan, sarà lì che proverà a portare a casa la pellaccia in una stagione che è già zoppicante. Ormai il dado è tratto, il cesso in panchina non ce lo leviamo di torno neanche se decidesse di dare fuoco a Milanello, tanto vale spremere il più possibile e vedere cosa si può tirar fuori dai prossimi mesi. Questo è stato prima rinnovato da Maldini e poi riconfermato da Furly, dalla padella alla brace. Un aiuto arriverebbe di sicuro se riuscissimo a mettere in piedi 11 giocatori titolari. Sarebbe un successo. Anche perchè così scarsi non sono se nonostante questo cataclisma in panchina sono lì intorno ai 4-6 punti dalla vetta, lontano da due squadre più forti e meglio allenate. Servirebbe compatezza in tutto, ritornare ad un clima 2021/22 nei quali da underdog abbiamo vissuto bene tutta una stagione, serve stare lì e lottare perchè la buriana potrebbe essere passata o potrebbe peggiorare ma non possiamo mollare una stagione a dicembre. Mi rivolgo soprattutto ai giocatori, l’esempio di Theo centrale è lampante, autogestitevi come nell’anno dello scudetto le ultime giornate. Fate il vostro gioco non la follia moderna ed europea di questo incapace. Anche perchè è molto probabile che Theo, Leao, Maignan, Bennacer ed altri un’altra occasione in un top club la potranno avere, Pep no. Finita qui, nel 2024 o nel 2025, tornerà a fare quello che sa fare meglio, ovvero competere per non retrocedere e stare in ambienti come Chievo, Bologna o Palermo. Qui, il suo l’ha già dato e per quanto mi riguarda, è anche bastato.

Abbiamo un piede e mezzo fuori dalla Champions in un girone che appariva tosto ma che dopo aver visto Newcastle e Dormund poteva essere alla nostra portata, se non da primi ma almeno da secondi. Tra la sterilità offensiva e la moria di giocatori ci troviamo in una condizione discretamente pietosa nella quale se andrà bene ci sorbiremo la EL, con conseguenti morie di giocatori da febbraio in poi. Speriamo che si tenga conto anche di questo nel conto finale da recapitare al coach, dopo le umiliazioni nei derby, il 5 posto dell’anno scorso i record negativi che ha inanellato e le solite dichiarazione boriose di un non vincente che si sente il boss dei coach. Tanto Conte, nonostante gli ammiccamenti, tornerà a Torino, quindi si lavori già ora per avere pronto un allenatore già a giugno 2024. Ah sempre se siano capaci e abbiano budget, ma viceversa basta chiedere a qualche amico consulente di fare dei piani di crescita oppure consultare un rabdomante con l’algoritmo impostato da monsieur Moncada.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.