
Se dovessi riassumere il mio stato d’animo al fischio finale della prima di campionato non potrei che usare le parole del titolo e credo di essere in buona compagnia tra noi rossoneri. Una partita che a tratti potremmo definire sorprendente viste anche le scelte coraggiosissime di Amorim che mi par di capire non guardi in faccia a nessuno perché al netto degli infortunati (pulisic) ha lasciato in panchina cinque titolari della passata stagione (Gabbia, Rabiot, Modric. Bartesaghi, Saelemaekers), messo due fuori squadra (Tomori e Fofana) e un altro accompagnato alla porta (Leao). Dei titolari dell’anno scorso in campo c’erano i soli Maignan e Pavlovic, rendiamoci conto di cosa significhi. Il gesto più forte? Averlo fatto con soli due dei quattro nuovi acquisti in campo: Gila e Gonçalo Ramos. Qualcuno potrebbe dire che tre di quelli in panchina (subentrati) sono reduci dal mondiale, la realtà è che se avesse pareggiato o perso tutti gli sarebbero saltati addosso perché non ci si può presentare con Chukwueze a tutta fascia, Musah che non lo cerca nemmeno la sua famiglia e così via. Ha voluto correre quello che per noi tifosi è un rischio quasi senza senso: se ti va bene nessuno sottolinea come dovrebbe questi aspetti (mass media) ma se ti va male ti crocifiggono con la scritta “il re dei cretini”.
Premetto che una rondine non fa primavera e non sarà una formazione azzeccata a farlo passare per genio però diamo i meriti che gli vanno dati perché secondo me vedendo in campo contemporaneamente De Winter, Chukwueze, Musah, Jashari, Estupinan, Loftus-Cheek e Alphadjo molti erano già pronti a decretare una sconfitta per mano dell’ex Abate con annessa ira funesta verso quell’incapace del mister. Il portoghese invece ha dimostrato di aver già instillato i suoi principi tattici (da perfezionare) in poco più di un mese, ma cosa ancor più importante il gruppo degli “epurati” e delle riserve crede in lui. Se me lo concedete per certi versi questa partita mi ha ricordato il film “Le riserve” con protagonisti Keanu Reeves e Gene Hackman, se ci aggiungiamo che tre titolari pesanti sono stati accompagnati alla porta il quadro diventa ancora più nitido sulla mentalità di Amorim. Tutto oro quello che luccica? Certo che no, ma non credo che qualcuno potesse immaginare una prestazione migliore di questa, anzi.
Quello che non ti aspetti è anche un ragazzino che deve compiere ventanni tenere in scacco la difesa del Torino con protezione della palla, tecnica e una corsa instancabile tanto da fargli prendere una marea di falli. Che la difesa del Toro sia decente o meno lo scopriremo col tempo, quel che però sappiamo è che Alphadjo era quasi al debutto in serie A (ha giocato qualche minuto ai tempi dell’hellas) con sola mezza stagione di B all’attivo e un infortunio che lo ha tenuto fuori da inizio febbraio. Quel che abbiamo visto è che tolto lui dal campo la squadra non ha avuto più la capiacità di reggere botta lì davanti. Proprio il Toro lo voleva e Amorim non solo se l’è voluto tenere ma lo ha fatto debuttare immediatamente venendo ripagato nel migliore dei modi. Il ragazzo andrà fatto crescere, gli dovranno essere permessi passaggi a vuoto senza bollarlo come fuoco di paglia perché ha caratteristiche importanti che meritano spazio. Non so cosa ci riserverà questa stagione, ma lui potrebbe essere una luce vera, non una supernova tanto per intenderci.
Quello che non ti aspetti è ciò che avrà pensato anche Rafa Leao vedendo l’ex catanzaro in campo fargli metaforicamente le scarpe con tutto il repertorio che a lui manca: protezione della palla, pressing e gol d’istinto. Quel che non si aspettava è l’essere snobbato da tutti i grandi club di liga, premier e aggiungiamoci pure bundes e ligue1 per ritrovarsi tra proposte turche, arabe o club di premier che con tutta probabilità non ritiene alla sua altezza. Il calcio però è cambiato e se ne dovrebbe fare una ragione perché a differenza di pochi anni fa oggi il mercato è per lo più dominato da giovani che dopo una stagione costano una valanga di soldi e occupano il posto di chi solo qualche anno prima era considerato un astro nascente per poi diventare uno di tanti. Leao a 27 anni è ormai di questa seconda categoria o ci va molto vicino perciò e o prova a rilanciarsi cambiando anche approccio al calcio oppure è destinato ad una nuova doccia gelata. Leao non è scarso, ha caratteristiche importanti ma è indolente, per certi versi un giocatore di altri tempi che dovrebbe capire di giocare nel 2026. Personalmente non gli voglio male, anzi gli auguro il meglio perché veder buttare così una carriera mi dispiace in tutta franchezza.
Quel che non ti aspetti è anche il completamento della rosa perché con tutta la buona volontà dopo i disastri incredibili degli ultimi due anni del trio Furlani-Moncada-Ibra mettere a posto tutte le magagne in una sola sessione di mercato è ai limiti della fantascienza. Ciò che sarebbe positivo è vedere un nuovo difensore centrale dai piedi educati e un esterno sinistro capace di non far venire i capelli bianchi a ogni tocco del pallone, non dico che sarei soddisfatto però avremmo quantomeno una squadra con una struttura logica.
Seal
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