Milan e Donnarumma, un matrimonio che s’ha da fare

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Smaltita velocemente la sbornia per la vittoria di Genova, sponda blucerchiata, ci si butta subito a capofitto nel (prossimo) futuro. Le dichiarazioni di Mino Raiola, procuratore di Donnarumma e di Ibrahimovic, hanno subito messo il pepe ad una settimana, altrimenti molto tranquilla, che ci avrebbe visti in scampagnata a Praga e, domenica sera, impegnati a mantenere il distacco dalle inseguitrici contro un Parma tutt’altro che irresistibile.

Raiola lo conosciamo tutti. Nonostante conosca molto bene la volontà di Donnarumma e della famiglia, sa fare molto bene il suo lavoro e non perde tempo per mettere un pò di pressione alla società. Sostiene che il rinnovo sarà meno mediatico del passato ma già da mesi non lascia indietro un’occasione per sottolineare che ci sono club interessati al ragazzo (che sorpresa!) oppure per aprire un tema legato anche al rinnovo di Ibra. Insomma la strategia è nota e riconosciuta, questa volta però, la società mi sembra molto concentrata sul rinnovo e sulla gestione di tutto il contorno in maniera più che discreta. Inutile ribadire che il rinnovo di Donnarumma deve essere fatto. Senza se e senza ma. Lo scrive uno che non è un amante del portiere rossonero ma che ne riconosce delle doti assolute che non possono essere sperperate nel nulla. La sua crescita è costante, la sua leadership sempre più riconosciuta e, cosa da non sottovalutare, stiamo pur sempre parlando di un ragazzo nato nel 1999, che male che vada, può rappresentare il futuro della porta rossonera e di quella azzurra, della Nazionale, per i prossimi 15 anni.

Partiamo con il dire che Donnarumma in questa stagione ha saltato due partite. Una con la Roma, dove abbiamo potuto constatare il significato della sua presenza in mezzo ai pali. Ricordo a tutti l’uscita a vuoto di Tatarusanu sul gol del 1-1 e il pasticciaccio sul 3-3 dove l’assenza di una presenza così imponente come la sua, ha portato all’errore di Ibra e il conseguente pareggio giallorosso. La seconda assenza è stata ininfluente avendo saltato il turno di Europa League contro lo Sparta Praga a San Siro, con i cechi venuti a Milano in vacanza. Quindi al netto di queste due assenze, le partite che Donnarumma ha tenuto in piedi e/o salvato sono state diverse. Non più tardi di domenica sera, sullo 0-0 ha subito sfoderato il miracolo su Tonelli che, in caso di gol, avrebbe messo la partita su un versante molto pericoloso per noi. Ma durante questa parte di stagione, di parate ce ne sono state diverse, alcune veramente stratosferiche che ci hanno fatto alzare in piedi dal divano strabuzzando gli occhi. E’ evidente che la sua sola presenza rassicuri la squadra, cosa non da poco, e tutto l’impianto difensivo ne giova e di molto.

A proposito della fase difensiva, vanno letti i numeri delle nostre performance e legate anche a Donnarumma. Ad oggi, in campionato, abbiamo subito 9 gol. Di questi, due sono arrivati da calci di rigore (entrambi decisamente generosi, soprattutto quello contro la Roma), uno con in porta Donnarumma e l’altro con in porta Tatarusanu. Oltre a questi, sono arrivati 5 gol da situazioni stupide. Disattenzioni, errori su marcature sui calci da fermo, insomma, gol subiti senza mai la chiara colpa del portiere (eccezion fatta per il gol di Dzeko) o a seguito di vere prodezze degli avversari. Gli ultimi due gol sono arrivati contro Inter e Napoli, su due azioni sostanzialmente simili dove oltre ad un posizionamento difensivo non corretto, anche la bravura dell’avversario non ha dato scampo al portiere. Donnarumma in tutte queste partite, come detto anche prima, ha poi sfoderato con continuità dei miracoli che hanno sempre mantenuto il risultato a favore del Milan, soprattutto, sempre in fasi delicate del match. Quelle che possono farti cambiare l’inerzia della partita e, di conseguenza, anche il risultato finale.

Jay-Z e RocNation insieme con il Milan

Nel computo di un rinnovo, questi argomenti vanno tutti messi sul tavolo, pertanto sia l’entourage di Donnarumma che la società conoscono molto bene il peso del contratto che si sta andando a trattare. Mi permetto anche di suggerire che Donnarumma, vista l’età e il carisma che potrà avere in futuro, può diventare un uomo simbolo di questo Milan (attenzione, non ho scritto bandiera), un simbolo di marketing che non può e non deve essere sottovalutato. Il ragazzo piace ai bambini, l’essere un portiere forte e così imponente lo rende un “prodotto” ben spendibile sul mercato. E se il nostro AD continua a chiedere la crescita dei ricavi, Donnarumma può essere un uomo immagine non da poco. Penso anche alla partnership con la Roc Nation del super rapper Jay-Z, sicuramente gli americani, che su questo non sono secondi a nessuno, possono far crescere ulteriormente l’immagine di un giovane portiere, con divise colorate e accattivanti che lo porrebbero di diritto nell’Olimpo dei supereroi del pallone.

Il matrimonio s’ha da fare perchè conviene a tutti. Non vedo una ragione per la quale si debba fare un passo indietro, ora che questa squadra e questa società stanno posando le basi per un futuro interessante, non per forza vincente ma quanto meno competitivo, la presenza di Donnarumma è una costante che non può mancare. Poi ci sarebbe anche un altro aspetto. Giocare a fare i duri non serve mai, figurarsi nel mondo del calcio dove, da sempre, una mano lava l’altra. Pertanto, tenersi buono Mino Raiola non è cosa da poco, soprattutto, se c’è quella pulce nell’orecchio lì che in qualche modo va tolta. Ci siamo capiti, una qualificazione alla Champions League senza la presenza di Ibra, per me, non avrebbe senso. Un ultimo anno a livelli ancora più alti se li merita Lui e ce lo meritiamo noi (soprattutto io e Raoul Duke che su Ibra non abbiamo mai dubitato un microsecondo). A parte i sentimentalismi, Raiola può essere un alleato importante, non ai livelli del Giannino, dove più che un’alleanza era un’associazione, ma un alleato che è meglio non avere di traverso per il futuro. Parliamoci chiaro, se le cose continuano così, il Milan diventerà una meta molto interessante anche per “certi” giocatori, visto che in tempo di Covid e crisi economica, a Milanello lo stipendio arriva puntuale ad ogni 27 del mese. A buon intenditor…

Concludo con una richiesta a tutti i tifosi rossoneri. Alziamo la testa, è arrivato il momento di goderci quanto stiamo vedendo e vivendo. Basta con la scaramanzia, non siamo i più forti e non siamo stati costruiti per vincere lo scudetto, però siamo il Milan e, dopo anni di schifo, è arrivato il momento di mettere la faccia al sole. Non siamo noi che dobbiamo vincere per forza, a noi basta arrivare nei primi quattro posti, però, visto che siamo lì…sticazzi alla scaramanzia e facciamoli cagare sotto un pò tutti, scavalliamo il 6 gennaio e poi vediamo.

FORZA MILAN

Johnson

 

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.