No news… bad news

Ancora nessuna notizia. La situazione del Milan è al limite del paradossale, estremamente preoccupante, molto grave. Non esiste un piano, non c’è programmazione, a un mese dal raduno non esiste un amministratore delegato, un direttore tecnico, un direttore sportivo, un allenatore. La Juventus in quattro e quattr’otto saluta Comelli e accoglie Carnevali, anche il suo nome affiancato al Milan in passato, ma che ha scelto evidentemente una situazione meno caotica di quella rossonera. In questa situazione di spaesamento nessuno parla ai tifosi, li aggiorna, li ascolta, li rassicura. Siamo soli, c’è poco da fare.

Rangnick, che piacesse o meno il suo nome, si è stufato di aspettare il Milan. Con lui sarebbe arrivato Glasner in panchina, quindi siamo punto e a capo. Altri nomi vengono fatti, specie provenienti dal calcio tedesco. Fa eccezione Amorim, ex tecnico di Sporting Lisbona e Manchester United, che pare essere ora in pole position per la panchina rossonera. Sarebbe il terzo allenatore portoghese degli ultimi quattro sedutisi sulla panchina del Milan, sperando, nel caso, faccia meglio dei due predecessori. In tutto questo marasma non è chiaro chi stia lavorando per il Milan per trovare le figure che servono per far funzionare una squadra di calcio. Ibrahimovic che è al Mondiale a godersela? Cardinale dagli States e dall’alto della sua competenza? Calvelli, chiunque egli sia? Qualche società esterna di recruiting? Vallo a capire.

Mai mi – oserei dire ci – è capitato di vedere una situazione simile. Imbarazzante, c’è davvero poco da commentare. Se arrivasse davvero Amorim, perlomeno rispetterebbe il diktat di Cardinale di avere un allenatore giovane e “di gioco”. Da valutare invece, lato caratteriale, la capacità del lusitano di reggere alle pressioni rossonere, specie in una stagione che si prospetta già da adesso la più complicata degli ultimi lustri. La speranza è che qualcosa si smuova al più presto: c’è una stagione da preparare e una squadra da ricostruire, con giocatori da vendere, riscatti da discutere, calciatori da acquistare con la vetrina del Mondiale che può essere allettante. Che altro dire? Buona domenica e speriamo il calvario finisca al più presto.

Fab

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Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.