Remare!

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Se vi aspettate un centinaio di righe sulla questione Elliott mi spiace rimarrete delusi, quel che mi interessa di più è il campo anche perché mi intendo poco di prestiti, finanziamenti o buchi di bilancio e onestamente l’unico Elliott che conosco è un mio ex collega, che detto tra noi non ha una lira.
Intendiamoci, la fiducia in Yonghong Li non è mai stata altissima e probabilmente i fatti mi daranno ragione ma per le critiche a lui, Fassone e Mirabelli(ho pronto un dossier sul “Vogel coreano” Ki) ci sarà tutta un’estate, quando, ahinoi, di tempo libero ne avremo parecchio dato che ai mondiali ci toccherà guardare.
Sono stato critico verso questa squadra in passato ma adesso è il momento di remare tutti dalla stessa parte, abbiamo trovato un Rino Gattuso in versione Peppiniello Di Capua che chiama i colpi dell’equipaggio rossonero come il mitico Peppiniello faceva coi Fratelli Abbagnale.
Per tirare una riga e fare i conti ci sarà tempo ora è giusto sostenere e credere in questa squadra e questa società(intesa come Fassone e Mirabelli ovviamente….)che ci ha riportato a tifare come non lo facevamo da anni. Questi ragazzi vanno supportati e incitati, contro il Chievo eravamo palesemente sulle ginocchia ma l’abbiamo ribaltata con veemenza e con le decisioni del nostro tecnico.
Più passano i giorni e meno si parla della grinta trasmessa da Rino dando giustamente più spazio alle decisioni tattiche portate dal nostro allenatore.
Gattuso non fa il compitino, gira e rigira la squadra tatticamente durante i novanta minuti. A Genova, quando deve vincere per forza, toglie una mezzala offensiva come Jack e inserisce un terzino, Calabria, cambiando il puzzle tattico rossonero. Domenica contro il Chievo quando disperatamente dovevamo recuperare ha tolto Borini e ha arretrato Kessie nell’inedito e innovativo ruolo di terzino/mezzala. Non era propriamente una difesa a tre poiché Kessie scivolava sempre indietro coprendo il ruolo di esterno difensivo destro per poi accorciare a centrocampo.
La lucidità con cui Rino e il suo staff leggono le partite è veramente straordinaria, ci mettono del loro e non si limitano a fare il solito compitino svolto da allenatori sopravvalutati che se devono recuperare il risultato mettono una punta in più o al limite tolgono un centrocampista per un attaccante. Rino no, Rino cambia e stravolge tatticamente la sua squadra, che si fida ciecamente di lui.
Sul nostro ingresso in Champions resto sempre molto scettico tra Juve e Inter dovremo fare minimo quattro punti, tre assolutamente nel derby al quale l’Inter si presenterà rinfrancata e rinforzata dalle ultime vittorie.
Personalmente però, preferisco sempre incontrare un avversario in striscia positiva, perché noi teniamo la concentrazione più alta e perché storicamente facciamo fatica o addirittura risvegliamo sempre le squadre in crisi. Per questo motivo temevo moltissimo Arsenal e Chievo.
Chi mi ha seguito lo sa, molti acquisti fatti a luglio non erano di mio gradimento, Musacchio e Kalinic per fare un esempio; però mi sono sempre soffermato a contestare il nome piuttosto della cifra spesa. Duecento milioni sono molti ma ditemi quanti top player si possono prendere con quella cifra, uno o al massimo due.
Al giorno d’oggi le cifre, immorali certamente, purtroppo sono quelle. Secondo me per il valore della nostra rosa, per come eravamo partiti e soprattutto per i disastri compiuti da chi ci ha allenato precedentemente, arrivare quinti sarebbe un buon risultato soprattutto se accompagnassimo il tutto con una vittoria in Coppa Italia.
Non possiamo chiedere a Rino la luna, in questo caso la Champions, quello che Rino poteva darci ce lo ha già dato, ed è quello che a tutti quanti mancava, ovvero di tornare a tifare con calore e trasporto la propria squadra, di sentirsi rappresentati e vedere che chi scende in campo da tutto esattamente come fatto all’Emirates.
Poi a fine campionato ci sarà tempo per parlare di Reina, Strinic, del Vogel coreano, di Elliott e Li, ora però è il momento di tifare, di supportare e di remare tutti dalla stessa parte, stile fratelloni Abbagnale!
Forza Milan!

MattLeTiss

"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione". Per questo ho amato alla follia Dejan Savicevic e Matt Le Tissier. Milanista da generazioni, cuore Saints grazie a "Le God". Sacchi mi ha aperto un mondo, Allegri me lo ha chiuso. Sono cresciuto col Milan di Arrigo, quello per me era il gioco del calcio, tutti gli altri prendono a calci un pallone.