Milan-Atalanta presentazione

Fortunatamente siamo alla terzultima di A. Fossimo a -10 giornate dalla fine, questo Milan quasi certamente non sarebbe stato in grado di qualificarsi alla prossima Champions League. Mancandone solo tre, ed essendo di tre punti il vantaggio sulla quinta, qualche possibilità ancora c’è. Diamo però un occhio ai calendari di Milan, Juve e Roma.

Milan: Atalanta (C), Genoa (T), Cagliari (C). Nessuna delle tre ha ancora obiettivi da giocarsi.

Juve: Lecce (T), Fiorentina (C), Torino (T). Solo il Lecce è ancora impegnato nella disperata lotta salvezza. Per quanto Fiorentina e Torino non abbiano più ambizioni, sono comunque partite molto particolari per i colori bianconeri.

Roma: Parma (T), Lazio (C), Verona (T). Derby pericolosissimo, trasferta di Parma ostica, quella di Verona agevole.

Insomma, può succedere ancora di tutto, i calendari sono abbastanza equilibrati, con quello di Spalletti che sembra il più ostico.

Per la cronaca, aggiungiamo anche il Como, che sarà impegnato a Verona, in casa col Parma e a Cremona.

Sta di fatto che nelle ultime dieci partite il ruolino del Milan è stato il seguente: cinque sconfitte, un pareggio, quattro vittorie, dieci reti subite, sette segnate. Sette. In dieci partite. In sei di queste dieci partite il Milan non è stato in grado di gonfiare la rete avversaria. Un rendimento imbarazzante. Davanti c’è molto da fare, ma anche a metà campo, eccome. Peccato che per rinforzare il reparto offensivo si parli di Sorloth, non il più esaltante dei possibili goleador. Il Milan ha bisogno di un centravanti di fisico, di peso, come il norvegese, ma più forte. Qualcuno che in A possa fare la differenza. Ma prima ancora ha bisogno di una mentalità offensiva e di un gioco più votato a segnare. In tal caso, anche un non-bomber potrebbe andar bene (vedere il rendimento di Malen a tal proposito, a titolo esemplificativo). Quest’anno la tattica di Allegri, anche corretta a mio avviso, è stata quella di mettere in sicurezza la difesa. Con l’abbassamento della condizione fisica nonostante i pochi impegni stagionali (ma dettata dalla rosa corta), la lucidità nel difendere accortamente è venuta meno. In queste situazioni le partite vengono risolte dai guizzi dei giocatori di maggior talento, peccato che anche Leao e Pulisic siano da raccogliere col cucchiaino, per un motivo o l’altro. Ciliegina sulla torta: Gimenez, Nkunku e Fullkrug hanno segnato insieme lo stesso numero di reti di Zielinski.

Anche l’Atalanta non se la passa benissimo, in realtà. Nessuna vittoria nelle ultime quattro e lotta per l’Europa sfumata, con il Como a +7 ormai irraggiungibile. Palladino ha fatto un ottimo lavoro e sicuramente nella prossima stagione potrà rendere i nerazzurri ancora più pericolosi in ottica qualificazione Champions, senza impegni infrasettimanali. Tra i bergamaschi gioca un centrocampista che, a mio parere, potrebbe fare al caso del Milan. Con un anno ancora di contratto e l’intenzione di non rinnovarlo, Ederson potrebbe garantire al Milan corsa e tecnica, più di quella messa al servizio di Allegri da Fofana. Sarebbe un innesto che potrebbe, per atletismo e completezza nelle due fasi, portare il Milan alla necessaria transizione dal 352 al 433. Mercato a parte, la Dea si presenterà a San Siro con l’attacco tipo CDK-Raspadori-Scamacca e Zalewski a sinistra. Una formazione offensiva che potrebbe imporre il proprio gioco su un Milan orfano di Modric. Probabile formazione (3421): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Ahanor; Zappacosta, Ederson, De Roon, Zalewski; De Ketelaere, Raspadori; Scamacca.

Nel Milan out come detto Modric e lo squalificato Tomori. Si prospetta un centrocampo di fisico senza metronomo. Davanti in cinque si giocano due maglie. Probabile formazione (352): Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Loftus-Cheek, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Leao.

Un match delicatissimo. Se dovessimo “parare” i pericoli Roma e Juve con una vittoria in questo turno la Champions sarebbe molto più vicina, ma camminiamo sulle uova: ogni passo può essere quello falso. Speriamo bene. Forza Milan!

Fab

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Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.