La quiete dopo la tempesta

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Il titolo del pezzo è realistico? No. Si tratta semplicemente di un auspicio, di una vaga speranza. E la speranza è un essere piumato che si posa sull’anima, canta melodie senza parole e non finisce mai. Occhio, non lo dico io. Lo dice Emily Dickinson. Mica bau bau micio micio, eh! E le Cime tempestose di un’altra Emily, la Bronte, rispetto alle nostre sono una bazzecola. Una cosuccia. Una quisquilia. Una pinzillacchera. Cosa volete, ragazzi. Mi arrabatto come posso nel mio mare di frustrazione e amarezza. Un pochino il mio umore è migliorato. Probabilmente è merito di Romagnoli. Il ragazzo ora ha un posto particolare nel mio cuore. Grazie, Alessio! Sta di fatto che, dopo un periodo di astensione, per legittima difesa, dal calcio giocato e parlato, ieri sono intervenuta a Radio Rossonera. Scrivevo solo sul blog, perché, essendo in palinsesto, sentivo la cosa come un dovere. Pesante e doloroso. Ma dal quale non potevo esimermi. La mannaia dell’Uefa mi ammazza. D’accordo, il fair play finanziario dovrebbe essere nato per rendere i club in grado di reggersi da soli. E per impedire ai più ricchi di impazzare a piacimento sul Mercato. Non per fare le pulci alla solidità economica delle proprietà. Va bene, il FPF fa acqua da tutte le parti. La nostra, però, è una situazione di una nebulosità incredibile. Oscilla tra il ridicolo e il grottesco. Com’è possibile avere ancora tra capo e collo un debito che scade ad Ottobre e in garanzia del quale ci sono le azioni della Società? Fassone ha parlato tanto di rifinanziamento da ottenere a Marzo, Aprile, Maggio, prima della discussione sul settlement. Risultato? Niente. E deferimento alla commissione giudicante. Grazie, Silvio! Dopo averci distrutto, ci hai messo proprio in buone mani.

Domani è un altro giorno, diceva Rossella O’Hara. Perchè non potrebbe essere quello del ruggito di Huarong o del barrito di Stephen Ross, previo nitrito di Elliot, dico io? Già, lo dico. Però non ci credo. La quiete dopo la tempesta. Arriverà? Ne dubito. Ciò non significa che mi sia vietato di fantasticare. Non di solo cervello è fatto l’uomo. E neppure di muscoli e ossa. Dove lo mettiamo il cuore? Se questo è perdutamente rossonero, avrà pur diritto di battere, pulsare, sognare. Cosa sogna? La partecipazione all’Uefa League. Un Mercato efficace. La quiete dopo la tempesta. Passata è la tempesta. Odo Mirabelli far festa e la Chiarina, tornata sulla via, che ripete il suo Forza Milan. Scusa, Giacomo. La realtà dice ben altro? Abbasso la realtà! Sono stata catturata dalla favola di Cecchinato. Il ragazzo è pure milanista. E vai! La cosa non è di poco conto per me. Me lo fa sentire più vicino e più simpatico. Marco uno di noi! Ma non devo esagerare, perché porto male. Incrocio le dita per la semifinale. Essere arrivato a questo punto al Roland Garros, comunque, è già una grande vittoria. Scusa, Djokovic. Anche tu sei rossonero e mi piaci. Io, però, sono italiana. Forza, Marco!

Aiutatemi voi due a capirci qualcosa

Vedi mo’, che ho guardicchiato Cittadella- Frosinone e, mentre scrivo, sono sintonizzata su Venezia- Palermo? Sono le prime partite a cui presto un minimello di attenzione dopo il fattaccio che mi ha messo in urto con il calcio. A dire il vero, avevo dato un occhio per qualche minuto a Italia- Olanda. Giusto per vedere il gol mangiato da Belotti, un centravanti che, comunque, continua a piacermi. Ma non a cifre pazze. Poi ho dirottato sulla Sette. Due film in bianco e nero, tratti da romanzi di Agata Christie. Miss Marple non avrà le cellule grigie di Poirot, ma ci sa fare, eh! Chissà se riuscirebbe a decifrare i misteri sulla nostra proprietà. Avrei giusto bisogno di una dritta, perché io non ci capisco niente. Non ho visto, per scelta salva fegato, Report. Conosco bene l’humus in cui sono immersi Rai 3 e la Gabanelli. Ciò non toglie che, in una situazione fumosa come la nostra, ogni opinione abbia diritto di cittadinanza. Anche quella in cui credo meno. Tanto più se nessuno si prende la briga di smentirla con le parole e, soprattutto, con i fatti.

Il Mercato? E chi lo sa, con i nostri chiari di luna? Non mi faccio suggestionare dalle voci. Io ritengo fondamentale una forte mezz’ala sinistra. Mi piacerebbe una punta “ cattiva”. Un angelo dalla faccia sporca. Un tipo alla Mandzukic, insomma. Falcao? Bah! I dubbi sulla sua integrità fisica sono forti. L’ho già detto e lo ripeto. Dipendesse da me, giocherei con un 4-3-1-2. E’ il modulo che richiederebbe meno interventi sul Mercato e valorizzerebbe Calha, che io adoro. Insisterei sulla scommessa Andrè Silva, schierandolo come seconda punta. Non vedo un Hakan mezz’ala anche per un motivo molto semplice. A me piace Biglia. Ma un centrocampo con Lucas, Calha e Kessie sarebbe troppo leggerino. Servirebbe un centrale più dinamico e di maggior impatto fisico. Quindi mi tengo Biglia, inserisco una mezz’ala robusta, con il cambio di passo, e metto Hakan dietro le due punte. Suso? Ottime doti tecniche non messe, però, al servizio del gioco di squadra. Con lui le ripartenze sono un’utopia. Bel mezzo giocatore che regge fisicamente solo mezza stagione. Magari ci fosse qualcuno che paga la clausola rescissoria. Utinam! Forza, Atletico! Gesù si è fermato ad Eboli. Spero che Jesus non si fermi a Milano. Teniamo Suso? Bene. Anzi, male. Però servirà un’ala veloce che sappia entrare in area, no? E come riserva per gli esterni possiamo avere il solo Borini? Vedo difficile, nelle nostre condizioni, impostare un Mercato dispendioso senza i 40 milioni di Suso. Io potrei anche confermare Bonaventura. Ma solo se accettasse di fare il dodicesimo uomo. Ok, dai. Sono tornata a parlare un po’ di campo, come fanno i tifosi delle altre squadre. MaJ la cosa non mi appassiona più di tanto. Troppo angosciante la spada di Damocle dell’Uefa. Troppi i dubbi sulla proprietà.

Si dice che i contadini non amino l’ora legale, perché non riescono a portare avanti di un’ora il gallo. Noi, per allinearci al fuso cinese, dovremmo mandare avanti di diverse ore le lancette dell’orologio. Che derivino da questo le nostre difficoltà? Senza contare i problemi di interpretazione posti dagli ideogrammi. Ah, no. Quelli non hanno ancora iniziato a percorrere la Via della Seta. Però i piccoli bonifici pian piano arrivano. E noi rimaniamo sempre in dubbiosa attesa del successivo in uno stillicidio continuo. Si può andare avanti così? Meno male che c’è il Mantova a darmi qualche soddisfazione. Due anni fa ero al Martelli a tifare per la squadra della mia città impegnata contro il Parma. Il pareggio per 1 a 1 servì per evitare la retrocessione sul campo. Tutti contenti? Come non detto. Fallimento societario . Ora il Parma è in serie A. Il Mantova si dibatte affannosamente tra i dilettanti e la situazione rimane drammatica. Dico solo che come socio di minoranza si è proposto Pablo Dana. Sì, proprio quel Pablo Dana che era il braccio destro di Mister Bee. Andiamo bene! Il pensiero dominante, comunque, è sempre e solo uno. Spero che, in un modo o nell’altro, arrivi presto la quiete dopo la tempesta. Anzi, no. Voglio un’eruzione vulcanica di lava incandescente di gioia con lapilli di felicità. Altrimenti rischio di rimetterci il sistema nervoso. Forza Milan!

P.S: il 23 giugno celebreremo con voi il 10° anniversario di Milan Night. Quanto tempo è già passato! Non rimangono tanti posti, se volete unirvi a noi cliccate qui.

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.