
Ma che brutta partita! Per noi è una consuetudine, del resto. Purtroppo giochiamo senza attacco. Una situazione che si protrae da mesi e mesi. Il pubblico di S. Siro si è distinto per la sua solita, massiccia presenza, nonostante i prezzi dei biglietti fossero proibitivi. Così, a cifre modiche, si è gustato un fior fior di spettacolo, impreziosito dalla presenza del nostro amato ecclesiastico. L’uomo è ecumenico e si interessa dell’ecosistema calcio. Gerry, devo ammettere che le tue inquadrature mi fanno meno schifo di quelle di Furlanette. Solo un pochino, però, eh! Mi pare che non sia stata rivolta la minima contestazione alla nostra perla di Società. Avevano lì, a portata di mano, Gerry. Niente. Del resto, conoscendo i miei polli, neppure me la aspettavo. Non sono, invece, mancati i fischi a Leao. Neppure questo mi ha sorpreso. Mi è solo venuta la mosca al naso. Neanche un coretto in omaggio alla Marotta League ho sentito. Eppure qualcosa che noi abbiamo sempre saputo sta venendo fuori. Non mi illudo, per carità. Però qualche speranziella la nutro. Che tristezza la premiazione in tono minore di Gullit. Una roba da mentecatti che qualifica lorsignori per quel che sono. A dire il vero, più che alla partita ero interessata a questioni di frode sportiva fatta in concorso non si sa per il momento con chi. Sono una garantista. Mai mi sognerei di puntare il fucile contro il signor Rocchi, un gentelman al di sotto di ogni sospetto, abituato ad andare a rinfreschi offerti a S. Siro dalla generosa Società nerazzurra con il braccialetto dell’Inter. L’ amico fraterno Gravina, altra figura di grande statura etica rigorosamente super partes, gli ha rinnovato il contratto, aumentando a dismisura le cifre . Le accuse non sono condanne. Questo è chiaro. Peccato che il garantismo si eserciti solo verso qualcuno. Altri, in situazione analoga, sarebbero già stati travolti dalla gogna mediatica. Così vanno le cose del mondo. C’è chi ha santi in Paradiso. E pure in Terra. C’è chi vive il tempo delle api. E chi quello delle mosche.
Noi, dopo l’infelice prestazione di Verona, Santi non l’abbiamo in campo. Al solito, spento Pulisic subentra Fullkrug. Altra prestazione da dimenticare di un ragazzo che ci hanno regalato, perché fa fatica a reggersi in piedi. Poi un Rafa che non riesce più a scattare da par suo viene sostituito da Nkunku, azzeccato, oneroso acquisto del formidabile duo Furlanette – Busardò. Dell’ennesima, bruttissima partita non ho voglia di parlare. Mi tengo il punto e vado oltre. Mi pare forse di aver visto un pochino di brillantezza fisica in più rispetto alle prove da encefalogramma piatto sfoderate con Udinese e Verona. La mia mente vola in altri cieli. Ha il desiderio di afferrare sfuggenti ombre di uccelli o di erbe mosse dal vento. Anche le mosche volano. Così come le api. La differenza la fa dove si posano. E di mosche dalle parti della Figc, dell’Aia, di Appiano Gentile se ne vedono parecchie. Miriadi di sciami. Così come dalle parti del Portello, purtroppo. Per noi è tristemente passato il tempo delle api. L’ape che mi ronza in testa mi dice una cosa. Tutti sappiamo della Marotta League. Per smascherarla, però, ci vogliono le prove. Io spero e credo che ci siano delle intercettazioni ambientali. Don Beppe mi sembrava molto teso e preoccupato. E quel “non ricordo”, riguardo all’incontro del 2 Aprile di Rocchi con alcune persone in stanze segrete nella pancia di S. Siro, mi sembra molto significativo. L’ipotesi di reato è un accordo per designare arbitri graditi all’Inter. Non è un’accusa leggera. E non l’ho fatta io. L’ha fatta un PM. L’unica cosa che mi sorprende un po’ è questa. A sua Eminenza risulterebbe sgradito Doveri, l’arbitro che girava in aeroporto con il trolley dell’Inter. Nessun dubbio, invece, sul gradimento per Colombo, colui che riuscì a far perdere le staffe a Maldini, deridendo il figlio in una partita della Primavera. Giornaloni e televisioni ovviamente si mobilitano a favore degli Orrendi. Sminuiscono. Sopiscono. Cercano di dipingere la vicenda come una questione interna al mondo arbitrale. Nessuna sorpresa. Il codazzo dei menestrelli cartonati è sempre stato dominante nella narrativa dei mass media. Fatico a chiamarli giornalisti. Ammesso che le intercettazioni ci siano, e io credo di sì, verranno fatte uscire o qualcuno di molto potente lo impedirà? Ricordiamo tutti quel che successe nel 2006. Le intercettazioni di Facchetti con l’amico Bergamo furono lasciate nei cassetti. Emersero dopo che era scattata la prescrizione. Palazzi disse che, se le avesse avute a disposizione, avrebbe mandato in B anche l’Inter. Altro che scudetto! La Banda degli Onesti finse di sbraitare sdegnata, ma si guardò bene dal rinunciare alla prescrizione. Chi li chiama prescritti cartonati ha le sue buone ragioni. Ottime, direi.
Mi viene la mosca al naso, pensando alla loro storia di impuniti. Ricordate il passaporto di Recoba? E quel Genoa Inter in cui in campo e negli spogliatoi successe il pandemonio, perché Bagni segnò il gol della vittoria a pochi minuti dalla fine, violando l’accordo sul pareggio? Passando a tempi più recenti, fu spettacolare l’omertà di stampa e istituzioni sulla disastrosa situazione economica di Zhang. Le banche non garantivano le fideiussioni per l’iscrizione al campionato. No problem. Si cambiò la legge. Bastava una lettera di patronage della Società proprietaria. Sì, ma un conto è se la garanzia la dà la Fininvest o la Fiat. Un altro se a fornirla è tale Grand Tower con sede in Lussemburgo. Specie se questa Grand Tower non ha mai pubblicato un bilancio che accerti la sua solvenza economica. Ma la Covisoc, così severa con altri club, chiuse un occhio e non ebbe problemi ad iscrivere i cartonati al campionato. Non abbiamo ancora avuto il bene di sapere il perché. Neppure sappiamo dove sia finito il 31% di quote azionarie posseduto da Lion Rock. Per non parlare della questione delle infiltrazioni mafiose in una curva che manteneva stretti rapporti con la Società. Incontrarono la comprensione del loro grande tifoso Viola, che si affrettò a definirli parte lesa. Il resto lo fece una cena galeotta tra Marotta, l’avvocato Capellini, Gravina e Viglione. Chinè ammiccò. Sanzioni risibili. Tarallucci e vino. Possibile che questi la passino sempre liscia? Io voglio che finalmente venga fatta un po’ di giustizia! Lo pretendo! E’ la condizione indispensabile perché il calcio abbia un minimo di credibilità e possa sopravvivere.
E loro si ritengono pure danneggiati, eh! Ho letto di tifosi che vogliono lo scudetto dell’anno scorso, rubatogli per il rigore non concesso contro la Roma. Meraviglioso. Ma ci sono o ci fanno? Su 100 episodi ne hanno due a sfavore e si attaccano a questi? Sono di gran lunga la squadra con più rigori a favore e meno contro. Quelli che hanno ricevuto meno gialli. I rossi sono più rari delle piogge nel deserto. In campo possono fare quel che vogliono. Fallacci, proteste belluine. Mitiche le scene in cui circondano minacciosi gli arbitri. Non pagano mai dazio. Lautaro, Bastoni e Barella sono fulgidi esempi. Bestemmie? Insulti razzisti? Per loro non valgono. E mi vengono a dire che gli arbitri gli hanno impedito di vincere degli scudetti? Questi sono fuori di testa. Sono avulsi dalla realtà. Si cullano in una narrazione mediatica fuorviante, priva di onestà intellettuale. Pretendo che venga fatta pulizia! Figc e Aia devono essere commissariate! Certo, tutto questo mi fa imbufalire, ma ugualmente furibonda sono nei confronti della nostra sottospecie di sottomarca di Società. Non vorrei che uscissero intercettazioni in cui Scaroni raccomanda a Rocchi di non favorire il Milan. Mi tengo la mia amarezza per i tifosi che affollano S. Siro senza mai contestare tipi alla Furlanette, alla Scaroni, alla Gerry. Loro preferiscono fischiare Leao. E prendersela con Allegri. Tanti suggeriscono di cacciare Max. Aquile! Modric si è rotto lo zigomo nel contrasto con Locatelli. Piove sempre sul bagnato, maledizione al secchio. Forza Luka! Ci mancherai in questo rush finale. Vediamo cosa combiniamo con il Sassuolo. Il nostro attacco è nelle condizioni che sappiamo. Se devo riporre una speranza su qualcuno, penso a Leao. Rafa, pur se non in buone condizioni fisiche e schierato fuori ruolo, è l’unico a cui posso aggrapparmi. Chi vuole, può contare di più su Pulisic, Gimenez, Fullkrug o Nkunku. La coperta è maledettamente corta. Sarà durissima con i Piastrellati, che sono una succursale degli Orrendi. Io ho ancora paura per la Champions. Fossi in te, Max, partirei con Rafa e Santi. So che non lo farai, viste le tue reazioni a Verona. Furlanette, guarda che un vaffa non è un’offesa. E’ un atto di cortesia, per fare in modo che tu trovi la giusta via per giungere a destinazione. Siamo nel tempo delle mosche. Quando tornerà per noi il tempo delle api? Quando ci libereremo degli usurpatori? Spero presto, perché…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.
Chiara
P. S. Lo apprendo ora. Dalla procura di Milano fanno sapere che nessun dirigente è indagato. La questione è interna alla classe arbitrale. Il PM Ascione verrà trasferito a Roma. Ovviamente Rocchi avrà deciso autonomamente di designare arbitri graditi all’Inter, intuendo quali fossero. Nelle segrete stanze di S. Siro ha parlato con se stesso davanti allo specchio. Che schifo, ragazzi. Potrei cancellare il pezzo. Ma lo lascio, per far vedere che stupida ingenua sono. Ha vinto Viola. Ha vinto Marotta. Ha perso Ascione. Ho perso io. Ha perso la giustizia. Non bastava che mi fossero stati inflitti i maledetti carnefici del Milan, neppure sfiorati dalla contestazione dei tifosi della maglia. No. Devo sopportare pure l’arrogante strapotere degli Orrendi che sono i padroni del calcio italiano. Cosa posso fare? Semplice. Devo riuscire a staccare, perché sono giunta al limite. Non posso continuare a farmi prendere per i fondelli dai Furlani, dai Cardinale, dai Marotta, dai Viola e dalla schifosa compagnia cantante. Se lo guardino gli interisti questo calcio corrotto e mafioso! Cercherò il mio tempo delle api altrove. Io non ne posso più!
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