
Mi è capitato più volte di riflettere su queste parole. Ogni uomo non è un’isola. La morte di ogni uomo mi sminuisce, perché faccio parte del genere umano. E perciò non chiederti per chi suona la campana. Suona per te. Ma io, Franco, per te, non per altri, ero affranta. Quando è apparsa la falsa notizia della tua morte, diffusa prematuramente da sciacalli che volevano essere i primi a darla, dopo un attimo di sollievo sono stata presa dall’angoscia. Ero terrorizzata dal fatto di sentire suonare presto la campana per te. E, quando sono arrivati i temuti rintocchi, ho cominciato a piangere. Non riuscivo più a smettere. Le lacrime di tante, tantissime persone sono la testimonianza più vera della tua grandezza di giocatore e di uomo. Ciao, campione immenso e umile. Tu sei scolpito nel mio cuore. Ero al Bentegodi, quando esordisti il 23 Aprile 1978. Non avevi ancora compiuto 18 anni. Anch’io ero giovane. Anche se non ti ho mai conosciuto di persona, da quel 23 Aprile sei entrato a far parte della mia vita. Quanto ti ho amato. Quanto ti amo. Mi innamorai di te già da quel primo giorno. Un colpo di fulmine per un ragazzino che giocava a testa alta, con la classe del predestinato e la tranquillità del veterano. Quanta strada abbiamo percorso insieme sulle ali di un sogno chiamato Milan. Momenti bruttissimi e momenti bellissimi. Due anni in serie B e poi la fantastica epopea berlusconiana. La nostra speranza, la nostra ancora di salvezza, quando il cielo si faceva nerissimo, eri tu, Franco. La maglia rossonera era la tua seconda pelle. Esattamente come per noi. Non ci hai mai abbandonato, anche se tante Società ambiziose ti volevano e noi avevamo ben poco da darti. Ricordo che nei momenti dei trionfi io e il mio amico Umberto condividevamo questo pensiero. Siamo contenti soprattutto per Franco Baresi. Lui, più di tutti, si merita di assaporare queste immense gioie.

Da brividi a fior di pelle la dedica di Paolo Maldini, con cui condividi le stimmate del fantastico campione e dell’immenso uomo. A lui hai consegnato la fascia di capitano che avevi ereditato da Gianni Rivera. Questo è l’orgoglio della nostra meravigliosa Storia. Sì, ora ci sentiamo tutti più soli. Il mio pensiero va alla tua famiglia, a cui mando un forte abbraccio. Ti confesso che non sono riuscita a guardare i tanti video dedicati al tuo ricordo. Troppo forte il nodo che mi veniva alla gola. Ho visto il primo di Radio Rossonera. Simone Cristao faticava a parlare, perché sopraffatto, come me, dalla commozione e dalle lacrime. Simone, Bea, Enrico, le anime di Radio rossonera, sono dei ragazzi bravissimi. Mi piacciono un sacco. Qualcuno si chiede qual è la partita più bella che hai giocato. Io non saprei cosa dire, perché tu sei stato sempre eccellente. C’è chi ricorda la finale dei Mondiali del 94. Ti eri rotto il menisco il 23 Giugno nella gara contro la Norvegia. Incredibilmente tornasti in campo il 17 Luglio nella finale con il Brasile. Giocasti in modo straordinario. Le tue lacrime dopo il rigore sbagliato sottolineano la tua grandezza di giocatore e di uomo. Tra i tanti meravigliosi ricordi che si accavallano nella mia mente ne racconto uno, quello del derby del 19 Novembre 1989. Lo vinciamo 3 a 0 con i gol di Van Basten, Fuser e Massaro. Tu ti fratturi un braccio in un contrasto con Klinsmann, ma rimani in campo fino alla fine. Che dire? Mi vengono ancora i brividi a pensarci. Tu sei leggenda, Franco. Sei mito. Ora mi piace immaginarti felice nelle azzurre praterie del cielo, impegnato a rincorrere un pallone e a proteggere il tuo Milan da lassù.
Passare dalla grandezza sportiva e umana di Franco Baresi alle miserie degli omuncoli che gestiscono e ammorbano il nostro calcio, supportati da un Mainstream vergognoso, mi risulta difficile e penoso. E’ dura, dopo aver fatto quattro passi nella leggenda, tuffarsi in miasmi fetidi. Da Gravina a Malagò non mi sembra che sia cambiato qualcosa nella Figc. Sempre di Federazione Interista Gioco Calcio si tratta. Già, Malagò. Chiama Maldini per la Nazionale. Gli fa un sacco di promesse. Paolo accetta. Non credo sia del tutto convinto. Ci prova. Vediamo se queste promesse saranno mantenute. In caso contrario c’è il nobile istituto delle dimissioni, che in Italia non viene preso in considerazione da nessuno. Tranne che da Paolo, naturalmente. Davvero risibili le motivazioni per la bocciatura di Pirlo. Davvero rivoltante la campagna mediatica scatenata contro Andrea. Il fatto che a me Pirlo non piacesse un gran che non significa niente. E’ il modo vergognoso in cui l’hanno silurato, per colpire Maldini, a disgustarmi. Già, e il modo ancor m’offende. Anche lì c’era di mezzo un Paolo. Va’ a dar via i ciapp, Malagò. Nonostante ciò che dicono quelli abituati a capovolgere la realtà, la figuraccia l’hai fatta tu. Non certo Maldini. Goditi il tuo Mancini, lui sì integro dal punto di vista etico. E affiancagli Oriali, altra persona di spiccata statura morale, come l’affaire passaporti è lì a dimostrare. Eh, sì, la Federazione Interista Gioco Calcio colpisce ancora. Per me è meglio così. Potrò continuare a detestare una Nazionale espressione di un potere meschino. Come è meschina la richiesta di 500 euro più Iva fatta alle Tv per mandare in onda le immagini della conferenza stampa di presentazione di Mancini e Ranieri. Mi spiace per Ranieri, una persona che stimo molto. Ora un po’ meno.
Malagò, come puoi essere credibile se ti fai affiancare dall’ultrà interista Viglione? Come fai a non capire che anche l’altro ultrà nerazzurro Butti deve essere allontanato? E pure Chinè, che non è certo imparziale. Le Istituzioni perdono ogni credibilità, se sono inquinate da uomini di parte. Il concetto non è difficile da comprendere. Marotta e La Russa ti tengono sotto scacco? Perchè? Com’è possibile che l’ultrà interista Viola continui tranquillamente ad avere in mano indagini sull’Inter, che sfociano sempre in un non luogo a procedere o addirittura in una parte lesa? Come si può avere fiducia nella magistratura? La situazione che stiamo vivendo è davvero paradossale e incredibile. Il marcio della Marotta League è sotto gli occhi di tutti. Ma non lo si vuol vedere. La saga degli Impuniti continua. Deve finire! L’Inter deve essere punita! E devono essere puniti pure i suoi complici istituzionali e mediatici. Nulla mi cale del nostro Mercato. Vedendo a chi è in mano, mi vien male. Niente mi interessa dell’amichevole con gli Orrendi. Non l’avrei mai fatta con loro. E tanto meno avrei pensato a uno stadio in comune con certa gentaglia. Spero che il progetto del nuovo S. Siro coli a picco. Sentito il disgustoso tweet fatto dal giornalista Rizzo, guarda caso interista, su Franco Baresi? Mamma mia, al mondo esistono individui spregevoli. E poi ci sono persone splendide come il nostro Capitano, che ti fanno sentire orgogliosa di aver condiviso un lungo tratto di strada con lui nel cammino del calcio e della vita. Grazie, Franco, per tutto quello che ci hai dato. Per quel che sei stato. Anzi, per quel che sei. Sì, perché tu 6 x per sempre. E noi per sempre ti amiamo. Con te abbiamo fatto quattro passi nella leggenda. La tua dimensione è il mito. Che la Terra ti sia lieve, campione senza tempo e senza confini, cuore pulsante di un luogo dell’anima chiamato Milan. Ti voglio un mondo di bene.
Chiara
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