Un mercato in letargo

Al momento la campagna acquisti del Milan recita: Gonçalo Ramos, Gila, Diawara. A questi vanno sommati i vari rientri da prestiti in corso di valutazione, da Chukwueze a Musah, da Comotto a Camarda. Un nuovo Milan, ma vecchio stampa, senza grossi stravolgimenti e certo ancora orfano di quegli interventi auspicati in diverse zone del campo, specie sulla trequarti e sugli esterni. Tra l’altro, dei tre nuovi acquisti due sono stati portati a termine nel giro di pochi giorni più “di nerbo” che di programmazione. Gli ingaggi dei Ramos e dei Gila di turno sono stati infatti zampate piazzate lì un po’ per effettiva necessità della rosa, un po’ per dare alla piazza un segnale di presenza effettiva.

Il Milan, si dice, sarebbe “ostaggio” degli esuberi. È però anche vero che il mercato una società come quella rossonera lo deve governare e non subire. Un anno fa il lavoro di Tare in uscita fu eccellente sotto molti punti di vista, dal momento che permise di sfoltire una rosa fin troppo numerosa per gli impegni da sostenere. Quest’anno di cessioni vere e proprie nemmeno l’ombra, e se non si cede è anche difficile pensare a come acquistare. Tanto che a poco a poco i vari obiettivi rossoneri si stanno accasando molto velocemente: prima Karetsas, che ha firmato per il Borussia Dortmund, poi Mastantuono, che ha scelto la Fiorentina per rilanciarsi.

In tutto questo mancano 15 giorni tondi tondi all’inizio del campionato, e che inizio: Torino-Milan, Milan-Venezia, Juventus-Milan, Lazio-Milan. Tanto per gradire. Di certo non ci si poteva aspettare che il mercato filasse liscio dopo aver perso un mese tra licenziamenti e casting di dirigenti e allenatori, ma si sta tirando un po’ troppo la corda. Soprattutto, sarebbe interessante sapere quale delle figure scelte da Cardinale sia quella deputata a portare avanti le trattative con i vari top club europei. Almstadt? Calvelli? Lo stesso Cardinale? E soprattutto con che autorevolezza? Chissà.

Intanto questo pomeriggio terzo test di livello dell’estate rossonera dopo i pareggi contro Celtic e Inter. Prossima avversaria dei rossoneri il Chelsea di Xabi Alonso, club che del player trading ha fatto la propria bussola e che, come il Milan, fa un’enorme fatica a trovare la propria identità. Vedremo se ci saranno maggiori indicazioni, e soprattutto definitive, sui giocatori su cui puntare per una stagione che ancor prima di iniziare già sembra in salita.

Fab

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Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.