Il numero

Ed ecco che è iniziato il campionato privo di credibilità. Insomma, che credibilità può avere una competizione il cui calendario è stato programmato dal signor Butti? In tanti avevamo capito che da anni i calendari venivano cuciti a misura di Cartonati. Erano lì a mostrare la loro… bizzarra benevolenza verso alcuni e la loro acrimonia verso altri. I sospetti erano certezze per chi avesse un minimo di buon senso. Ma, a togliere ogni eventuale, residuo dubbio, a inchiodare senza scampo Butti alle sue responsabilità, c’è, tra le altre, la seguente intercettazione, in cui la figura istituzionale super partes dice a Rocchi:“ Basta che non mi mandi più Doveri a fare l’Inter. Porta una sfiga mondiale. Con lui non vinciamo mai.” Com’è possibile che questo personaggio sia ancora tranquillamente al suo posto? Incredibile. Pazzesco. Vergognoso. Per non parlare di Viglione. Caro Dottor Malagò, lei si è sintonizzato sulle frequenze di Gravina. La Figc continua ad essere la Federazione Interista Gioco Calcio. E la Marotta Leaugue continua ad essere una realtà inquietante, con la repellente, servile complicità del Mainstream. Quando si insinuerà una crepa nel muro granitico della disinformazione mediatica e tanti cominceranno a capire come stanno le cose, l’odioso sistema crollerà. E anche lei verrà travolto, Dott. Malagò. Spero che questo possa davvero accadere. A Pitagora si attribuisce la frase “ Tutto è numero”. Secondo lui ogni cosa può essere ridotta a una relazione numerica, dall’armonia della musica  a quella delle sfere celesti. Caro Pitagora, il numero è tutto anche nel calcio. Ma qui non porta armonia. L’esorbitante numero di ultras interisti nelle Istituzioni calcistiche, giuridiche, politiche, mediatiche crea disarmonie che producono beffarde impunità e la Marotta League. Eh, sì, nella fattoria del campionato tutte le squadre sono uguali. Ma ce ne è una più uguale delle altre. Accettare la situazione come ineluttabile e cedere alla rassegnazione non è nel mio carattere. Preferisco combattere anche ad armi impari. Me ne frego se sono un Don Chisciotte. Nella vita bisogna lottare contro le ingiustizie. Lo si deve a se stessi.

Come si può non dare un rigore così netto?

E io continuo la mia battaglia. Pure contro il nostro schifo di Società che ha un organigramma imbarazzante e ridicolo. Non mi piace essere presa per i fondelli dai vari Gerry, Ibra, Viglione, Butti, Chinè, Malagò. Questo rancore sordo e velenoso che viaggia su un doppio binario fa sì che io sia freddissima e livorosa verso un campionato che considero inquinato. Nessuna pulsione per l’esordio del Milan. I blitz di Gerry, gli incontri “one to one” mi provocano una profonda e disincantata amarezza. Non viene assegnato il numero di maglia a Tomori, Fofana, Nkunku e Gimenez. Che vadano fuori dai piedi questi reprobi. La strategia, oltre che umanamente apprezzabile, è molto astuta. Sarà facile, ora che sono stati messi pure fuori rosa, vendere questi ragazzi in maniera remunerativa nell’ultima settimana di Mercato. Intanto a Torino ci si presenta, schierando come titolari dei fulmini di guerra del calibro di Estupinan, Loftus, Musah. La cosa mi indispone parecchio. Ignoro gli Orrendi. Sento di una vittoria schiacciante, dipinta in toni epici dal giornalaccio rosa e non solo. Fantastico gol di tacco di Pio Esposito, che ora vale miliardi. Intendiamoci, non nego che siano una squadra forte. E mi piacerebbe avere il buon Pio. Ma, nonostante l’abitudine, una narrazione così roboante, sempre a senso unico, mi dà uno stizzito fastidio, condito da un senso di nausea. Il Monza aveva due squalificati. Scommetto che Butti lo sapeva. Poi ci si sono messi anche gli infortuni. Bah! Sorrido amaramente. Qualcuno mi parla di un primo gol irregolare, per la posizione di fuorigioco non passivo di Bisseck sul tiro di Calhanoglu. Il dettaglio è naturalmente ignorato dal Mainstream. Siamo alle solite… Mi rifiuto di guardare gli highlights. Vado, invece, a vedere quelli di Genoa Napoli. Il gol di De Bruyne, in effetti, non mi sembra regolarissimo. A noi non l’avrebbero mai concesso. Già, noi. Scenderemo in campo tra poco. Io non provo nessun fremito. Guardo la partita da essere apatico, assolutamente privo di emozioni. Lasciare senza numero Fofana, che, per carità, non è un fenomeno, per scendere in campo con Musah ha il sapore di un’idiozia. De Winter non mi dà certo più garanzie di Tomori. Dovermi sorbire Estupinan e Loftus mi pare una crudeltà. Però… Mi arrabbio sullo scandalo del rigore nettissimo che non ci è stato concesso. Quello ha allargato il braccio come Rose, quando si trova insieme a Jack sulla prua del “ Titanic”. Come si fa a non dare un rigore così? Come si fa? Poi… un sussulto sullo splendido gol di Cissé. E pure su quello di Rabiot qualcosina si muove dentro. Robe da poco, per carità. So che non siamo una squadra forte. E che non lo saremo mai con Gerry. Con lui proprietario ogni sogno è precluso. Ma… quando qualcuno con la maglia rossonera gonfia la rete… Eh, al cuor non si comanda. Il numero fatto da Alphadjo ha il sapore della magia. La nostra partita? E’ stata discreta. Nel primo tempo abbiamo tenuto il comando del gioco, pur senza essere davvero incisivi. Chuck il più vivace e insidioso. Al di sopra delle mie aspettative la prova di Musah. Le prestazioni di Estupinan e Loftus? Brutte, more solito. Si è notato un salto di qualità con l’ingresso di Modric e Rabiot. Da dimenticare l’ultimo quarto d’ora, in cui abbiamo smesso di giocare, rischiando di rovinare tutto. Preoccupa l’uscita Di Gila per fastidi muscolari. Cosa si sarà fatto?

Che magia hai fatto, ragazzo.

A me i numeri piacciono un sacco. Mi trovo molto bene a trattare con loro. In questo momento ho una predilezione per il 70. Sarà mica perché lo porta sulla maglia Cissé? E’ importante il numero di volte con cui ci si intrattiene con una persona. Da questo si può arguire il tipo di rapporto, più o meno diretto e confidenziale, che si ha con lei. Ma non è sempre così e ve lo dimostro. Sembrandomi piuttosto… bizzarro che i Prescritti siano usciti come parte lesa dal processo “ Doppia Curva” che profumava di ‘Ndrangheta, sono andata a spulciare le carte. E mi è punta vaghezza di interessarmi anche delle accuse di mafia rivolte nel 2017 alla Juve dalla Procura di Torino. I Bellocco, un clan affiliato alla ‘Ndrangheta, si erano infiltrati nella curva della Juve. Marotta era l’AD bianconero. Gli interessi dei Bellocco negli affari che riguardavano il bagarinaggio sui biglietti dello stadio erano rappresentati dai Dominello. Durante le indagini emerse una foto che ritraeva Marotta e Rocco Dominello fuori da un bar a Torino. Davanti ai magistrati Marotta dichiarò la sua totale estraneità alla malavita. Aveva incontrato Dominello una volta, senza sapere chi fosse realmente, perché lui aveva chiesto di far fare un provino per le giovanili della Juve a un giovane calciatore. Il ragazzo era figlio di Umberto Bellocco, esponente di spicco del clan di Rosarno. Il 22- 10-2018 Report rivela che Marotta ha regalato a Rocco Dominello 5 biglietti della sua riserva personale per una partita di Champions tra Real e Juve. Ecco l’intercettazione tra un intermediario di Rocco Dominello e Marotta riportata da Report.

Direttore, buon giorno. Io parto domani per Madrid. Per i 5 biglietti come possiamo fare? Me li lascia lei da qualche parte, oppure ci incontriamo? Veda lei”.

Ti ho lasciato la busta al Principi Hotel. Alla reception c’è una ragazza bionda. Li ho lasciati a lei.”

Va bene. Grazie mille.”

E poi ancora:

Ciao, Fabio. Ci vediamo in sede.Tutto Ok per i biglietti?”

Sì, direttore. Grazie. Speriamo bene.”

Ok. Mi raccomando. Massima discrezione.”

Come sempre. Nessuno lo sa”

Quel “Come sempre” potrebbe far pensare ai malevoli che ci fosse un numero importante di contatti tra le parti. Il numero è tutto, Pitagora mio? Sono solo illazioni. Marotta non venne indagato. Per inciso, Marotta diventò Ad dell’Inter il 13 Dicembre 2018. Anche Antonio Bellocco si trasferì a Milano ed entrò a far parte del direttivo della Nord. Mal gliene incolse, perché il 4 Settembre 2024 venne ucciso da Andrea Beretta, un altro capo ultrà nerazzurro. Certo che il cervello umano è strano. Una ha la mente sui numeri e guarda un po’ dove la portano i suoi pensieri. Tornando a noi, io ho guardato il Milan su Sky. Ho disdetto DAZN. Ma la vedrò ancora per un pochino fino alla scadenza del contratto pagato anticipatamente. Delle mie sensazioni riguardo alla partita vi ho detto. Come pure della mia mancanza assoluta di fiducia in Gerry e dell’assenza di aspettative per la stagione. Cosa dirvi ancora? Solo…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.

Chiara

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Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.