Il paradosso di Monty Hall

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Che fai, tu, inquietudine, qui da me? Dimmi, che fai, irrequieta inquietudine? Mi prendi. Mi lasci. Mi riprendi. Ti prendo. Ti lascio. Ti riprendo. Sei stata spazzata via dall’impetuosa, irrefrenabile ondata di gioia dello scudetto. Tu, però, non conosci il significato della parola resa. Te ne rimani lì, acquattata. Ti metti in disparte con fare sornione. Sai che prima o poi…. Più prima, a dire il vero. Siamo nell’euforia dei più pirotecnici, fantastici festeggiamenti che si siano mai visti e…. tac! Arrivano le dure, inequivocabili parole di Maldini a farmi preoccupare. Un’ increspatura nel mare di felicità in cui stavo violentemente e dolcemente naufragando? Sì. Anche qualcosa in più. Sembra che le cose si possano sistemare. Accolgo con piacere l’intervista di Gerry e…. Eccoci qua. Mancano 10 giorni alla scadenza del contratto di Maldini e Massara e le firme sul rinnovo non ci sono. Da qualunque lato la si voglia guardare, la situazione è grottesca. Surreale. Imbarazzante. Preoccupante. Pazzesca. Il popolo rossonero merita questo? Il Milan è guidato da persone intelligenti e quindi si troverà la quadra? Speriamo. Ma essere arrivati a questo punto non mi sembra sia un comportamento da persone intelligenti. Tutt’altro.

Voglio le vostre firme!

Insomma, vinciamo uno scudetto esaltante. La condizione economica è buona e destinata sicuramente a migliorare. Si prospetta un futuro intrigante. La squadra deve essere rinforzata, per poter spiccare definitivamente il volo. Nessuno pretende esborsi folli, per carità. Ma è chiaro che i cordoni della borsa vanno allentati. Investire per crescere, vincere ed avere un ritorno in termini di fatturato. Ci sono tutti i margini per un progetto di questo tipo. Che è poi quello che ha in testa Paolo. Invece… Come possiamo fare acquisti, se i dirigenti addetti al Mercato sono dei precari con un contratto in scadenza tra una decina di giorni? Qual è il budget messo a disposizione? Riuscirei a comprarmi un’auto di media cilindrata con quello, io? O mi converrebbe tentare la sorte da Monty Hall? Chi è costui? Un conduttore televisivo statunitense, nella cui trasmissione il concorrente aveva a disposizione la scelta tra 3 porte. Due nascondevano una capra. Dietro la terza c’era l’ambita automobile. Una volta effettuata la scelta, il conduttore apriva una porta oltre la quale c’era la capra. Poi chiedeva al concorrente. “ Vuole cambiare la sua scelta?” Il buon senso sembra dire: “ Che tu cambi o no, hai sempre un 50% di possibilità favorevoli, perché ora le porte sono 2.” Invece non è così. In termini probabilistici conviene mutare la scelta. In questo modo, infatti, si hanno due possibilità su 3 di beccare l’auto. Se, invece, si rimane fermi sulla decisione iniziale, la probabilità rimane pari a 1/3. La cosa sembra strana e così la faccenda è diventata famosa, passando sotto il nome di “ Paradosso di Monty Hall”.

Caro Monty, la nostra situazione è molto più paradossale della tua. E qui c’è poco da pensare al calcolo delle probabilità. La meravigliosa fuoriserie dello scudetto sembrava alquanto improbabile. E noi l’abbiamo trovata dietro la porta giusta. E’ inutile negare che ci siano grossi meriti della Società e demeriti miei, che ero molto scettica a riguardo. Ma, proprio nel momento in cui le probabilità di avere di fronte un futuro roseo sembravano in netto rialzo, ecco questa imbarazzante pantomima. Io ho paura di andare incontro alla capra. Altro che storie. Uno può essere pessimista o ottimista per natura. Deve, però, guardare l’oggettività dei fatti. L’unica cosa che conta sono le firme. E queste non ci sono a un sospiro dalla scadenza. I giorni passano in uno stillicidio del nulla, condito da un silenzio assordante. Come si fa a non essere preoccupati?

Mi hai conquistato, Bello de nonna!

Non ho neanche voglia di parlare di Mercato. Io sto qui a ragionare, fantasticare e quelli che fanno? Sono in stallo. Neanche sui riscatti di Florenzi e Messias è arrivata una decisione, visto che abbiamo lasciato scadere i termini per il riscatto. Questa è la verità. Ha ragione Paolo. Servono un processo decisionale più snello e la certezza di un budget ragionevole e adeguato. Altrimenti, ciao Peppina. Penso che Maldini avesse parlato con Investcorp, quando sembrava il Fondo arabo acquisisse il Milan e che Elliott se ne andasse. E credo che avesse avuto rassicurazioni in entrambi i sensi. Poi il colpo di scena. Arriva RedBird. Elliott rimane con una robusta compartecipazione e non si trova l’accordo su ruoli e budget. Questo è il mio pensiero, opinabile, per carità, visto che c’è un’inquietante cortina di pesante silenzio. Speriamo bene. Ma negare o minimizzare l’esistenza del problema è puerile. E risulta inutile prendersela con chi da giornali e Tv spara a pallettoni su di noi e coccola gli altri. E’ vero, per carità, che questo atteggiamento è vergognoso e dà molto fastidio. E’ altrettanto vero, però, che siamo noi con i nostri atteggiamenti a incoraggiare penne e lingue malevole. Possibile che non riesca mai a stare tranquilla, neanche nel momento della gioia più sfrenata? Sì. Tutto quello che accade rientra nell’ambito del possibile. Io ammiro e invidio chi è sereno. Ma non lo capisco.

Batti un colpo, Gerry!

Voci sull’interessamento del Real Paris per Renato Sanches. Perderemo il giocatore? Non prenderemo né lui né Botman né quelli che stiamo seguendo da una vita, se continuiamo a tergiversare, a elemosinare, prima di chiudere un affare. E la colpa non è certo di Paolo. I nostri tempi elefantiaci, il nostro braccino corto mal si sposano con le esigenze del Mercato. De Ketelaere, così come gli altri, non starà certo ad aspettare noi. Gli Orrendi? Hanno una situazione economica disastrosa, a differenza della nostra, si dice. Scommettiamo che prenderanno Lukaku a condizioni favorevolissime e metteranno sotto contratto Dybala? Come facciano, non so. Ma, se gli è permesso di fare di tutto, debiti o non debiti, senza che nessuno muova un dito, per indagare su operazioni davvero opache, loro se ne approfittano. E noi, con la nostra sostenibilità del cappero, restiamo al palo. Come si può non dare mano libera a Paolo per investire almeno un’ottantina di milioni, al netto delle cessioni, con lo scudetto, la prima fascia Champions, gli incassi da stadio, gli sponsors in ovvio, continuo aumento? Come si può tarpare le ali a un circolo virtuoso che si è innescato con il fantastico Tricolore? Sono nervosetta, ragazzi. E pronta ad esplodere. La pazienza mi sta scappando. L’entusiasmo dello splendido popolo rossonero, pronto a riversare denaro nelle casse societarie per alimentare un sogno bellissimo, non va mortificato. Le immagini delle nostre incredibili feste hanno fatto il giro del mondo, mostrando quale immenso bacino di utenza abbiamo e rafforzando il valore del brand. Questo inconcepibile ritardo, che ha già recato sicuramente dei danni, è inquietante. Sostenibilità per noi significa investimenti intelligenti e adeguati. Se qualcuno non lo capisce, c’è qualcosa che non va. Gerry, batti un colpo! Monty Hall, non farmi trovare la capra dietro la porta. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.