Il dilemma delle due porte

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Sorpasso. Avrei voluto scrivere “ Sorpassooooooooo!!!!!!!”. Ma non ce la faccio. Perchè? Sono felice? Sì. Però non troppo. Non appieno. D’accordo, il terzo posto è una benedizione dal cielo. Se qualcuno me l’avesse pronosticato un paio di mesi fa, gli avrei dato del pazzo. E allora cos’è questo fastidio dell’anima? Cosa sono questa insoddisfazione, questa inquietudine, che smorzano il mio entusiasmo? Ero in fibrillazione dopo la vittoria di Bergamo. Avevo una voglia matta di Milan. Adesso abbiamo 4 punti di vantaggio sul quinto posto. Bene. Benissimo! Ma la prestazione orrenda con il Sassuolo, che segue quella pessima contro la Lazio, mi preoccupa molto in vista delle prossime partite. E, per dirla tutta, De Zerbi, pur perdendo, ha dimostrato di essere un allenatore.

Il dilemma non è se sia meglio vincere giocando male o perdere giocando bene. E’ chiaro che tutti preferiscono la prima opzione. Un conto, però, è giocare male, ma avere qualche guizzo. Un altro è fare schifo, essere innocui, non riuscire a costruire un’azione di senso compiuto. In questo modo alla fine non si va da nessuna parte. Non può andare sempre bene, eh! Leggiucchiando un po’, mi sono imbattuta in un’opinione che mi lascia basita. Il gioco di Gattuso favorisce il centravanti. Bah! Io temo, invece, che rischiamo di rovinare anche Piatek. Vederlo sempre abbandonato a se stesso mi fa male al cuore. Mi tengo buoni i 3 punti preziosissimi e l’ennesimo clean sheet. Musacchio è molto migliorato. Farei un monumento a Gigio. Baka avrebbe bisogno di riposare. Calha ha giocato male, pur dannandosi l’anima. Paquetà corre e ha la lingua fuori. Suso? Gattuso dice che dà qualità. Giusto quindi che gli altri corrano per lui. Bah! Giocare dietro la linea della palla può avere un senso. Anche il Sassuolo l’ha fatto. Però bisognerebbe saper ripartire e percorrere con una certa rapidità i 60-70 metri che mancano alla porta avversaria. Per noi questo è un tabù. Passaggi indietro, dribbling estemporanei con avversari che ti pressano e ti rubano la palla o lancio lungo verso l’isolato Piatek, stretto nella morsa dei difensori avversari. Si può pretendere che Kris tolga sempre le castagne dal fuoco? No.

Boga ha fatto il diavolo a quattro sulla nostra fascia destra. Credo che chiunque abbia pensato a un rimedio tattico. Casti, Conti, per esempio, perchè qualche alternativa, checchè se ne dica, l’abbiamo. Gattuso è rimasto impassibile. L’idea di togliere Suso non l’ha nemmeno sfiorato. Ipse dixit. Io, poi, sono talmente e scriteriatamente votata al gioco offensivo, che neanche avrei messo Samu. La mia soluzione era inserire Biglia e piazzare Kessie nella posizione di Suso. Sarò anche un ‘ esteta. Un’ingenua sognatrice che vuole un impossibile calcio champagne. Oppure sono semplicemente realista. Penso che tra il calcio champagne e la mancanza assoluta di schemi offensivi ci sia una ragionevole via di mezzo, che la nostra rosa può sicuramente permettere. Sarò io a sbagliare, visto che siamo al terzo posto. A me sta benissimo la nostra posizione. Non sono tranquilla semplicemente perché temo che, a furia di giocare male, di interessarsi solo all’interposizione sulle linee di passaggio, di spremere sempre gli stessi, non arriveremo quarti. Il quarto posto è troppo importante per noi, per il nostro futuro. Lo voglio!

Ciao, Davide.

Mi rifiuto di commentare una partita tanto brutta. L’unico momento bello è stato l’omaggio ad Astori. Ciao, Davide. Ho visto gli Orrendi. Tutti dicono che abbiano disputato una gara pessima. Ma hanno creato anche diverse occasioni da gol. Il derby mi fa una paura tremenda. Se lo affrontiamo con Piatek isolato e tutti dietro senza mai ripartire, frenati dai nostri timori, li facciamo andare sul velluto e ci castigano con o senza Icardi. Il Cagliari li ha messi in difficoltà con l’aggressività, la velocità, le ripartenze. Non si sono posizionati tutti dietro buoni buoni, schisci schisci. Non hanno sprecato le loro energie nervose con l’ossessione delle linee di passaggio. Ma prima c’è il Chievo. La formazione, secondo me, sarà la solita, con la sola eccezione dello squalificato RR. Io non credo che Laxalt sia una pippa. Certo, se deve fare il terzino bloccato dietro, gli si toglie la sua migliore qualità, cioè la capacità di fare scorribande veloci sulle fasce. Queste gioverebbero un sacco anche a Piatek, oltre che al nostro gioco imbalsamato. Già, ma ci sono gli equilibri da salvaguardare, perbacco. Equilibri peraltro asimmetrici. Suso, infatti, è esentato da compiti difensivi. E per questo non si può mettere Conti, un altro che un po’ di verve  e qualche palla buona a Kris potrebbe darla. Va bene. E’ così e non posso farci niente. Devo tenermi i miei dilemmi su Gattuso. Valori, senso di appartenenza? Niente da dire. Qui andiamo benissimo. Concezioni tattiche? Ho già detto. E molto. Certo che ora preoccupa pure la condizione fisica .

Dilemma per dilemma, quello posto dal sultano è più facile del mio. Dunque, il sultano offre una possibilità di salvezza a un condannato.” Vedi quelle due porte e i due guardiani? Una ti porta alla vita. L’altra alla morte. Un guardiano dice la verità. L’altro mente. Ma non sai chi sia il bugiardo e chi il sincero. Tu puoi porre una domanda a uno di loro. Poi devi fare la tua scelta” Il tapino non si perse d’animo. Dopo aver riflettuto, trovò la soluzione. Chiese a un guardiano : “ Se io domandassi al tuo compagno qual è la porta che conduce alla vita, lui quale mi indicherebbe?” Ottenuta la risposta, varcò tranquillo l’altra porta, sicuro di andare verso la salvezza. Non vi spiego il perché, ragazzi. Quello lo dovete capire voi. E lo capirete senz’altro. Io ritengo di aver compreso il mio dilemma. Purtroppo, però, non dipende da me risolverlo. Comunque siamo terzi. Non è poco. Con Cagliari e Atalanta abbiamo vinto. E allora, Chiara, goditelo questo terzo posto, maledizione al secchio! Me lo godicchio, sì, ma non come dovrei. Che ci posso fare?

Quanto invidio chi è convinto delle capacità tecniche e tattiche di Gattuso. Lui vive bene. E’ immune dai dubbi, dalle inquietudini, dalle angosce che mi attanagliano. Si gusta un momento di assoluta felicità. Senza se e senza ma. Polle, ho visto la foto. Oltre che beato per la nostra classifica, sei anche un bel ragazzo. Forse ho torto io, dai. Spero tanto che sia così e che raggiungiamo questa benedetta Champions. Sto guardando Atalanta Fiorentina. Che bella partita! Chiesa? Mi fa venire l’acquolina in bocca. Gasperini? Perderà qualche gara, subirà qualche gol di troppo. Però… C’è stato un momento in cui pensavamo di prendere in prestito Muriel. Non ho rimpianti. Tanto non avrebbe giocato con Piatek o, l’avesse fatto, sarebbe stato ingabbiato in compiti di copertura. Eccomi qui. Basta, dai! Non devi avere paura anche del derelitto Chievo, Chiara. Sabato vinciamo. Magari vedrai  qualche cambio di formazione. Addirittura giocherà Conti e Suso sta in panchina a riprendersi dalla pubalgia e dal ballo della mattonella. Forse Rino schiererà un 4-2-3-1 e ti regalerà un accenno di pressing offensivo. Così ogni tanto saranno pochi i metri che ci separano dalla porta avversaria nel momento del recupero della palla. E Cutrone entrerà in campo non al posto di Piatek. Smettila di vagheggiare e scendi dal pero. Goditi la vittoria della Lazio, che ti ha portato quattro punti sopra il quarto posto. Sì, ti avrebbe solleticato vedere gli Orrendi quinti. Ma è stato molto meglio così. E lo sai anche tu. Certo che la vita è strana. Li hai sorpassati e non sei in delirio, apoteosi, catarsi. Incredibile! Bah! Di Napoli Juve non mi interessa niente. Sono concentrata solo sull’Atletico. Bella la doppietta di Morata. Vedremo che soluzione avrà il nostro dilemma delle due porte. Riusciremo a varcare quella che conduce alla Champions? Speriamo! Comunque sia, non ho dilemmi su come chiudere il pezzo. La conclusione è sempre la stessa. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.