Milan – Fiorentina, la presentazione

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In questa circostanza mi trovo nella scomoda posizione di dover sostituire Fabio, maestro nell’analizzare il “prima” di ogni partita, mentre io come sapete solitamente entro in scena nel “dopo”, quindi portate pazienza e siate comprensivi.

La partita di oggi non sarà facile, come sempre accade quando nelle fila della squadra avversaria milita Lionel Saponara, uno di quei giocatori capaci di accendersi di luce abbagliante soltanto quando incrocia la nostra strada: appartiene alla stessa categoria dei Becao, sono giocatori che se nel calcio valesse la proprietà commutativa andrebbero comprati, fatti allenare 363 giorni al Vismara e schierati due volte all’anno contro le loro ex squadre.

Come arriva il Milan

Il momento dei ragazzi non è sicuramente dei più facili, il percorso in campionato non è poi così dissimile da quello dello scorso anno (2 soli punti in meno), persino nella sequenza degli infortuni ed in qualche passaggio a vuoto nella fase autunnale della stagione.

La squadra dà l’impressione di essere un po’ sulle gambe, sicuramente la Champions ha portato via energie fisiche e nervose, unitamente agli infortuni e al ritardato inserimento dei nuovi che hanno costretto a spremere quasi sempre gli stessi giocatori.

In più quest’anno c’è un Napoli demoralizzante, che vincendole praticamente tutte sta zavorrando psicologicamente gli inseguitori… eppure rimango convinto che occorra restare lì con la testa e con il cuore, lo scontro diretto non ha mostrato chissà quale superiorità partenopea (anzi), e a gennaio potrebbe iniziare un altro campionato.

Il rendimento casalingo della nostra squadra in campionato quest’anno è stato di tutto rispetto, con 18 punti conquistati sui 21 disponibili, 18 gol segnati e 8 subiti.

Secondo le notizie disponibili nel momento in cui scrivo il mister dovrebbe schierare Tatarusanu tra i pali, una linea difensiva con Kalulu e Theo sugli esterni e Thiaw-Tomori coppia centrale, il binomio ormai inscindibile Tonali-Bennacer sulla linea mediana, Diaz sulla fascia destra, Krunic finto trequartista, Leao a sinistra e Oliviero punta centrale.

 

 

 

Come arriva la Fiorentina

La Fiorentina di Italiano, dopo un avvio di stagione piuttosto difficile complice probabilmente anche il doppio impegno settimanale, nell’ultimo periodo sembra in netta ripresa, arriva infatti da 5 vittorie consecutive tra Campionato e Conference.

Il rendimento in trasferta dei viola è tutt’altro che irresistibile, con soli 8 punti conquistati sui 21 disponibili, 6 gol fatti e 6 subiti, ma attenzione perché le ultime due partite lontano dal Franchi le ha vinte entrambe.

Il gioco di Italiano è molto riconoscibile, con un pressing continuo alla ricerca della riconquista palla e la linea difensiva molto alta, troppo direbbero i suoi detrattori (ai quali non appartengo)… ad analizzare bene i numeri, però, si può notare che i gigliati nelle 7 trasferte precedenti hanno subìto il nostro stesso numero di gol (appena 6), segno che la squadra viola lontano dalle mura amiche assume un atteggiamento meno spregiudicato (ed è quindi ancor più temibile).

Il 4-2-3-1 di Italiano, speculare al nostro, dovrebbe vedere Terracciano in porta, la linea difensiva composta da Biraghi Igor Milenkovic e Dodò da sinistra a destra, la cerniera centrale formata da Mandragora e Amrabat sulla linea mediana, il terzetto Kouamé Jack Ikoné alle spalle dell’unica punta Jovic.

La chiave tattica

Non è difficile immaginare che la chiave di volta della partita possa risiedere nella nostra catena di sinistra, se Theo e Leao sono quelli dei giorni migliori possono arare la fascia destra viola, a supporto della quale Bonaventura e Amrabat saranno chiamati a sacrificarsi in compiti di copertura e raddoppio.

Dall’altra parte occhio alla velocità dei due esterni offensivi e ai guizzi di Jovic, che non è Vlahovic ma sembra in netta ripresa.

I bookies ci danno nettamente favoriti, la nostra vittoria è quotata a 1.70, il pareggio quasi a 4 e la vittoria esterna è pagata quasi 5 volte la posta, quindi adottate pure i vostri riti scaramantici preferiti e ci si rivede stasera per le ultime pagelle prima dei Mondiali.

 

Max

 

 

 

 

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.