Avanti con fiducia

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Cagliari sarà un bel banco di prova, una di quelle partite che da inizio stagione ad oggi abbiamo sempre “bucato”.
Sono partite in cui spesso andiamo sotto dal punto di vista della aggressività, della tenacia, sulle seconde palle arrivano sempre prima gli altri e subiamo a livello mentale.
Spesso in queste partite siamo partiti bene, magari con un possesso palla lineare e pulito ma senza tirare in porta, e nelle poche volte in cui lo abbiamo fatto non abbiamo concretizzato. In quel momento a mio parere perdiamo sicurezza e poi al primo errore veniamo puniti. La partita di Verona ne è un esempio lampante.
Personalmente però sono sempre stato dell’idea che l’aggressività non basti, anzi un mio vecchio allenatore mi diceva sempre:”chi in campo picchia poi nove volte su dieci perde”.
La nostra poi non è una squadra “cattiva”, in teoria dovremmo puntare sul gioco per prevalere sull’avversario ma finora anche sul piano tecnico-tattico abbiamo latitato.

Siamo a gennaio ma è come se fossimo a settembre, Montella ha perso tempo ed ha allenato male ed ora Gattuso è ripartito da semplici concetti di gioco, non facevamo nulla di quel che va fatto in un 352, neppure una semplice scalata difensiva, nulla. Rino, saggiamente a mio avviso, è tornato alle origini, non credo neppure sia un modulo che a lui vada a genio ma è sicuramente quello più nelle corde di questa squadra. Servirebbe un’ala sinistra veloce dotata di cambio di passo ma la società ci dice che siamo a posto così, ed allora Rino insisterà su Cahlanoglu ala atipica che si accentrerà spesso. Quello che di questa squadra non mi piace affatto è che attacchiamo solo ed esclusivamente sulle fasce, mai un’imbucata centrale, non ricordo un fallo guadagnato al limite dell’area in posizione centrale e questo la dice lunga sulle nostre difficoltà.
Sinceramente non capisco come mai non si sia mai provato il 4231, tutti giocherebbero nelle loro posizioni, il campo verrebbe coperto meglio e Cahlanoglu potrebbe venire impiegato nel suo ruolo naturale da trequartista con Suso a destra e Bonaventura a sinistra.
Su Suso e Bonaventura ci sarebbe da fare un discorso a parte, sono buoni giocatori, specialmente lo spagnolo ma insieme secondo me sono alquanto deleteri, non hanno cambio di passo e giocano a troppi tocchi rallentando spesso le ripartenze.
Con un’offerta valida li lascerei partire ma questo lo deciderà il nostro futuro allenatore con la speranza che si decida prima il modulo e poi si faccia il mercato.
Ecco il mercato: qualcosa da fare ci sarebbe, forse più di qualcosa ma comprendo anche la società quando dice di voler puntare fino al termine della stagione sugli uomini acquistati in estate e poi tracciare una riga e capire gli errori fatti, i giocatori da tenere e quelli da vendere.
Per ora bisogna avere fiducia in Rino, sta mettendo tutto sé stesso in questa avventura e mi pare che la squadra lo stia seguendo, sa bene anche lui che l’aggressività non basta, lui era un giocatore aggressivo ma se ne avesse avuto altri dieci come lui in squadra non avrebbe vinto quel che ha vinto. A Cagliari si può fare risultato, i sardi soprattutto a livello difensivo non mi sembrano eccelsi ma bisognerà fare attenzione a Pavoletti, il classico giocatore che a noi spesso e volentieri ha fatto male.
Voglio avere fiducia in Rino, non l’ho mai avuta in Montella ma quello ora è un problema dei tifosi del Siviglia…

MattLeTiss

"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione". Per questo ho amato alla follia Dejan Savicevic e Matt Le Tissier. Milanista da generazioni, cuore Saints grazie a "Le God". Sacchi mi ha aperto un mondo, Allegri me lo ha chiuso. Sono cresciuto col Milan di Arrigo, quello per me era il gioco del calcio, tutti gli altri prendono a calci un pallone.