In attesa

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L’attesa di questo benedetto derby è più spasmodica del solito, dobbiamo trovare e capire la nostra giusta dimensione e si deve passare, vuoi o non vuoi, per le Forche Caudine della stracittadina con i nerazzurri. Spero, ovviamente, che sia un bel derby, giocato con voglia di vincere e non con paura di perdere. La chiave di volta sta qui: se Gattuso vuole crescere e fare il salto di qualità come allenatore deve vincere questo tipo di partite. Da questa semplice, ma neanche tanto, affermazione passa la crescita del Milan. Ora che possiamo pensare tranquillamente alla squadra e alle sue dinamiche agonistiche, grazie alla stabilità della proprietà e di chi la gestisce, diventa imperativo tornare competitivi. Basta essere degli ibridi, il Milan deve riacquistare autostima e quindi continuità di risultati nella crescita costante.

Nell’ultimo mio articolo avevo scritto, e riconfermo, che l’ambiente non mi piace, un ambiente sempre ed esclusivamente rivolto al passato, con i soliti dinosauri della stampa che non remano certo a favore. Grazie a Gattuso, Montolivo gioca nella primavera, ma i soliti babbioni che da oltre un trentennio belano scemenze sul Milan, continuano a perorarne la causa, cadendo nel ridicolo e dimostrandosi giornalisticamente dei minus habens. Chissà se la smetteranno di chiedere all’allenatore perché una pippa conclamata non gioca; fatevene una ragione, il vostro beniamino non gioca perché non è all’altezza di giocare in una squadra come il Milan, ma non da ora, da sempre! La cosa diventa stucchevole perché è uno dei cavalli di battaglia di chi contesta Biglia; ora, il fatto che Biglia stia resuscitando proprio adesso, non giustifica automaticamente che Montolivo sia meglio. Per me può ammuffire fuori squadra e già il fatto che tolga il posto ad uno della primavera mi infastidisce.

A questo aggiungasi le news da Monza, dove lo spettro di Brokko Brokki, l’allenadrone, si staglia sui poveri brianzoli. Purtroppo Fantomas aveva bisogno di una vetrina ed eccolo pronto a pontificare su Gattuso e schemi. Le esternazioni dimostrano ampiamente che non era in grado di gestire una squadra di calcio come il Milan senza scadere in affermazioni catalogabili in frasi sconnesse e senza senso. Purtroppo, prima che il Monza sparisca, come accaduto all’Ischia Calcio…, bisognerà sopportare le pagliacciate e le buffonate, anche per colpa dei soliti nostalgici che chiedono del Milan a chi ha intascato e salutato. E a proposito di intascato, non possiamo non commentare il disastroso bilancio del Milan, con un disavanzo di ben 126 milioni che non è giustificabile visti i risultati. Inutile girarci attorno, la gestione di Fassone, dal punto di vista finanziario, è stata fallimentare e non gli perdonerò mai di aver raccontato bugie su bugie ai tifosi rossoneri, ridendo di gusto, insieme al Muezzin, dei dubbi sull’iscrizione al campionato attuale, dubbi fugati soltanto grazie all’intervento del fondo Elliott. Del Muezzin nessuna meraviglia, lui ride sempre con il padrone di turno, non sia mai avere un pensiero giornalisticamente vero. Ma fa nulla, il discredito se lo getta da solo, partecipando a interviste farsa come quella del canale servatico a Fassone.

Su Mirabelli attendo il corretto scorrere del tempo per valutare appieno il mercato dispendioso. Borini e Kalinic sono improponibili ed inguardabili. La loro valutazione e relativo ingaggio non trovano una spiegazione logica. Biglia, il reduce per antonomasia, è chiamato oggi a dimostrare di non essere un bidone, Rodriguez sta giocando un ottimo inizio di stagione, Musacchio alla fine non è malaccio, specie se paragonato a questo Romagnoli disastroso. Silva è stato preso troppo presto, ma vediamo se sarà una rimessione e Conti è solo tanta sfortuna. Non riesco a crocifiggerlo, anche perchè non ha certo colpe Mirabelli se qualcuno gli ha detto spendi pure. Non ha speso bene, ma neanche malissimo. Vedremo le prestazioni dei suddetti giocatori in questa stagione. Hakan merita un discorso a parte: per me è un talento che deve, da una parte svegliarsi, dall’altra essere messo in condizione di giocare al meglio; per me, e sarò ripetitivo, attualmente non lo è, ma non escludo di essere smentito.

Fortunatamente il fondo Elliott ci ha ridato credibilità davanti al mondo, oltre che ossigeno in termini finanziari, ha rimesso al suo posto un personaggio come Leonardo e ricostruito i quadri dirigenziali, in attesa di far crescere il Milan per poi rivenderlo con profitto. Oggi possiamo vantare una certa solidità e competenza, a differenza dell’ultimo periodo, dove oltre alla piaga fassoniana, non possiamo dimenticare l’incompetenza atavica del Condorasino. Pregasi di rileggere gli ultimi bilanci che noi del Night abbiamo sviscerato nell’indifferenza dei soliti servi e dei soliti leccaculo. Si facevano anche 90 milioni di buco per arrivare anche decimi. Non lo dimentichiamo.

In attesa dunque, in attesa di vincere questo derby, dove oltre ad Higuain e Suso (per me delle certezze) io mi aspetto necessariamente il miglio Hakan, il miglior Biglia e il miglior Romagnoli. Questi qui devono dare di più, devono alzare il livello delle loro prestazioni, altrimenti è meglio lasciar perdere. In attesa di un mercato futuro dove Leonardo prenoti grandi colpi, e non certo i Baiokko e Castigliokko che sono inadeguati. In attesa che l’Uefa ci faccia saper cosa fare, anche perchè sarebbe anche ora. L’attesa non verte più sul bonifico o sul regalo del presidente, l’attesa parla quasi sempre di calcio. Non è poco.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.