Un “nuovo” modus operandi

Alla vigilia della prima di campionato si può cercare di tirare qualche somma per quello che è stato il nostro precampionato (anche se il calcio estivo lascia il tempo che trova, almeno per il sottoscritto) ed il nostro mercato.

Partiamo proprio dal mercato e dalla gestione degli esuberi in rosa che ad oggi non sono stati venduti: consultando la lista giocatori che il Milan ha fornito alla Lega Serie A per gli utilizzabili in campionato, risultano esclusi Tomori, Fofana, Bondo, Gimenez, Nkunku e Odogu.

Di questi 6 uno, Bondo, è un esubero certificato già dalla gestione Allegri, 4 sono tutti giocatori che fino a poco tempo fa erano titolari o prime riserve e Odogu l’anno scorso era stato spacciato per l’ennesimo fenomeno in erba dai soliti pennivendoli. Per Gimenez ormai si parla da tempo di un accordo in dirittura d’arrivo con il Porto, mentre per gli altri calciatori ad ora non risultano trattative in essere. Capisco anche il pugno duro ma qualora rimanessero a Milanello sarebbe l’ennesima dimostrazione dell’improvvisazione che regna sovrana nelle nostre stanze dei bottoni (ammesso di averne almeno una). Riguardo gli epurati posso capire che si voglia cedere Gimenez per far spazio a Camarda come prima alternativa a Ramos, ma mi lascia perplesso il voler cedere Tomori visto che ha sempre giocato come centrale di pressing e anticipo e penso possa sposarsi bene con le idee di questo allenatore. Nkunku e Fofana probabilmente sono stati lasciati fuori perchè difficilmente collocabili negli schemi di Amorim.

Aver messo il nostro mercato nelle mani di Mendes rischia di essere un’enorme scommessa con un elevato rischio di fallimento.

Un’altra cosa che è cambiata rispetto ai mercati precedenti è che stavolta non si è aspettato di vendere per poter acquistare. Non sindaco sulle cifre spese, il prezzo del cartellino di un calciatore non può essere fissato attraverso parametri standard. Solo il tempo dirà se le cifre spese sono stati soldi buttati al vento o investimenti che hanno reso quanto ci si aspettava.

Una cosa però mi preme sottolinearla: contrariamente a quanto sostenuto da molte testate giornalistiche che mi è capitato di leggere in questo periodo, i soldi che sono stati spesi non sono di Cardinale ma dell’AC Milan; di conseguenza si è potuto spendere grazie ai bilanci in attivo degli anni passati e per poter pareggiare quello che è uscito servirà vendere e farlo anche bene. L’altra strada passa per la qualificazione alla prossima CL come obiettivo minimo di questo campionato. Il bello è che siamo anche in linea per il rispetto dei parametri UEFA per il FFP (tanto al massimo ci toccherà una multa, o non avendo la casacca a strisce bianche e nere magari ci squalificheranno un’altra volta).

Passando al calcio giocato, da domani si fa sul serio. Ho provato a recupare negli ultimi due giorni quanto mi sono perso durante i mesi di Luglio ed Agosto e da quello che leggo regna un discreto ottimismo. Personalmente, sono alquanto pessimista per diversi motivi.

Le squadre affrontate nel precampionato spesso hanno giocato con le seconde linee e con i ritmi dettati da condizioni meteo un po’ estreme. Inoltre quelli che domani dovrebbero essere i titolari hanno avuto forse un paio di occasioni per poter testare sul campo quanto provato in allanemento.

Anche a livello mentale giocare un’amichevole è diverso dal giocare una gara ufficiale: sicuramente errori come quelli commessi da Terracciano condizionerebbero in modo più marcato una gara con in palio qualcosa. Il Torino di Abate mi sembra una squadra costruita più per non prenderle che per provare a darle. Probabilmente ci aspetteranno nella loro metà campo per poi provare a farci male in ripartenza.

Uno schema di gioco che potrebbe andare a nozze con il pressing alto voluto da Amorim e visto nelle gare amichevoli. A tal proposito presumo che Leao sia fuori anche perchè troppo indolente e “pigro” per il calcio che vorrebbe praticare Amorim. A tal proposito servirà domani che oltre ad essere attenti a bloccare eventuali ripartenze, ci si muova tutti in coro per evitare anche di lasciare quei buchi o quelle praterie che negli anni ci sono costati parecchi punti.

Ci sono però, a parer mio, anche alcuni aspetti positivi che vale la pena sottolineare: un Cissè che sembra essere un prospetto adeguato per questa serie A e questo Milan ed un Ramos che a voler essere ottimisti ha fatto intravedere di essere finalmente il 9 che al Milan manca dall’addio di Giroud. A destra Chukwueze si candida per un ruolo da titolare e da protagonista, ma è nel lungo periodo che dovrà confermarsi. Anche Jashari sembrerebbe essere più in fiducia rispetto a quanto visto fino a qualche mese fa.

Chiudo su Leao: da parte mia non c’è nessuna crociata contro un calciatore che reputo ancora potenzialmente determinante; semplicemente arrivato alla sua età penso abbia ormai pochissimi margini di miglioramento e come nelle migliori relazioni magari è arrivato il caso che per il bene di entrambi ci si separi. Per lui si aprirebbero le strade di un campionato e di un calcio più congeniale alle sue doti, per noi si libererebbe spazio salariale e si potrebbe proporre un sistema di gioco che non dipenda solo dalle sue, va detto ormai sempre più rare, sgroppate sulla fascia.

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Ho scoperto il calcio e il Milan forse un po' troppo tardi rispetto alla media dei miei coetanei, ma questo non mi ha impedito di vedere fior fiori di campioni indossare la nostra maglia e di godermi le vittorie, in Italia e nel Mondo, del nostro amato Milan.