Lazio-Milan presentazione

Primi punti persi per il Milan di Amorim. In realtà per quello che si è visto a Torino si dovrebbe parlare più di punto guadagnato, ma è anche vero che subire il gol del pareggio a due giri di lancette dal termine della contesa è qualcosa che ti fa mangiare le mani, se non altro. Da Torino ci portiamo via il secondo gol in Serie A di Cisse e poco altro: una prestazione di livello di De Winter contro il suo passato, un Gila che si conferma pilastro in questo avvio di campionato, un Chukwueze che fa la differenza. Per il resto, Moreira al debutto col freno a mano tirato, Ramos troppo solo, Rabiot e Modric in affanno. E ora comincia anche l’Europa League…

Amorim ha forse voluto partire, in queste prime partite, con un 11 il più possibile fisso, con poco turnover, probabilmente per dare più continuità alle prestazioni e quindi ai risultati. Certo, ci sta. Ora però il minutaggio di Jashari, di Comotto, di Camarda e Bartesaghi, nonché dello stesso Moreira, dovrà necessariamente aumentare. Vedremo se ci saranno ripercussioni sui risultati. La rosa del Milan è corta per il doppio impegno? Insomma, parliamone: 26 calciatori (non contando Bondo), contro i 24 dell’Inter, che gioca le coppe europee come noi e ha schedulato anche la Supercoppa Italiana. Non discutiamo sulla qualità, purtroppo c’è poca competizione, ma sul numero. Amorim dovrà lavorare con gli ingredienti che gli sono stati messi a disposizione e, buoni o meno che siano, li dovrà sfruttare al meglio. Quindi la nostra vera stagione parte di fatto da Roma contro la Lazio, perché è da oggi che comincia il ciclo Seria A-Europa-Serie A che andrà avanti almeno fino a inizio 2027. In quest’ottica attenzione: Comotto e Jashari saranno molto più importanti di quanto possiamo aspettarci.

Contro la Lazio altra trasferta tosta (terza in quattro match di campionato). Gattuso a Formello ha portato combattività, voglia di lottare, grinta. Un po’ come tutti si sarebbero aspettati, chiaro. Un po’ meno innovazione, certo, ma al momento i punti raccolti sono nove, due in più di quelli racimolati dal Milan. Rino è riuscito addirittura a dare un senso a Nuno Tavares e Taylor, con il secondo che a Udine ha impressionato. Di Frattesi e del suo senso del gol non c’è nemmeno bisogno di parlare, sarà evidentemente uno dei maggiori pericoli da affrontare. La maggiore preoccupazione è però sull’inferiorità numerica sugli esterni, dove Floriani e Isaksen da una parte e Tavares e Zaccagni dall’altra se la vedranno coi soli Chukwueze ed Estupinan. Probabile formazione (433): Mandas; Floriani-Mussolini, Doekhi, Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Isaksen, Pinamonti, Zaccagni.

Nel Milan tornano Chukwueze e Cisse dal primo minuto, dubbio invece a metà campo tra Jashari e Modric, ma anche sulla trequarti tra Rabiot e Loftus. Per il resto stessa formazione di Torino. Torna in panchina Gabbia. Probabile formazione (3421): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Musah, Modric, Estupinan; Cisse, Rabiot; Ramos.

Partita delicata per la classifica, ma anche per il futuro di questa prima parte della stagione, in attesa della sosta nazionali. Forza Milan!

Fab

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Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.