La pietra tombale

Cardinal Tristezza ancora una volta ce l’ha fatta. Dopo roboanti parole, fiumi di inchiostro, mass media pronti a descrivere i suoi peti come fragranze floreali e account social spuntati come l’amanita falloide per ammaliare con verità alternative che nemmeno sotto lsd, eccoci con la solita immensa tristezza generata da una delle proprietà più insipide e distanti concettualmente dal concetto di vittoria che siano passate da Milano. In poche parole siamo sempre lì: tristezza.
Tristezza perché si pensa di saperla più lunga degli altri, tristezza perché si pensa che allestire una squadra sia cosa semplice, tristezza perché si pensa che sia facile vendere, tristezza perché si pensa che sia facile competere. Qualcuno direbbe beata ignoranza, io dico maledetta supponenza ma andiamo con ordine.
La pietra tombale sulla nostra stagione inizia a materializzarsi con la nomina del “direttore del player trading”, una nomina talmente azzeccata da dare tutti in prestito (!) ricavando due spicci, ma riuscendo nell’impresa di vendere il giocatore di maggior talento alla miseria di 38 mln + percentuale sulla rivendita, una roba che ci riusciva pure “peppino ‘o meccanico” perché l’arte della trattativa che hanno simili figure almstadt mi sa che se la sogna.
Quando questa è la base, la fossa ce la si sta scavando già da soli e difatti il mercato si è totalmente fermato, diciamo proprio morto, altro che gerry ha fame, gerry non ha bisogno di vendere per comprare: cardinal tristezza ha visto il conto ed è sbiancato. Questo è tutto.
Sarà proprio un caso che i giocatori messi alla porta siano per la maggior parte quelli con gli stipendi più elevati così come sarà proprio un caso che senza contare gli ex primavera si arrivi alla miseria di 24 giocatori (portieri inclusi) solo per il reintegro di Tomori su cui tornerò più tardi. Se sulla prima credo che tutti capiscano il motivo di una tale scelta, sulla seconda qualcuno potrebbe nutrire qualche dubbio ma nel caso ve lo tolgo subito. Immaginate di non riuscire a vendere nessuno, immaginate di dover dare tutti o quasi in prestito con un semplice diritto, ora immaginate che questi rientrino, che si fa? Ci si ritrova con una squadra con 30 elementi. Questo implica che se anche avessimo soldi da spendere (ahahahahahah) rischi di trovarti a giugno prossimo con una rosa sui 35 elementi e tutto questo perché il direttore del player trading non ha fatto player trading. Una bella pietra tombale sulla stagione firmata cardinal tristezza e dirigenza.
Veniamo ora ai casi Tomori e Bondo, partendo da quest’ultimo. Da quanto risulta l’analcolico bondo era in trattativa con squadre straniere, peccato che avendo imbastito la trattativa Fofana il Milan avesse esaurito gli slot per i prestiti all’estero quindi al massimo il prestito poteva avvenire in Italia. Si potrebbe parlare di improvvisazione, con la ciliegina di Youssouf rimasto da noi a rendere la situazione ancora più grottesca. La vicenda Tomori se vogliamo è ancora più imbarazzante. Dopo che la società ha fatto sapere del pugno duro è stato reintegrato, ma la cosa più assurda non è nemmeno il reintegro in sé quanto il fatto che il Milan non avesse riempito nemmeno i 17 slot per gli stranieri! Quando non metti gente che ha maturato competenze specifiche in certi ruoli il risultato non può che essere questo: casini, squadra incompleta e rosa non all’altezza. Non parlo di rosa inadeguata per vincere lo scudetto, parlo di una rosa che solo per un miracolo potrebbe arrivare nelle prime quattro cioè l’obiettivo di Gerry. Incredibile pensare come per l’ennesimo anno non sia ancora stato acquistato il centrale che sappia impostare, un terzino sinistro da mettere a tutta fascia e una punta dietro a Ramos con esperienza ma solo un ragazzino di 18 anni con 900 minuti in serie A. Questo però è il meno, perché nell’undici titolare il valore non si discosta molto dalla passata stagione anzi lo ritengo un poco superiore (Gila e Ramos netti upgrade nel ruolo, mentre coi numeri ad oggi la partenza di Leao è un netto downgrade), ma la panchina in certi reparti è da bassa serie A a voler essere obiettivi come dimostra la difesa con terracciano retrocesso in B e diawara preso dalla seconda lega francese.
Se poi vogliamo aggiungere il carico, questa squadra si presenta senza le maglie numero 10 (iconica per eccellenza) e 7 (maglia vestita sempre da grandi calciatori) probabilmente perchè nella loro ignoranza un numero vale l’altro, ma nel calcio alcuni numeri sono speciali e non averli significa vendere meno magliette. Alla faccia degli uomini di business.

Questa campagna acquisti è la pietra tombale sulla presunta nuova verginità di cardinal tristezza perché dimostra ancora una volta come non abbia la benchè minima idea di come si gestisca una squadra di calcio non dico per vincere, ma per competere ad alti livelli. Non solo non ha cultura calcistica nel suo bagaglio, ma non si fa affiancare nemmeno da figure che lo possano davvero aiutare con le loro competenze evitando figuracce come quelle di questo mercato dove si fanno i conti senza l’oste (le vendite probabilmente date per scontate e mai avvenute) per poi controllare il borsellino e trovarlo pieno di pagherò. Come al solito le colpe verranno fatte ricadere su mister e giocatori e vista la nascita quantomeno curiosa di numerosi profili social pro società ne leggeremo e sentiremo delle belle…ca***te.

Che tristezza.

Seal

P.S: spero di non aver urtato i fan di Harry Potter, l’immagine è giusto per sdrammatizzare un po’ e provare comunque a strapparvi un sorriso altrimenti qui tocca vestirsi a funerale.

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Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.