
Buona la prima. Diversi erano i punti interrogativi sul Milan, nonostante l’ottima prestazione nell’ultima amichevole di precampionato contro il Manchester United. In particolare, su Loftus-Cheek da impiegare ancora nel ruolo di trequartista, sul teenager Cisse, su Jashari, su Musah, su Chukwueze largo a destra, su Estupinan. Non che questi dubbi siano stati fugati da una sola partita e tre punti in cascina, nonostante una buona prestazione su un campo non agevole, a maggior ragione per i colori rossoneri. Il Milan ha ancora tanto da dimostrare, specie gli elementi che vengono da stagioni opache e non convincenti – alla fine molti degli elementi citati appena poco più su. È tuttavia molto più semplice lavorare e migliorare se i risultati arrivano, che farlo con il peso di dover recuperare terreno.
Ciò che mi preoccupa sono sempre gli estremi, da un lato o dall’altro. Se avessimo perso domenica sera saremmo stati tutti da buttare, una squadra senza capo né coda affidata all’ennesimo allenatore portoghese borioso e arrogante degli ultimi anni. Vincendo, invece, per molti commentatori “già si vede la mano di Amorim”, “ora il Milan sì che gioca a calcio”, “quelli che un anno fa erano dei bidoni ora sono stati recuperati”. Piano. Sì, Amorim ha credito perché è giusto che un mister all’esordio lo abbia, è necessario abbia del tempo per lavorare, ma da qui a considerarlo già una sfida vinta ce ne vuole; lo stesso vale sul considerare il Milan già guarito dopo due anni sulle montagne russe, in cui il percorso finale, esattamente come vale per le attrazioni dei parchi divertimento, è stato prima in discesa e poi definitivamente a terra.
Soprattutto, ora è tempo di concludere la costruzione della squadra cercando di avere due ricambi per ruolo e, quindi, risolvendo qualche ambiguità. Per esempio, Saelemaekers sarà davvero impiegato come trequartista o saranno più le volte che darà il cambio a Chukwueze? Domanda fondamentale, perché delle due l’una: o ci manca un esterno destro, o un trequartista. Bartesaghi, dopo la buona annata scorsa, sarà il ricambio di Estupinan/Moreira o potrà trovare spazio come braccetto? Da qui dipende anche un possibile altro intervento nel reparto arretrato, dove mancano difensori dai piedi educati (come Davide, tra l’altro), anche e soprattutto per l’importanza che ha per Amorim la costruzione dal basso. È giusto avere dei calciatori duttili che possano essere impiegati in più ruoli, ma i ragionamenti alla base delle scelte strategiche vanno a mio avviso fatti “a tavolino”, pensando a una possibile formazione titolare e a una di riserva, andando poi a operare sul mercato a seconda delle diverse scelte prese.
Stasera esordio a San Siro, finalmente, contro un Venezia che contro il Lecce ha raccolto nulla, nonostante un match coraggioso e sfortunato. Attenzione principalmente alla velocità di Yeboah, che ha creato non pochi pericoli ai salentini. Per il resto, ammetto la mia ignoranza sui lagunari; vedremo di che pasta sono fatti questa sera. Probabile formazione (352): Stankovic; Schingtienne, Bella-Kotchap, Franjic; Correia, Perez, Busio, Basic, Hainaut; Yeboah, Adams.
Nel Milan qualche ballottaggio (Gabbia-De Winter, Modric-Jashari, Rabiot-Loftus), ma inizialmente la formazione titolare dovrebbe essere quella vista domenica a Torino. Probabile formazione (3421): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Modric, Musah, Estupinan; Loftus-Cheek, Cisse; Ramos.
Dopo il match con il Venezia ci attendono le trasferte di Torino sponda Juve e Roma sponda Lazio, due discreti esami di maturità. Presentarci allo Stadium a punteggio pieno darebbe certo una buona iniezione di fiducia, utile per affrontare al meglio un impegno simile. Forza Milan!
Fab
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