A Milan Cagliari con la maglia di Maldini

Nonostante i tentativi di gran parte dell’informazione di silenziare la protesta social dei tifosi con le 50.000 firme raccolte contro l’a.d. Furlani su change.org, nulla ha potuto fermare la coreografia della curva e quei telefonini che oramai riprendono tutto, compreso quel “bello eh” pronunciato con al fianco uno dei peggiori presidenti della nostra storia. Ancor meno però hanno potuto contro quella maglia rossonera col numero 3 ben evidente che dà tanto fastidio, un fastidio che può provare solo e soltanto chi non è milanista: se a San Siro qualcuno vede come un’onta l’ostentazione di quella maglia non può fare altro che alzare le proprie terga dalla propria poltroncina e lasciare lo stadio immediatamente perché lui sì è personaggio non gradito, anzi da schifare.
Nonostante negli scorsi giorni abbia sentito più d’uno affermare che “la protesta così non serve”, “bisognava farla prima”, “è tardi”, ecc. la verità è che l’effetto è stato deflagrante e i benaltristi non possono farci niente, anzi probabilmente rosicano perché l’idea non è loro. Io tra chi fa e chi non fa sceglierò sempre chi fa magari sbagliando, magari in ritardo, magari in maniera improvvisata, ma fa invece di parlare e basta perchè ci prova.
Per questo se io non faccio e un altro sì, avrà il mio appoggio nella speranza che funzioni, che la sua idea possa dare un risultato perché il bene è uno solo: il Milan.
La protesta ha talmente funzionato mediaticamente (quello che a loro dà e darà sempre fastidio) che coloro che l’hanno sottaciuta fino a oggi sui mass media si sono affrettati a produrre (o farsi “suggerire” chi lo sa) quasi a reti unificate articoli, video, tweet ecc. in cui vengono raccontate le prodi gesta dello sfortunato a.d. di cui nessuno comprende il vero dolore che lo attanaglia perché lui fa tutto per il bene del Milan, lo vuol veder vincere, ma attorno a lui sono tutti cattivi oltre che fallaci così se la prendono tutti col povero calimero furlani la cui unica colpa in fondo, è quella di fare bene il suo lavoro per il fondo. Oh poverino! Eccoci di nuovo con il mago dei conti (che mago dei conti non è, anzi) che quando le cose vanno male viene fatto passare per un mero esecutore manco fosse un impiegato e non un amministratore delegato. La verità è che a parer mio se nel suo cuore albergasse una briciola di milanismo si sarebbe dimesso diverso tempo fa perché qualsiasi tifoso milanista che avesse combinato un tale sfacelo sportivo non potrebbe convivere con una simile vergogna. E’ anche per questo che invito chi ancora legge gli articoli o ascolta video ecc. di chi ci racconta queste verità alternative di smetterla di farlo, di togliere il follow, di non dare loro più visualizzazioni. Bisogna lasciarli soli perché anche se ne siamo assuefatti dobbiamo riprenderci e ricordarci che questa non è informazione. Abbandonateli al loro destino.

A proposito di destino, il tentativo di cancellare la figura di Paolo Maldini si è ritorta contro i suoi mandanti: non solo lo stadio lo ha inneggiato ma le immagini di chi ostenta la sua maglia hanno fatto il giro del mondo tra giornali/riviste come the guardian o kicker ad esempio o “editori social” come sportbible per fare un altro esempio. La cosa non poteva che finire così perché se si è talmente miopi da non capire che cercare di cancellare un’icona mondiale dalla storia del suo club è un clamoroso autogol, la risposta non può che essere questa. Bisogna essere ottenebrati dall’invidia (e non solo mi verrebbe da pensare) per non capire come questa sia un’operazione suicida quando ormai il mondo è interconnesso, le notizie fanno il giro del mondo in un secondo e dall’altra parte del globo nessuno capirà mai come Maldini venga visto come un problema dal…Milan. Eccovi serviti con la vostra stessa moneta.
Proprio per questo non bisogna togliere il piede dall’acceleratore, ma spingerlo ancora più in fondo per mandarli in crisi: per Milan-Cagliari spero ci sia una marea di persone con la maglia di Maldini per far fare nuovamente il giro del mondo a certe immagini e far sprofondare nella vergogna certi personaggi. Non è necessario una maglia originale o meno e nemmeno è necessario che abbia stampato il “3”, basta una maglia del Milan col “3” fatto anche con il nastro di carta piuttosto che adesivo, anzi a mio avviso il valore simbolico sarebbe ancora più forte nel caso. Questa è la mia umile idea per chi sarà presente allo stadio.

Seal

p.s: chissà se al controllo prima dei cancelli la realtà supererà la geniale fantasia del grande Peppe Coco (qui il link)

p.p.s: la penultima giornata di serie A è nel caos più totale per non avere considerato l’atp di Roma. Io mi aspetterei le dimissioni di Butti, ma ho come l’impressione che abbia buoni agganci per rimanere al suo posto.

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Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.