Umarell

Il Milan è un cantiere aperto e non potrebbe essere altrimenti, ci son cose che vengono bene, altre malissimo, prestazioni deficitarie, altre positive e così via. Noi tifosi ormai stanchi da anni di nulla cosmico, con l’inframezzo di uno degli scudetti più belli della nostra storia, siamo diventati un po’ degli umarell pronti ad ispezionare ogni singolo aspetto che non ci torna, anche il più futile, pronti a suggerire all’allenatore o al giocatore di turno la mossa migliore. Non c’è niente di strano, siamo tifosi, diciamo che avere una società in cui non si ripone nessuna fiducia a mio avviso si riverbera su un allenatore nuovo e la nuova rosa in maniera più aspra di quanto si dovrebbe, non fosse altro che son qua da un paio di mesi, un po’ presto per me per emettere sentenze. Ovvio ci siano elementi macroscopici che fan gridare allo scandalo tanto da far tirar fuori il santino di Germano Mosconi (loftus-cheek su tutti), ma per essere una squadra data dalla maggior parte di noi milanisti fuori dalle coppe, forse è giusto valutare le cose con più freddezza e meno con le braccia dietro la schiena davanti a una rete.
Questo Milan ha mostrato la sua versione migliore contro il Torino al debutto per poi toccare il punto più basso contro la juventus sempre a Torino, ma indipendentemente da quanto uno valuti più o meno buone o cattive le partite disputate, stiamo parlando di una squadra che si presenta con un assetto e uomini ben diversi dall’anno scorso. Tolto Maignan, l’unico difensore confermato è pavlovic, a centrocampo Rabiot e Modric, in attacco nessuno. E’ un cambio totale di uomini che porta con sé un cambio di caratteristiche, caratteri e automatismi a cui si aggiunge un nuovo modulo e un nuovo modo di interpretare la partita. E’ chiaro che Amorim ha tutto da dimostrare, ma deve avere anche il tempo di farlo pur essendo scontato che taluni esperimenti ci fanno storcere il naso in quanto il valore di certi calciatori lo conosciamo fin troppo bene.
Da umarell quali siamo noi tifosi le critiche e i ragionamenti si sprecano, specie con accezione negativa, però dovremmo notare anche quelle cose positive che comunque ci sono a partire dall’ultima ossia l’azione che porta al 2-1 di Moreira: tutto ben fatto, tutto di tecnica, tutto in velocità. Un’altra cosa che dovremmo notare è che su sette gol fatti ben cinque sono di nuovi giocatori offensivi a significare che se si dovessero confermare nel resto della stagione ci direbbero che non è tutto da buttare o sbagliato. Tra le cose buone ad oggi ci sono anche Musah e Chukwueze ed aggiungo un più che incredulo “chi lo avrebbe mai detto” a riguardo. Per il modo di giocare di Amorim Musah mi sembra indispensabile oltre a sembrare un giocatore completamente diverso rispetto a quello visto in precedenza, così come Chukwueze. Sono troppo scottato per ritenerli dei buoni giocatori, ma è giusto dire che ad oggi c’è un Milan con loro e un Milan ben diverso senza loro in campo ed è stupefacente.
Non sono qui a fare il pompiere avendo pronosticato il Milan a 20-30 punti dalla vetta però ci sono dei fatti: Alphadjo ha già segnato gli stessi gol di Nkunku su azione, Moreira ha solo due spezzoni in campo e alla seconda si presenta con una pregevole doppietta. A me sembra che questa squadra possa schierare nell’undici titolare un bagaglio tecnico ben superiore in fase offensiva rispetto all’anno scorso quando vita e miracoli in avanti passavano solo e soltanto da leao, pulisic e rabiot.

Da umarell quali siamo la partita di domani sera contro il Benfica rappresenta un bel banco di prova pur non essendo in nessun modo decisiva grazie alla nuova formula delle coppe europee studiata per escludere dai “campionatini” solo le impresentabili ossia 12 squadre su ben 36. Ci sarà da capire come il farfallone De Winter si destreggerà con un attaccante come Pavlidis, quanto turnover farà Amorim e soprattutto se il tecnico portoghese finalmente accantonerà alcune scelte che noi umarell vediamo come sangue agli occhi fin da prima del suo arrivo. Milan-Benfica poi è un classico da due finali di coppa dei campioni, una partita che noi rossoneri ormai non più giovani se non umarell ricordiamo con piacere. L’aria di coppa a noi milanisti risveglia sempre qualcosa di romantico, che i nostri la onorino fino in fondo perché alzare trofei è l’aspettativa di ogni tifoso e come direbbe Max di arrivare quarti me ne batto il belino.

Seal

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Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.