Malghesi di Collio

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Ed eccoci qui! Di caparrina in caparrina, di bonifico in non bonifico, di covenant in covenant siamo diventati di Elliot. Yongho? Sparito. Mai visto un compratore darsi alla macchia, dopo averci rimesso più di 400 milioni. Già, era solo un prestanome. Di chi, però? Se, come speravo, dietro di lui ci fossero stati “investitori” normali, si sarebbero fatti sentire. Questo è poco ma sicuro. Incredibile che tutto scivoli via con tanta naturalezza. Come se non ci fosse niente di anomalo. Ciao, ciao, zio Yongho. Non ci mancherai. E neppure avremo nostalgia della tua mitica credenza. Quand’ero piccola la nonna mi raccontava una storia che diceva essere vera. Dalle nostre parti d’inverno venivano dei malghesi, che si trasferivano dalle montagne con il loro bestiame. Si trattava di transumanze per motivi climatici. Alcuni, che asserivano di essere originari di Collio, dissero al padrone della stalla presso cui alloggiavano: “ Ti pagheremo, quando porteremo via i legami.” Un mattino il signore si svegliò e vide la stalla vuota. I legacci delle mucche erano rimasti al loro posto. Allora il tipo, arrabbiatissimo, espose un cartello. “ Malghesi di Collio io qui non ne voglio!” Ecco, il mio cartello recita: “ Di pupi Cinesi ne ho pieni gli arnesi!” Già, ma i pupari cosa vogliono? Elliot è un mezzo che potrebbe diventare qualcosa in più? Provvederà alla vera vendita? Quando? Bah! Nel frattempo tutto è bloccato, in attesa dell’assemblea dei soci del 21 Luglio. Da lì scaturirà il nuovo Cda e avremo un Presidente. Peccato che l’appuntamento con il Tas sia il 19. Sarebbe stato molto meglio che le date fossero invertite. Chi andrà a tutelarci in quella sede? L’Ad che non sa nulla sulla proprietà e che trova la cosa normale? Colui che tanti successi ha ottenuto presso l’Uefa? Fossimo nelle condizioni di mandare il nostro Presidente, qualche probabilità di sfangarla magari l’avremmo, anche se in alto loco non piacciono i fondi. Di chi è il Liverpool, però?

Spero che ci presentiamo, comunque, con un rappresentante della proprietà, tipo Gordon Singer. Zio Yongho era un proprietario meno credibile di una che afferma di essere andata al Polo in bikini. E infatti si è sempre tenuto ben lontano da Nyon. Giovedì sapremo se parteciperemo alla Uefa League. Almeno questo punto sarà chiarito. Previsioni? Nessuna. E il bello è che la Coppetta neppure mi interessa più di tanto. La questione vitale per noi è purtroppo banalmente un’altra: avere una proprietà normale. Ragionevolmente solida. Leggerò il verdetto del Tas anche in quest’ottica. Al Mercato penseremo dopo, quando le altre si saranno completamente e adeguatamente rinforzate, ampliando il divario che ci separa. Tanto noi siamo abituati agli ultimi giorni del Condor…. Per il fair play dobbiamo fare almeno 50 milioni di plusvalenze. Una Società forte non avrebbe troppi problemi. In primis venderebbe Suso, anche se la clausola, non impossibile, scade oggi, senza aver stuzzicato gli appetiti di nessuno. Poi via di scarti e Primavera sopravvalutati. Alla Santon, Zaniolo et similia, insomma. Esattamente come fanno gli altri, che possono ricompensare i favori e far passare i magheggi in cavalleria. Perchè noi dovremmo fare plusvalenze e decurtazioni del monte ingaggi, svendendo i nostri migliori giocatori? Certo, in una situazione come la nostra potrebbero essere loro a volersene andare. Vorrei farlo anch’io…. Grazie, Silvio!

Il fatto è che sono giunta allo stremo delle forze. Non abbiamo certezze sul futuro. Elliot va meglio di Yongho, d’accordo. I dubbi e le paure, però, sono tanti. Einstein diceva che è meglio essere ottimisti e avere torto piuttosto che pessimisti e avere ragione. E’ vero pure che non bisogna mai mollare, perché a volte, quando pensi che tutto sia finito, è il momento in cui tutto inizia. Però… c’è un limite. E io l’ho superato. Abbondantemente! Insomma, le cose vanno sempre al contrario di quel che vorrei. Sempre! E’ una maledizione! La Francia diventa campione del mondo. I Francesi hanno un cu…cuzzolo strabordante e non sanno neppure cosa sia il bidet. La Juve prende Ronaldo e chissà chi altri ancora. E’ un bene per il calcio italiano, Silvio? Ma va’ a da’ via i ciapp! Guardatela tu la presentazione in pompa magna di CR7. E giuoisci. L’Inter fa un signor Mercato. Salta fuori pure la storia di Gattuso indagato per riciclaggio. Io non ho dubbi su Rino, per carità. La cosa, però, dà fastidio. Perchè siamo sempre e solo un coacervo di negatività? Perchè mai una gioia? Ne ho le scatole veramente piene. Pienissime! Basta, porca paletta! Basta! A Rino piace Bertolacci? L’interpretazione è semplice. Non c’è trippa per i gatti. Io continuo a non rinnegare il Mercato dell’anno scorso. Adesso sì che basterebbero pochi innesti mirati e chiare idee tattiche per raggiungere la Champions. Ma, se ci indeboliamo per ragioni economiche e di fair play , se siamo l’oggetto di spregevoli speculazioni finanziarie, dove voglio andare io, continuando con il calcio? A spappolarmi il fegato! E questo non è bello.

Non è certo il buon samaritano, ma….

L’ira è una pagliuzza. L’odio è una trave. Non posso permettermi delle travi. Per rispetto verso me stessa. Alla faccia di chi non ha avuto nessun rispetto per quel luogo dell’anima chiamato Milan. I malghesi di Collio se ne andarono alla chetichella, lasciando nella stalla le corde che legavano il bestiame ai pali delle mangiatoie. A loro modo onorarono il patto. Anche Yongho se ne è andato furtivamente. Ha esaurito il suo compito. Io aspetto il Tas e l’evoluzione societaria. Poi, se sarà il caso e se ci riuscirò, taglierò i legami con quella pulsione, quell’emozione, quell’amore immenso di nome Milan. Forza Elliot. Non sei certo un buon samaritano. Ma vedi di fare le cose bene, perché risanare e rendere competitivo un club con una Storia e un bacino di utenza come i nostri significa compiere un’operazione vantaggiosa anche dal punto di vista economico. Paul Singer, le tue dichiarazioni sono rassicuranti all’apparenza. Vuoi riportarci nel pantheon? Magari. Che belle parole. Ma, cosa vuoi, brutte esperienze mi hanno fatto diventare scettica e disincantata. Aspetto i fatti. Molti criticano Maldini. Io no. Il suo nome per me sarebbe una garanzia della serietà di un progetto. Non può metterlo a rischio per avere un semplice ruolo di rappresentanza, senza capire le reali intenzioni di chi possiede la Società, senza avere possibilità di intervento nelle decisioni che indirizzano e determinano la vita del club. Leonardo? Mi è indifferente. Io voglio semplicemente dirigenti competenti e una proprietà che dia loro gli strumenti per operare al meglio. L’erba voglio non cresce neppure nel giardino dei re? Me ne frego! Ho sofferto davvero troppo. Credo di aver diritto a qualche sprazzo di felicità. Malghesi di Collio io qui non ne voglio. Recisi i legami, io voglio un domani! Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.