Milan è il tuo momento decisivo

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Da quando ho iniziato, prima, a seguire MilanNight, commentando e condividendo con voi le disavventure del Giannino e, poi, scrivendo i post per voi, mai mi sarei immaginato di arrivare un giorno ad un punto cruciale come questo. Ebbene sì, la partita di questa sera ha un valore gigantesco. Per svariati motivi. La nostra stagione può dipendere molto dal risultato di San Siro. Penserete che sto esagerando ma cercherò di darvi il mio punto di vista.

Sfido chiunque, che non sia fazioso, a negare che questo Milan, ad oggi, è la squadra che gioca meglio in Serie A, ma soprattutto, che corre. Corre tanto ma decisamente bene, quindi è giusto anche porsi degli obiettivi e dei traguardi importanti. Stasera saremo in grande emergenza, come da alcune giornate a questa parte, non solo l’assenza di Ibra ma anche tutto il contorno inizia ad essere complicato da gestire. Eppure, nonostante tutto, siamo sempre lì. Abbiamo barcollato, abbiamo tremato ma siamo sempre riusciti a tenere in piedi la baracca. Non per fortuna, sia chiaro, l’abbiamo sempre fatto con gioco e con volontà. Tolta la prestazione con il Genoa, dove abbiamo faticato, le altre partite sono sempre state gestite con maturità ed intelligenza e i punti persi (Verona e Parma) sono state le classiche partite che non vinci neanche se stai lì per 3 giorni di seguito. Nonostante questo abbiamo sempre giocato a calcio, cosa non da poco. Non siamo stati costruiti per vincere lo scudetto, questo è evidente ed assodato. Siamo corti, molto giovani e forse anche non preparati ad affrontare ancora una stagione lunga sotto i riflettori. Però stiamo facendo le cose fatte bene, sia dentro che fuori dal campo e le basi per arrivare nelle prime quattro sono state messe.

Torniamo all’importanza di questa sera. Da un pò di tempo mi capita di ripetere come un mantra la seguente frase “Scavalliamo dicembre in testa e vediamo cosa succede”. Direte voi, bello sforzo, capaci tutti. In realtà superare anche l’ostacolo Lazio, che non è la stessa di un mese e mezzo fa ma molto più in palla, metterebbe i puntini sulle i. In termini psicologici sarebbe un ennesimo passo verso la piena maturità, in termini sportivi, inutile dire che ti farebbe stare comodi in testa alla classifica fino al 3 gennaio, pronti per affrontare subito gli impegni, con qualche rientro dalla degenza e, spero, con qualche faccia nuova che entri nelle rotazioni. Questi ragazzi devono stare sempre sull’attenti, per quello che l’attenzione e la tensione va tenuta altissima. In allenamento ci pensa Ibra ma anche durante la sua assenza la squadra sta reagendo bene e non deve mollare di un centimetro. Quindi carichiamo di pressione questa ultima partita del 2020, perchè, (noi tifosi) dobbiamo  ricominciare, (loro giocatori) devono iniziare a vivere ogni partita con la giusta testa.

Ci mancherà tanto lì in mezzo

Io penso che a Milanello, qualcuno inizi a fare dei pensieri più grandi del quarto posto, ed è giusto che sia così. Alzare l’asticella ora è il momento giusto, bisogna puntare in alto per centrare il quarto posto. Accumulare vantaggio sulle inseguitrici per dosare le forze e per affrontare i momenti difficili che ci saranno. Se ci siamo sempre lamentati della scarsa personalità di questa squadra, adesso dobbiamo iniziare anche noi tifosi a fare un passo avanti e toglierci quell’aurea di negatività che abbiamo avuto fino a poco tempo fa. Io non sono mai stato convinto di Elliott, Gazidis e Pioli ma ora i risultati stanno dicendo che qualcosa di buono è stato fatto, ovvio che il risultato finale sarà determinante ma dobbiamo tornare a ragionare da Milan. Attenzione, non da ultimo Milan berlusconiano con eccesso di sbrodoleria e fanfara, ma da Milan che ha ambizioni e sogni e che può raggiungerli solo con il lavoro, la passione e l’impegno. Stasera ci sarà tanta pressione e attenzione per vedere un nostro passo falso, per questo va messo elmetto, ci si butta in trincea e si fa quello che abbiamo fatto fino ad oggi. Giocare a calcio con intensità ed intelligenza. Inoltre preferisco vivere questi mesi al massimo, senza rimpianti, che arrivare a maggio e recriminare su come avremmo potuto vivere diversamente questo periodo. Carpe diem.

Noi non siamo i favoriti, i cuginastri e i fluidi di Torino sono più forti, più attrezzati e più preparati di noi per trionfare alla fine. Il peso e l’onere di tutto questo non può essere in casa nostra, ma solo ad Appiano e Vinovo. Sono loro che devono portare lo scudetto ai loro tifosi, che disfatta sarebbe non vincere contro un Milan così giovane, acerbo e fortunato? Sun Tzu ci scriverebbe un altro trattato sulla guerra, ascoltando le voci che arrivano da quelle parti. Meglio che ci sottovalutino, molto meglio. La risposta, fino ad oggi, l’ha data il campo e anche stasera sarà importante mandare un ultimo messaggio nel 2020. Vincere aiuta a vincere, si diceva, ma se non stecchi mai, quelli dietro ad un certo punto iniziano ad essere sfiduciati e il peso del distacco si fa sentire. La corsa su Roma, Lazio ed Atalanta sta andando più che bene, mantenere le distanze e assicurare la Champions è fondamentale, per questo più stiamo là davanti e meglio è. Non vuol dire puntare solo allo scudetto ma significa “dare fastidio”, che rispetto alle pacche sulle spalle che ci davano fino a qualche mese fa, è già tanta roba. Vi ricordate quando avevo paragonato questo Milan a Fabris di Compagni di Scuola?

Stare davanti dopo stasera serve a tutti. Alla squadra, per continuare a lavorare con intensità ed impegno. Costruendo un gruppo che sembra sano e volenteroso. Agli infortunati, perchè ti fa fare doppie sedute per rientrare il prima possibile per aiutare i compagni di squadra ma non hai la pressione di dover bruciare le tappe (impariamo dagli errori di gestione dell’infortunio di Ibra). Alla società, perchè si può ingolosire e può spingere ad aprire il portafoglio e, se rifai un mercato sensato come gennaio 2020 (Ibra, Kjaer e Pino), ti sistemi anche per la stagione successiva, in anticipo sugli altri e con più qualità e profondità di rosa già nell’immediato. Ai giovani, fa bene perchè quando la squadra gira entri più facilmente nelle rotazioni e hai meno pressione addosso, la palla scotta di meno e, cosa non da poco, lo stadio vuoto ti aiuta a sbagliare senza ansia e mugugni che, a volte, spezzano carriere. Giocare a calcio è divertimento, imparare a vincere divertendosi è fondamentale. Ai tifosi, perchè un Milan che vince e che appassiona ti fa vedere le partite con più gusto e con la voglia irrefrenabile di vedere subito la partita successiva. Alla fanfara, che non potrà più parlare di tesoretti e regali del presidente ma che dovrà solo sperare di avere qualche spiffero per conoscere le mosse della società e rimpiangere il passato con editoriali pieni di concetti triti e ritriti.

Insomma, il calcio ha spesso regalato storie bellissime, noi non dobbiamo avere paura di sognare perchè fino ad oggi ci ha portato questi risultati. Il nostro obiettivo è la qualificazione in Champion League, siamo in media e siamo lì, di questo dobbiamo esserne consapevoli, comunque andrà, avremo messo le basi per qualcosa e poi “scavalliamo dicembre in testa e poi vediamo cosa succede”.

Buon Natale a tutti voi e alle vostre famiglie, un caloroso abbraccio virtuale nel rispetto del distanziamento sociale e

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.