Se c’è una soluzione…..

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Dice il saggio: “ Se c’è una soluzione, perché ti preoccupi? E se non c’è, perché ti preoccupi?” Caro Aristotele, non ho mai condiviso questo pensiero. Di fronte a un problema, uno cerca di pensare alle soluzioni possibili. Il difficile è trovare quella giusta e saperla applicare. E, se crede che non ci siano soluzioni, si dispera. E come! Il fatto è che i saggi vivono in torri d’avorio. Così non è per persone come me, che sagge non sono. D’altra parte gli uomini, con le loro passioni e i loro rancori, la loro forza e la loro debolezza, i loro pregi e i loro difetti, sono ben lontani dalla perfezione. Tutto sommato è meglio così. La perfezione non mi è mai piaciuta. La calma piatta, l’atarassia non fanno per me. Cari i miei saggi, esistono magie che si chiamano emozioni. Vivere significa lottare. Provare gioia e dolore. Non arrendersi mai. Certo,è piacevole approdare in qualche porto tranquillo. Ma poi bisogna ripartire. Arrivare vuol dire morire, diceva la Fallaci. Durante il cammino puoi concederti solo fermate. Il cammino del Milan, da anni, è pessimo. Che l’abbia ridotto così chi prima l’aveva reso splendido per me è un’aggravante e non un elemento a discarico. Uno dovrebbe avere rispetto per la Storia che ha contribuito a creare. E anche per se stesso. Nessuno pretende di vincere sempre. Ma assistere allo smantellamento tecnico ed economico del club è stato uno strazio. Le grida di dolore, le parole di fuoco, di ribellione sono state inutili, d’accordo. Però chi non ha fatto il complice, chi ha sofferto da cani, combattendo contro i mulini a vento, può andare con la testa alta. Faccende come quella di Rodrigo Ely, otto milioni di commissioni per riprenderlo, dopo aver lasciato scadere il contratto, provocano repulsione e disgusto. Sono cose che non si dimenticano. Date le premesse, era impossibile non festeggiare il sia pure stentato e faticoso closing. E ora le ombre cinesi si fanno sempre più lunghe e inquietanti, per la libidine dei molti che fanno da tempo dello spararci addosso il loro sport preferito. Dio mio, fa’ che gli resti il sorcio in bocca a questi qui!

Togliendo il forse, ecco quello che io ho capito

Vorrei dire che a me interessano solo le questioni di campo. Mi piacerebbe tanto che fosse così. Ma non è vero. La mia preoccupazione è che questo clima possa incidere anche sulla squadra, chiamata a due difficilissimi scontri di fuoco. A diradare la nebbia pesante dei miei timori c’è un nome che è una garanzia: Rino Gattuso. Con Montella sarei andata a Torino e al derby con lo spirito della vittima sacrificale. So che Rino userà queste voci destabilizzanti per compattare la squadra, al grido di “ Contro tutto e contro tutti!” Ma andare al Gobbentus Stadium non sarà una passeggiata di salute. Strappare punti appare un’impresa ai limiti dell’impossibile. Noi, però, ci proveremo. Contro tutto e contro tutti. A livello societario la nostra garanzia si chiama, in ogni caso, Elliot. Speriamo bene. Nessuno di noi sa niente. Qualunque teoria ha i suoi pro e i suoi contro. Questa è la verità. Io sono stanca di scervellarmi. Non cavo un ragno dal buco. Aspetto gli eventi. Assodato che, comunque vada, non falliremo, resto preoccupata. La Dirigenza mi piace. La proprietà…. Ho un estremo bisogno di chiarezza, di certezze sulle quali programmare il futuro. Troppe incognite pendono sulla nostra testa. Dalla solvibilità dell’attuale proprietario passano il rifinanziamento del debito e il settlement agreement, a sua volta legato alla quasi impossibile qualificazione Champions. E su questa dobbiamo concentrarci. Gobbi e Orrendi saranno la misura dei nostri obiettivi. Fare risultato a Torino vorrebbe dire incanalare su un piano inclinato nel verso giusto anche il derby. Già, una parola.

Se c’è una soluzione, questa passa dal campo. Eppure non riesco a pensare alla formazione. Spero che Romagnoli e Calabria possano recuperare al meglio. Gli infortuni bianconeri in ottica Nazionale appaiono sempre scenografici. Non sono cose serie. I nostri sì. Senza la base ci si può scordare delle altezze. Adesso noi abbiamo una buona base di squadra. Non siamo, però, ancora all’altezza dei migliori. Per cercare di avvicinarci ulteriormente a loro, dobbiamo proseguire nel rafforzarci. Abbiamo la struttura societaria necessaria per farlo? Questo è il problema. Se c’è una soluzione, poco importa che abbia sede in Cina o da un’altra parte. Cedere Donnarumma per me sarebbe una soluzione avvilente alle equazioni poste dal settlement agreement. Solo 100 milioni ben reinvestiti potrebbero farmi digerire il boccone amarissimo. L’anno scorso, prima del rinnovo, il coltello dalla parte del manico ce l’aveva Raiola. Ora non più, checchè ne dica lui. Gigio tiene bordone al paffuto procuratore? Certo, visto che non se ne sbarazza. Ma bisogna rimanere con i nervi saldi. Sei milioni più uno non sono bruscolini. Le continue dichiarazioni inopportune del suo mentore mettono in difficoltà il ragazzo, creandogli disagi e tensioni. A breve potrebbe arrivare a capire che lo smaliziato agente tende a fare gli interessi di Mino e non i suoi. Ci siamo coperti le spalle di fronte ad ogni eventualità con Reina? Ma per favore. Uno stagionato e stipendiatissimo portiere che non para non copre niente, purtroppo. Men che meno la porta. Quella azzurra continua ad essere pervicacemente difesa da Buffon. Bene. Se al buon Gigi venisse permesso di incaponirsi e di essere il titolare gobbo anche la prossima stagione, io sarei contenta. Per l’immediato suggerirei ai nostri di tirare da lontano, inquadrando lo specchio della porta.

Forza Rino!

Ho guardicchiato solo il primo tempo della Nazionale. Durante l’intervallo mi sono sintonizzata su un film e lì sono rimasta. Mi spiace di essermi persa l’esordio di Cutrone. Dopo l’Argentina, l’Inghilterra. Non me ne potrebbe fregare di meno. A me interessa la rincorsa al nostro impossibile sogno Champions. Nel frattempo cercherò di aprire l’ombrello sul diluvio di notizie catastrofiche che si abbatterà su di noi in settimana. Bellinazzo insinua il dubbio su difficoltà nel pagare gli stipendi. D’accordo, il suo cognome è tutto un programma, visto che fa rima con una parolacce tipo lazzo, mazzo, pazzo, razzo. Però se la proprietà non reagisce mai e si limita a fare una tantum gli auguri di Buon anno…. Vedremo se zio Yongho metterà mano al portafoglio o ricorrerà a un nuovo prestito di Elliot, per far fronte alle richieste del Cda. La cosa, nel suo piccolo, avrà una certa importanza. Importantissima sarà la sfida di Torino, alla quale arriveremo con il cuore in tumulto. Se c’è una soluzione…. lo sapremo a breve. Ottenere sul campo risultati insperati dopo la disastrosa partenza metterebbe in circolo una fresca e leggera brezza di ottimismo. In ogni caso, l’amore per il Milan non ha una soluzione diversa da quella di rimanere radicato in ogni fibra del mio essere. Quindi non posso che concludere con ” Forza Rino! Forza Milan! “

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.